Cambiare il materasso ogni dieci anni: i tre motivi secondo Casa del Materasso, Parma

Igiene, sostegno, cambiamenti del corpo: sono i tre fattori che, in parallelo, suggeriscono di sostituire il materasso dopo circa dieci anni. Lo ricordano Daniela e Nicoletta Arduini di Casa del Materasso, a Parma, attiva dal 1987.

Pochi materassi smettono di funzionare in modo evidente: la maggior parte invecchia in silenzio. Per questo capita di tenerli quindici o vent’anni, finché ci si accorge che il sostegno è quasi sparito. È in questo lasso di tempo che andrebbe collocato un cambio, dopo circa dieci o dodici anni, prima che le conseguenze comincino a farsi sentire.

Lo conferma Nicoletta Arduini, che lavora ogni giorno con clienti convinti che il proprio materasso vada ancora bene. «In dieci anni un corpo non resta lo stesso: cambiano il peso, la postura, talvolta arrivano fragilità che prima non c’erano», osserva. «È difficile chiedere a un materasso usato per tanti anni di adattarsi a chi siamo diventati: continua a sostenere la persona che eravamo. Sostituirlo significa anche aggiornare un punto di appoggio rimasto fermo nel tempo.»

Il corpo cambia, il materasso fa fatica a seguirlo

Il primo dei tre fattori è quello che ci riguarda direttamente, ed è anche il più facile da intuire. La persona che si addormenta su un materasso a venticinque anni non è la stessa che vi dorme a trentacinque, e ancora meno a cinquanta: il fisico procede a scatti, in alcuni periodi più rapidamente che in altri.

«Esistono periodi della vita che, di per sé, impongono un materasso diverso», spiega Daniela Arduini. «Il primo è quando un bambino smette di usare il lettino con le sponde, perché ha bisogno di un appoggio da letto vero. Un altro è la fase tra preadolescenza e adolescenza, in cui si cresce di colpo in altezza e peso e il prodotto va aggiornato anche nella misura: a un metro e novanta non si dorme più su un materasso più corto, ne serve uno da duecentocinque.» Da qui in avanti, prosegue, le tappe sono meno definite ma altrettanto significative: la formazione di una coppia intorno ai trent’anni, poi un ritmo di rinnovo che, in media, si ripete ogni decennio.

Anche i materiali invecchiano, senza farsi sentire

Il secondo fattore non riguarda chi dorme, ma il prodotto stesso. Schiumati e molle reagiscono in modo diverso, ma seguono entrambi una parabola di lenta perdita di sostegno.

«Le schiume perdono progressivamente la loro elasticità: il poliuretano, per sua natura, tende a cedere nei punti in cui è caricato di più», descrive Nicoletta Arduini. «La conseguenza assomiglia a quanto succede a un cuscino del divano usato sempre sullo stesso lato: si appiattisce, mentre il resto resta integro. Per rallentare il fenomeno conviene capovolgere il materasso e alternarne periodicamente le zone d’uso.»

Le molle, dal canto loro, lo annunciano in modo differente. «A volte si sente la singola molla quando ci si appoggia, altre volte il letto diventa stranamente elastico, quasi rimbalzante», aggiunge Daniela Arduini. «Quando la portanza cala davvero, si scivola tutti e due nel solco che si è scavato al centro, e dormire in due diventa un esercizio scomodo.»

Ogni notte un materasso accumula segnali invisibili

Il terzo fattore è il più silenzioso dei tre, e di solito è anche quello che si tende a sottovalutare. «Ogni notte un corpo umano lascia nel letto fino a 0,5 litri di umidità tra sudore e respiro, oltre a una continua perdita di cellule cutanee, che diventano nutrimento per gli acari», sottolinea Nicoletta Arduini. «Anche un materasso che appare pulito, all’interno, è tutt’altro che neutro. Un rivestimento sfoderabile si lava una volta l’anno e tiene la situazione sotto controllo; lavarla ogni cinque anni è troppo poco, non lavarla mai è peggio ancora.»

Riassumere è semplice: corpo, materiali, igiene. Tre processi che lavorano in parallelo e che, intorno ai dieci o dodici anni, arrivano a un punto comune. «Aspettare oltre», conclude Daniela Arduini, «non è una virtù né un risparmio: è soltanto un riposo che si gioca un pezzo della sua qualità ogni notte.»

 www.casadelmaterassoparma.it

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