Di Battista racconta la malattia: “Ora penso alle cure dopo l’intervento”

L'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle parla del tumore scoperto durante il viaggio a Cuba, dell'operazione e dei nuovi obiettivi personali.

Alessandro Di Battista ha raccontato pubblicamente il percorso affrontato dopo la diagnosi di un tumore e l’intervento chirurgico subito a Cuba. Ospite della trasmissione televisiva diMartedì, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha spiegato di aver scoperto la malattia durante un soggiorno nell’isola caraibica, dove si trovava per realizzare alcuni reportage giornalistici.

Di Battista ha riferito di aver avuto un malore alla fine di agosto e di essere stato sottoposto a controlli medici che hanno portato all’individuazione della patologia. Secondo quanto dichiarato, i medici cubani sarebbero riusciti a intervenire rapidamente per ridurre l’edema cerebrale e consentire successivamente l’operazione.

“Mi sono sentito male per un edema cerebrale per la presenza di un tumore che mi è stato riscontrato. A Cuba hanno fatto gli esami giusti, hanno individuato la malattia e hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema e hanno permesso di operarmi”, ha spiegato Di Battista.

L’intervento e il percorso terapeutico

L’ex deputato ha raccontato che l’operazione ha permesso di rimuovere gran parte della massa tumorale, ma che il percorso sanitario non è ancora concluso. Ora dovrà affrontare le terapie previste e concentrarsi sulla fase di recupero.

“Hanno asportato quasi tutto il tumore, ora farò le cure sperando che funzionino”, ha dichiarato.

Di Battista ha inoltre sottolineato di voler evitare una narrazione basata esclusivamente sulla forza di volontà, spiegando che la situazione richiede soprattutto affidamento alle cure mediche e uno stile di vita attento.

“Non sono uno di quelli che dicono ‘ce la farò solo perché combatterò’… La retorica del ‘forza guerriero non mollare’ non mi piace, devo fare le cure, condurre una vita il più sana possibile, devo avere un atteggiamento positivo”, ha affermato.

L’ex parlamentare ha parlato anche del lavoro svolto dai medici che lo hanno seguito, sia a Cuba sia successivamente in Italia. Ha definito l’intervento ricevuto nell’isola caraibica come particolarmente complesso e ha riferito che anche gli specialisti del Policlinico Gemelli avrebbero riconosciuto la qualità dell’operazione.

“Non devono mollare i dottori, non molleranno. Sono seguito molto bene, francamente”, ha detto.

Il ritorno in Italia e le polemiche sul trasferimento

Durante l’intervista Di Battista è tornato anche sulle discussioni nate dopo il suo ricovero, in particolare sulla possibilità di utilizzare un volo di Stato per il rientro in Italia. L’ex esponente del M5S ha criticato le polemiche nate mentre si trovava in condizioni di salute difficili e ha spiegato di essere tornato con un volo sanitario coperto dalla propria assicurazione.

“Mentre combattevo tra la vita e la morte, leggevo che qui c’era quella una polemica indegna sul volo di Stato”, ha raccontato.

Secondo Di Battista, alcune ricostruzioni diffuse durante quei giorni avrebbero riportato informazioni non corrette sulle sue condizioni. Ha inoltre riferito di aver ricevuto solidarietà istituzionale, citando anche un contatto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La nuova priorità: la salute prima della politica

La malattia ha modificato anche i programmi futuri dell’ex parlamentare, compresi quelli legati all’attività politica e all’associazione Schierarsi.

Di Battista ha spiegato che il progetto aveva lavorato in vista delle prossime scadenze elettorali, ma che in questo momento l’attenzione principale è rivolta al percorso terapeutico.

“Ora la priorità per me è curarmi, presto dovrò iniziare le terapie e devo pensare ad altro”, ha dichiarato.

L’ex deputato ha comunque confermato l’intenzione di continuare a sostenere la crescita dell’associazione, lasciando aperta la possibilità di un futuro impegno politico.

Le posizioni sui temi internazionali e sulla politica italiana

Nel corso dell’intervista Di Battista ha affrontato anche diversi temi politici, commentando la situazione a Cuba, il governo italiano, le opposizioni e gli scenari internazionali.

Parlando dell’isola caraibica, ha attribuito le difficoltà economiche e infrastrutturali alle conseguenze delle tensioni con gli Stati Uniti e delle restrizioni adottate negli anni. Sulla politica italiana ha invece criticato l’operato del governo guidato da Giorgia Meloni, sostenendo che la durata di un esecutivo non rappresenti automaticamente un indicatore di efficacia.

“Un governo lungo non è per forza sinonimo di buon governo”, ha affermato.

Di Battista ha poi commentato il ruolo politico di Roberto Vannacci, sostenendo che le critiche nei suoi confronti possano contribuire ad aumentare l’attenzione mediatica sulla sua figura.

“Ha ragione Grillo quando dice ‘più lo sputi e più si appiccica’. La demonizzazione costante lo favorisce”, ha dichiarato.

Sul fronte internazionale ha espresso valutazioni sulla guerra in Medio Oriente, sui rapporti tra Stati Uniti e Iran e sulle conseguenze economiche delle crisi geopolitiche, con particolare riferimento ai costi dell’energia e dei carburanti.

“Fare la spesa sarà un problema anche per chi ha uno stipendio buono”, ha detto riferendosi agli effetti dell’aumento dei costi.

L’ex parlamentare ha infine commentato il cosiddetto campo largo dell’opposizione, sostenendo che vi siano differenze politiche ancora irrisolte tra le forze che ne fanno parte.

“Io il Vannacci del centrosinistra? Non c’entro niente con Vannacci e non mi definisco di sinistra”, ha concluso.

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