Un nuovo episodio di El Niño potrebbe raggiungere livelli eccezionali nei prossimi mesi, con possibili ripercussioni anche sull’Europa e sull’Italia. Il fenomeno atmosferico e oceanico, già sotto osservazione dagli esperti climatici, potrebbe determinare temperature superiori alla media e un aumento delle precipitazioni in diverse aree del pianeta tra settembre e febbraio, con conseguenze potenziali come eventi alluvionali, periodi di siccità e ondate di calore intenso.
Le aree maggiormente esposte agli effetti diretti dell’evento saranno Sud America, Australia e Africa, ma secondo le previsioni climatiche anche il continente europeo potrebbe risentire delle anomalie generate dal riscaldamento del Pacifico tropicale.
Il Pacifico registra anomalie termiche record
Gli ultimi dati del Climate Prediction Center del National Weather Service statunitense evidenziano segnali significativi nel comportamento delle acque oceaniche. In particolare, le anomalie della temperatura subsuperficiale hanno raggiunto valori eccezionali, con punte di +10 gradi centigradi in profondità.
Gli studiosi hanno inoltre rilevato variazioni nei regimi dei venti: anomalie dei venti occidentali alle quote più basse e anomalie dei venti orientali in quota si sono estese dal Pacifico equatoriale occidentale verso le zone centrali e orientali dell’oceano.
Questi elementi rappresentano indicatori importanti per valutare la possibile evoluzione di un episodio di El Niño particolarmente intenso.
L’allerta dell’Organizzazione meteorologica mondiale
Secondo le valutazioni dell’Organizzazione meteorologica mondiale, la probabilità che si sviluppi un forte episodio di El Niño è prossima alla certezza. Il fenomeno potrebbe avere effetti rilevanti sul sistema climatico globale, modificando la distribuzione delle temperature e delle precipitazioni.
Per l’Italia e l’Europa meridionale gli scenari restano complessi. Un El Niño molto intenso potrebbe favorire, durante la stagione fredda, un periodo caratterizzato da maggiori precipitazioni e temperature mediamente più elevate rispetto alla norma.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che l’evoluzione locale del clima dipende da numerosi fattori e che non è possibile stabilire con assoluta precisione gli effetti finali sul territorio italiano.
Il termoclino mostra un riscaldamento anomalo
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il comportamento del termoclino, lo strato oceanico che separa le acque superficiali più calde da quelle profonde più fredde. L’indice relativo alla temperatura subsuperficiale del Pacifico equatoriale ha mostrato un incremento durante il mese di luglio, segnalando una maggiore profondità dello strato caldo rispetto alla media.
In altre parole, il calore accumulato dagli oceani non riguarda soltanto la superficie, ma si è propagato anche negli strati più profondi dell’acqua, fornendo ulteriore energia al fenomeno climatico.
Possibile evento storico entro la fine dell’anno
Le previsioni ufficiali ENSO elaborate dal Climate Prediction Center, basate su diversi modelli climatici internazionali, indicano che El Niño potrebbe continuare a rafforzarsi nei prossimi mesi.
Per il periodo ottobre-dicembre viene stimata una probabilità significativa di un evento di intensità eccezionale, potenzialmente superiore ai precedenti episodi osservati dal 1950, con valori prossimi alla soglia di +2,5 gradi centigradi di anomalia termica.
Se confermato, si tratterebbe di uno degli episodi più rilevanti mai registrati, con possibili effetti sul clima globale e sulla frequenza di fenomeni meteorologici estremi.
Che cos’è El Niño
El Niño è un fenomeno climatico periodico legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Si manifesta generalmente con intervalli variabili tra due e sette anni e rappresenta la fase opposta rispetto alla Niña, che invece provoca un raffreddamento delle stesse aree oceaniche.
L’aumento delle temperature del Pacifico equatoriale, già superiori alla media, sta contribuendo al rafforzamento dell’attuale fase di El Niño. Gli effetti del fenomeno possono estendersi su scala mondiale, influenzando correnti atmosferiche, temperature e regimi delle precipitazioni in molte regioni del pianeta.
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