Un elicottero militare italiano è precipitato nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre 2026 in Bosnia-Erzegovina, durante un’attività della missione europea Eufor Althea. L’incidente è avvenuto nella regione di Brčko, nel nord-est del Paese, e ha provocato vittime e feriti tra il personale coinvolto nell’operazione.
Il velivolo, un CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, è caduto per cause ancora sconosciute. Secondo il primo bilancio comunicato dal sindaco di Brčko, Siniša Milić, sarebbero morte tre persone e altre dodici sarebbero rimaste ferite. Alcune testate hanno riportato quattro vittime, ma il numero dei decessi non è stato ancora confermato ufficialmente dalle autorità militari italiane.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e al personale delle Forze armate impegnato nelle missioni internazionali.
Elicottero italiano caduto in Bosnia: la dinamica dell’incidente
Lo schianto si è verificato nella zona di Gorice, vicino alla città di Brčko, mentre l’elicottero stava svolgendo un’attività ordinaria nell’ambito dell’operazione Eufor Althea.
La missione europea ha confermato che il mezzo coinvolto apparteneva alla componente italiana e che l’incidente si è verificato durante un’operazione di routine.
Le circostanze della caduta non sono state ancora chiarite. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali che permettano di attribuire l’incidente a un guasto tecnico, a condizioni meteorologiche sfavorevoli o ad altri fattori.
Eufor ha disposto l’apertura di un’indagine approfondita per ricostruire quanto accaduto e individuare le cause della tragedia.
Secondo le informazioni diffuse dal comando della missione, non risultano feriti tra la popolazione civile né danni a edifici, automobili o infrastrutture della zona.
Il bilancio delle vittime e le condizioni dei feriti
Le prime informazioni sulle conseguenze dell’incidente sono arrivate dalle autorità locali bosniache.
Il sindaco di Brčko, Siniša Milić, ha riferito di tre persone decedute e dodici ferite, precisando che i soccorritori hanno provveduto al trasferimento dei feriti nelle strutture sanitarie della città.
Secondo le comunicazioni locali, almeno una delle persone coinvolte verserebbe in condizioni critiche. Il personale sanitario è stato mobilitato per garantire l’assistenza necessaria e valutare eventuali trasferimenti verso ospedali maggiormente attrezzati.
Le cifre diffuse nelle prime ore restano provvisorie. Alcuni organi di informazione hanno indicato un numero più elevato di vittime, mentre il comando Eufor ha confermato la presenza di morti e feriti senza fornire inizialmente un bilancio numerico definitivo.
Le vittime italiane
Sono quattro i militari italiani che hanno perso la vita nell’incidente aereo avvenuto in Bosnia, dove un elicottero era impegnato nell’ambito della missione Eufor Althea. Tra le vittime figurano i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, rispettivamente pilota e specialista del velivolo. Entrambi prestavano servizio a Viterbo, presso il 1° Reggimento Antares del Centro Addestrativo, come riferisce Viterbo Today.
Simone Ruggia, originario di Salerno, era in servizio nella città laziale da almeno otto anni. Lascia la fidanzata, i genitori e una sorella. Claudio Marchesi, 35 anni, proveniva invece da Orvieto e risiedeva a Viterbo da tre anni. Lascia i genitori, un fratello e una sorella.
Le altre due vittime sono il tenente Franco Adriano Zecchillo, medico, e la sergente Laura Procacci, infermiera, entrambi appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Nell’incidente è rimasto ferito anche un altro operatore della Cri, componente della squadra sanitaria incaricata delle evacuazioni mediche.
La Difesa italiana conferma l’incidente
Il Ministero della Difesa italiano ha confermato la caduta del CH-47, precisando che il velivolo era impegnato nelle attività della missione europea in Bosnia-Erzegovina.
Le squadre di emergenza sono intervenute subito dopo l’incidente per soccorrere le persone coinvolte e mettere in sicurezza l’area.
