Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che conferisce al governo una delega per disciplinare il ritorno del nucleare sostenibile nel sistema energetico italiano. Il provvedimento ha ottenuto 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, completando così l’iter parlamentare.
La norma apre la strada alla definizione di un nuovo quadro regolatorio per lo sviluppo dell’energia nucleare, dopo quasi quarant’anni dall’abbandono della produzione nucleare in Italia. Il governo sarà ora chiamato a elaborare i decreti attuativi necessari per rendere operative le disposizioni contenute nella legge.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto positivamente l’approvazione del provvedimento, sottolineando sui social che l’obiettivo è aumentare la sicurezza energetica del Paese, ridurre la dipendenza dalle importazioni e affiancare il nucleare alle fonti rinnovabili.
Secondo la premier, il nuovo percorso riguarderà tecnologie avanzate e non gli impianti del passato, con l’obiettivo di rispondere anche alla crescente domanda di elettricità legata allo sviluppo dei data center e dell’intelligenza artificiale.
Pichetto Fratin: “Giornata storica per l’Italia”
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha definito l’approvazione della legge un passaggio rilevante per la strategia energetica nazionale.
“Oggi è una giornata storica per l’Italia: il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nuovo nucleare”, ha dichiarato il ministro, evidenziando il ruolo che, secondo il governo, il nucleare sostenibile potrebbe avere insieme alle rinnovabili nel garantire maggiore stabilità del sistema energetico.
Pichetto Fratin ha spiegato che il prossimo passaggio sarà la predisposizione dei decreti attuativi, prevista entro la fine dell’anno. Il ministro ha inoltre indicato una possibile tempistica per l’entrata in funzione dei primi impianti, stimando che potrebbero arrivare tra il 2033 e il 2034 sulla base delle valutazioni disponibili da parte di esperti e aziende del settore.
Anche la viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava ha espresso soddisfazione per il voto del Senato, definendo il provvedimento un passaggio destinato a rafforzare l’indipendenza energetica italiana e a sostenere la riduzione delle emissioni.
La delega al governo: cosa prevede il provvedimento
Il disegno di legge affida all’esecutivo il compito di adottare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della norma, uno o più decreti legislativi per regolamentare in modo organico il settore del nucleare sostenibile.
Tra gli obiettivi indicati nel testo rientra la creazione di un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione di energia nucleare sostenibile e della fusione, in coerenza con gli impegni europei e internazionali sulla decarbonizzazione.
La delega riguarda diversi ambiti: dalla sperimentazione alla localizzazione degli impianti, fino alla costruzione, installazione e gestione delle nuove strutture produttive.
Il governo dovrà inoltre intervenire sulla disciplina relativa alla gestione del combustibile nucleare, agli impianti di stoccaggio, allo smaltimento dei rifiuti radioattivi e alla gestione del combustibile esaurito.
Sicurezza, ricerca e formazione tra le priorità
Il provvedimento prevede anche un riordino delle norme su sicurezza, controlli e vigilanza nel settore nucleare, oltre a una revisione della governance e al rafforzamento delle attività di ricerca scientifica e industriale.
Un capitolo specifico riguarda la formazione di nuove competenze professionali, considerate necessarie per accompagnare lo sviluppo di una filiera energetica basata sulle tecnologie nucleari di nuova generazione.
Il percorso attuativo dovrà quindi definire aspetti tecnici e amministrativi fondamentali, compresi i rapporti con i territori coinvolti e le procedure autorizzative per gli eventuali nuovi impianti.
Seguici su
Aggiungi italiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.