Reti motorizzate, materassi che cambiano forma seguendo i movimenti del corpo, realizzati con materiali innovativi, coprimaterassi che regolano la temperatura: cinquant’anni fa nulla di tutto questo esisteva. Oggi formano l’insieme di un letto personalizzato.
Daniela Arduini lo paragona a un’evoluzione tecnologica che diamo già per acquisita altrove. «Pensiamo a come è cambiato un televisore in mezzo secolo: la differenza con un modello degli anni Settanta è evidente a chiunque», osserva. «Con il letto il salto non è minore, eppure non ce ne accorgiamo solo per consolidate abitudini.»
La rete è stata la prima a cambiare
Tra i pezzi del sistema, è la rete ad aver percorso la strada più lunga, ed è anche quella che meno spesso il cliente nota. «Si è partiti dalle reti romane, fatte di tanti piccoli anelli metallici fitti come una maglia», descrive Nicoletta Arduini. «Poi sono venute le maglie a onda con anelli più larghi e una maggiore resistenza, e oggi siamo alle reti a doghe motorizzate, capaci di sollevare testa e gambe e di seguire il corpo nei movimenti. Ogni passaggio è stato un guadagno di sostegno.»
Il cuscino, l’anello trascurato del sistema
Più del singolo elemento, oggi conta il dialogo tra gli elementi. La qualità del sonno nasce dalla combinazione tra rete, materasso, cuscino e tessuti, e il pezzo che più di frequente fa la differenza, nel bene o nel male, è anche quello a cui ci si pensa meno: il cuscino.
«Il cuscino è uno degli elementi più sottovalutati del letto, eppure il suo ciclo di vita è perfino più breve di quello del materasso: dopo quattro o cinque anni va cambiato», sottolinea Nicoletta Arduini. «Un cuscino sbagliato, troppo alto o troppo basso, compromette il risultato migliore. Nel sistema letto ogni elemento lavora in sinergia per il nostro benessere.»
Il cambiamento più silenzioso: la produzione
C’è infine un capitolo dell’evoluzione che resta fuori dalla vista, ed è quello che riguarda il modo in cui un materasso viene fabbricato. «Anche la produzione è cambiata: gli schiumati attuali non utilizzano prodotti chimici inquinanti ma agenti espandenti di origine naturale, dall’acqua agli oli vegetali.», spiega Daniela Arduini. «Una parte importante della qualità del letto si gioca lì, prima ancora che il materasso entri in camera da letto.»
Tutta questa evoluzione, dalla rete ai materiali, non è una corsa al nuovo per il nuovo: ha una direzione precisa, quella di un riposo più sano. «Un letto pensato come sistema», conclude Nicoletta Arduini, «non è una moda, è il modo in cui il proprio corpo e il proprio riposo possono trarre vantaggio da ogni piccolo miglioramento, notte dopo notte.»
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