La Difesa ha mantenuto inizialmente il massimo riserbo sulle condizioni del personale, in attesa di informazioni verificate.
Anche il comando Eufor ha invitato a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, evitando la diffusione di notizie non confermate sull’identità delle vittime e sulla dinamica dello schianto.
Giorgia Meloni esprime cordoglio per le vittime
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social per manifestare la solidarietà del Governo italiano alle persone coinvolte nell’incidente.
“La notizia del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano di Eufor in Bosnia-Erzegovina è motivo di profondo dolore.”
Con queste parole la premier ha espresso il proprio cordoglio, rivolgendo un pensiero alle vittime, alle loro famiglie e al personale impegnato nella missione internazionale.
Meloni ha inoltre sottolineato il valore del lavoro svolto dai militari nelle operazioni destinate a contribuire alla pace e alla stabilità della regione balcanica.
Tajani: assistenza italiana e ambasciatore diretto a Brčko
Anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha manifestato il proprio dolore per la tragedia.
“Profondamente addolorato, sono vicino alle nostre forze armate per la tragedia accaduta in Bosnia.”
Il ministro ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e ha annunciato l’attivazione della rete diplomatica italiana per seguire da vicino l’evoluzione della situazione.
In particolare, l’ambasciatore italiano a Sarajevo si è diretto verso Brčko, luogo dell’incidente, per raccogliere informazioni e coordinare il supporto necessario.
La Farnesina ha assicurato la disponibilità a fornire assistenza alle persone coinvolte e ai loro familiari.
Cos’è la missione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina
L’elicottero precipitato operava nell’ambito di Eufor Althea, la missione militare dell’Unione europea avviata nel dicembre 2004 per contribuire alla sicurezza e alla stabilità della Bosnia-Erzegovina.
L’operazione ha raccolto l’eredità della precedente missione Nato, dispiegata dopo la guerra che ha devastato il Paese tra il 1992 e il 1995.
Le attività comprendono il monitoraggio della situazione di sicurezza, il sostegno alla stabilità regionale e la cooperazione con le istituzioni e le Forze armate bosniache.
L’Italia partecipa alla missione insieme ad altri Paesi europei, mettendo a disposizione personale militare, competenze operative e mezzi di supporto.
La presenza internazionale continua a rappresentare un elemento importante per il mantenimento della stabilità nell’area balcanica.
CH-47 Chinook: le caratteristiche dell’elicottero precipitato
Il mezzo coinvolto è un CH-47 Chinook, elicottero militare da trasporto pesante utilizzato da numerose Forze armate nel mondo.
Il velivolo si distingue per la presenza di due grandi rotori disposti in tandem, una configurazione che consente di trasportare personale, equipaggiamenti e materiali anche in operazioni particolarmente complesse.
L’Esercito italiano impiega questo modello per attività logistiche, trasporto di militari, missioni internazionali e interventi di supporto in situazioni di emergenza.
Le caratteristiche del Chinook lo rendono particolarmente adatto alle operazioni che richiedono capacità di carico elevate e spostamenti in territori difficili.
Indagini aperte sulle cause dello schianto
L’attenzione delle autorità è ora concentrata sulla ricostruzione degli ultimi momenti di volo dell’elicottero.
Gli investigatori dovranno esaminare le condizioni tecniche del mezzo, le comunicazioni operative e tutti gli elementi utili a chiarire la dinamica dell’incidente.
Restano da accertare le cause della caduta e il bilancio definitivo delle vittime, oltre all’identità delle persone coinvolte.
Il comando Eufor ha assicurato che saranno diffuse nuove informazioni quando gli accertamenti consentiranno di fornire dati attendibili.
La tragedia colpisce il personale impegnato in una missione internazionale di stabilizzazione e riporta l’attenzione sui rischi delle operazioni militari svolte anche in contesti non direttamente interessati da combattimenti.
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