El Niño sta raggiungendo livelli eccezionali e secondo le Nazioni Unite il mondo potrebbe affrontare una fase di crescente instabilità climatica. Il fenomeno oceanico-atmosferico, associato all’aumento delle temperature superficiali del Pacifico equatoriale, rischia infatti di amplificare gli eventi meteorologici estremi in un pianeta già segnato dagli effetti del cambiamento climatico.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha lanciato un avvertimento sulla portata dell’attuale situazione, sottolineando la rapidità con cui stanno cambiando gli equilibri climatici globali. “El Nino sta assumendo proporzioni gigantesche. La scienza non lascia spazio a dubbi: il pianeta si trova in acque inesplorate, e quelle acque si stanno riscaldando. Le temperature continuano a salire e il mondo si trova nella zona di pericolo delle condizioni meteorologiche estreme”, ha dichiarato Guterres.
Secondo le previsioni dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), El Niño potrebbe mantenere una forte intensità per diversi mesi, con una probabilità elevata di persistenza almeno fino a febbraio. L’agenzia delle Nazioni Unite ha evidenziato come il fenomeno possa avere conseguenze significative sulla sicurezza alimentare, sulle economie e sulla vita quotidiana di milioni di persone.
La segretaria generale dell’OMM Celeste Saulo ha spiegato che gli effetti del fenomeno sono già visibili in diverse regioni del mondo. “El Nino ha il potenziale di infliggere un colpo devastante alle comunità e alle economie di tutto il mondo”, ha affermato. “Stiamo già assistendo a sconvolgimenti e devastazioni causati da siccità e inondazioni e prevediamo che questi impatti aumentino con l’intensificarsi di El Niño”.
L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha inoltre sottolineato la necessità di una risposta coordinata attraverso i servizi meteorologici e idrologici nazionali. “Mai prima d’ora, nei 50 anni di storia dell’OMM, abbiamo avviato una mobilitazione di tale portata con i servizi meteorologici e idrologici nazionali, che sono in prima linea nel fornire previsioni e servizi per salvare vite umane e mezzi di sussistenza. Non c’è tempo da perdere”.
Un fenomeno che si somma al riscaldamento globale
Gli esperti evidenziano che El Niño non agisce in modo isolato, ma si inserisce in un contesto già compromesso dall’aumento delle temperature globali causato dalle emissioni di gas serra. L’energia aggiuntiva immessa nel sistema climatico potrebbe contribuire a spingere i valori termici verso nuovi record.
Secondo alcune stime riportate dal Guardian, l’attuale episodio potrebbe collocarsi tra gli eventi di maggiore intensità degli ultimi secoli, con il rischio di aggravare una tendenza al rialzo delle temperature che potrebbe portare il 2027 a diventare uno degli anni più caldi mai registrati.
Dalla siccità agli incendi: gli effetti già osservati
Le conseguenze di El Niño sono già state rilevate in diverse aree del pianeta. In Indonesia il fenomeno ha contribuito a condizioni favorevoli alla diffusione degli incendi boschivi, mentre in India ha influenzato negativamente il regime delle piogge monsoniche, fondamentali per l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico.
Nei prossimi mesi gli impatti potrebbero estendersi ad altri continenti, con un aumento del rischio di incendi in Australia e con precipitazioni più intense e potenzialmente distruttive in alcune zone del Sud America.
Anche il Programma Alimentare Mondiale ha espresso preoccupazione per le ricadute sulla sicurezza alimentare globale, indicando il rischio che milioni di persone possano essere spinte verso condizioni di grave insicurezza alimentare a causa degli effetti combinati di siccità, eventi estremi e difficoltà agricole.
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