Negli ultimi anni la tecnologia applicata all’autolavaggio automatico ha compiuto passi significativi, superando molte delle perplessità che per lungo tempo hanno frenato chi preferiva il lavaggio manuale o self service per timore di rovinare la carrozzeria.
Il timore più diffuso riguarda le spazzole: possono lasciare segni sulla vernice? È una domanda legittima, perché i vecchi impianti utilizzavano effettivamente materiali più rigidi, capaci nel tempo di produrre leggere imperfezioni visibili controluce. Secondo Andrea Migli di Mixing Park, però, questo scenario è ormai da ridimensionare alla luce dei progressi compiuti sia nei materiali a contatto con la vettura sia nei prodotti utilizzati durante le varie fasi del ciclo.
«Non si trattava di graffi veri e propri, ma con le spazzole di vecchia generazione, dopo ripetuti lavaggi, potevano formarsi delle leggere imperfezioni visibili in controluce — chiarisce Migli —. Le spazzole attuali, realizzate con materiali decisamente più morbidi, hanno risolto in gran parte questo tipo di problema».
Setole rigide addio
È soprattutto sui materiali che si è concentrata una delle evoluzioni più significative dell’autolavaggio automatico: alle tradizionali setole rigide si sono sostituite soluzioni pensate per accompagnare la carrozzeria con maggiore delicatezza, senza però perdere l’azione meccanica indispensabile per rimuovere lo sporco più resistente, quello che l’acqua ad alta pressione da sola difficilmente riesce a eliminare.
A Livorno, Mixing Park utilizza per i due impianti automatici le spazzole SofTecs del sistema WashTec, un materiale descritto dall’azienda come antigraffio e progettato per pulire la vettura senza creare abrasioni sulla vernice. Si tratta di una scelta che riflette anche il percorso della struttura, che negli anni ha affiancato alle storiche piste self service soluzioni automatiche pensate per offrire al cliente un’alternativa adatta alle condizioni specifiche della propria auto.
«Self service e lavaggio automatico rispondono in parte a necessità differenti — fa notare Migli —. Se un’auto resta senza lavaggio per tre o quattro mesi, spesso lo sporco richiede anche un intervento meccanico per essere rimosso del tutto, mentre la sola lancia ad alta pressione dà il meglio di sé quando viene usata con regolarità».
Anche i prodotti fanno la loro parte
L’evoluzione tecnologica non riguarda però solo la componente meccanica: una parte crescente del risultato finale dipende dai prodotti impiegati durante il ciclo di lavaggio. Nei due impianti automatici di Mixing Park vengono utilizzate formulazioni nanotech in diverse fasi del processo, dal trattamento dei cerchi allo shampoo per le spazzole, fino alla cera e ai programmi dedicati a lucidatura e protezione della carrozzeria.
L’obiettivo non è soltanto rimuovere lo sporco, ma lasciare sulla superficie un film protettivo capace di favorire la lucentezza della vernice, agevolare lo scorrimento dell’acqua e ridurre l’adesione dello sporco successivo. Come indicato sul sito dell’azienda, è possibile scegliere tra sette programmi diversi, dai cicli essenziali fino ai trattamenti completi Polish e ShineTecs, per adattare il lavaggio alle condizioni della vettura e al risultato che si desidera ottenere.
«Anche i prodotti hanno fatto un salto di qualità — aggiunge Migli —. Oggi vengono impiegate soluzioni che, oltre a pulire, svolgono anche un’azione lucidante e protettiva: il lavaggio, quindi, non va più inteso soltanto come il momento in cui si elimina lo sporco, ma anche come una fase vera e propria di cura della carrozzeria».
Un equilibrio tra tecnologia e cura del dettaglio
Parlare oggi di autolavaggio automatico significa dunque considerare un insieme di elementi che va oltre la semplice presenza delle spazzole: incidono il materiale con cui sono realizzate, la qualità e il dosaggio dei prodotti, la sequenza dei programmi e la capacità dell’impianto di distribuire in modo uniforme i vari trattamenti. Anche la tecnologia più avanzata, infatti, esprime il proprio potenziale solo se accompagnata da prodotti adeguati e da una gestione accurata.
È questo percorso che ha progressivamente avvicinato comodità e cura della vettura, portando il lavaggio automatico a offrire oggi un servizio molto diverso da quello associato ai vecchi impianti. Una trasformazione che Mixing Park ha accompagnato negli anni, affiancando al proprio modello self service le nuove tecnologie automatiche, con l’obiettivo di mettere a disposizione del cliente la soluzione più adatta alle abitudini e alle reali condizioni della propria auto.
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