Le richieste di investigazioni in ambito aziendale sono in aumento anche in Italia e nascono spesso da segnali che, all’inizio, sembrano isolati: un’assenza che si ripete, informazioni riservate finite all’esterno, rapporti commerciali poco chiari, comportamenti non compatibili con quanto dichiarato. Segnali diversi, che però mettono l’impresa davanti alla stessa necessità: capire che cosa stia succedendo davvero, prima che il problema si allarghi e diventi più difficile da gestire.
Intervenire prima aiuta a scegliere meglio
«Quando l’azienda sospetta uno di questi casi, il rischio è reagire troppo presto e nel modo sbagliato, magari chiedendo informazioni in modo informale, facendo domande interne, controllando profili social o cercando conferme prima ancora di avere chiaro che cosa sia davvero verificabile», spiega Riccardo Marchetti, investigatore privato con oltre quarant’anni di esperienza e titolare di Marchetti Investigazioni, agenzia con sede a Gravellona Toce, in provincia di Verbania.
Per Marchetti, la fase iniziale pesa quanto il lavoro sul campo: «Chi guida un’azienda arriva spesso con un sospetto già forte, perché ha notato assenze, coincidenze o comportamenti che non tornano; tuttavia il lavoro corretto parte da un’altra domanda: che cosa può essere dimostrato? Prima bisogna ascoltare, ricostruire le informazioni e capire quali elementi abbiano un senso; solo dopo si può osservare, verificare gli spostamenti e raccogliere materiale utile all’azienda e al legale».
Il caso dei permessi 104
Un esempio riguarda un’azienda che aveva notato una coincidenza ricorrente: un dipendente chiedeva spesso i permessi 104 il venerdì o in concomitanza con i turni notturni, mentre all’interno erano arrivate segnalazioni su attività estranee all’assistenza al familiare.
«Le verifiche sono state svolte negli orari in cui risultava assente dal lavoro – racconta Marchetti – e hanno documentato spostamenti e attività incompatibili con il permesso richiesto. A quel punto l’impresa ha potuto valutare la situazione su elementi concreti, non più su voci o impressioni».
Non solo lavoratori
Le indagini aziendali non riguardano soltanto i dipendenti: un’impresa può avere bisogno di verificare un socio, un fornitore prima di una commessa importante, un partner poco trasparente, una fuga di notizie, la tutela di un marchio o un possibile caso di concorrenza sleale.
In queste situazioni Marchetti prende in carico direttamente il caso, parla con l’imprenditore o con il legale e segue il percorso dall’impostazione iniziale alla raccolta degli elementi utili; quando servono competenze tecniche specifiche, vengono coinvolti professionisti o colleghi specializzati, mentre il coordinamento resta nelle sue mani.
Il punto, sottolinea Marchetti, non è arrivare sempre allo scontro o al tribunale: a volte una verifica serve a fare chiarezza, a richiamare una persona, a correggere una situazione interna o a evitare che un’anomalia diventi un danno più serio.
«Alle prime avvisaglie conviene confrontarsi con il legale e con un investigatore autorizzato – conclude -. L’indagine deve aiutare l’azienda a scegliere il passo successivo con lucidità: non sempre significa andare in causa, ma decidere con elementi concreti se intervenire, come intervenire e quando farlo».
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