Esdebitazione dell’incapiente: la procedura che cancella integralmente i debiti per chi non ha nulla da offrire ai creditori

Il Codice della Crisi prevede uno strumento straordinario per chi si trova in condizioni di totale incapienza economica: nessun piano di rientro, nessuna rata, cancellazione completa del debito a fronte di requisiti precisi e verificati dal giudice

Nel sistema delle procedure di sovraindebitamento esiste uno strumento che risponde ad una logica precisa e che si distingue per la sua portata radicale: quando una persona non dispone di immobili, ha un reddito al di sotto della soglia stabilita dalla legge e non è in grado di offrire alcunché ai creditori, nemmeno in un arco di tempo prolungato, il Codice della Crisi prevede la possibilità di cancellare integralmente il debito senza che il debitore sia tenuto a pagare nulla. Si tratta dell’esdebitazione dell’incapiente, disciplinata dall’articolo 283 del Codice della Crisi  d’Impresa e dell’Insolvenza.

“A differenza delle altre procedure di sovraindebitamento, qui non c’è un piano di rientro da costruire, non ci sono rate da versare e non c’è un patrimonio da liquidare”, spiega Maria Grazia Piccinini, avvocata con studio a Lanciano, in provincia di Chieti, specializzata in procedure di sovraindebitamento e gestione delle crisi debitorie. “Il tribunale verifica che ricorrano tutti i requisiti di legge e accerta la meritevolezza del debitore, ovvero l’assenza di dolo, colpa grave o malafede nel contrarre i debiti. Quando tutti i presupposti ricorrono, la legge riconosce il diritto di azzerare completamente la propria posizione debitoria e ricominciare da zero.”

Una concessione straordinaria, concedibile una sola volta

A differenza delle altre procedure di sovraindebitamento, che possono essere ripetute dopo cinque anni, l’esdebitazione dell’incapiente può essere richiesta una sola volta nella vita. È una scelta normativa coerente con la natura dello strumento: lo Stato interviene con la cancellazione integrale del debito riconoscendo una condizione di impossibilità oggettiva e permanente, non creando un meccanismo di facile utilizzo. “È uno strumento preciso, non una scorciatoia: ogni elemento viene esaminato dal giudice con rigore e la meritevolezza deve essere documentata in modo incontestabile”, sottolinea Piccinini.

Contatti:

https://www.avvocatomariagraziapiccinini.com/

 

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