Benzina alle stelle, il governo valuta nuove misure contro i rincari

Carburanti sempre più cari dopo le tensioni in Medio Oriente: possibile intervento sulle accise mentre famiglie e imprese fanno i conti con l’aumento dei costi

Il prezzo dei carburanti torna a salire rapidamente proprio all’inizio dell’esodo estivo. L’esecutivo studia interventi per contenere l’impatto sui cittadini, mentre l’ipotesi delle accise mobili resta tra le soluzioni al vaglio.

La nuova escalation delle tensioni in Medio Oriente ha riacceso la corsa dei prezzi energetici e sta incidendo anche sul costo dei carburanti in Italia. L’aumento arriva in un momento particolarmente delicato, con milioni di italiani pronti a mettersi in viaggio per le vacanze estive e con i distributori che registrano valori sempre più elevati, in alcuni casi ben oltre le medie nazionali.

In diverse aree del Paese il prezzo della benzina ha già superato livelli considerati critici. A Milano, per esempio, sono stati rilevati distributori con valori superiori ai 2,6 euro al litro, mentre anche nelle grandi città come Roma si registrano punte significative soprattutto per il carburante servito.

Il governo sta valutando possibili interventi per ridurre l’impatto dei rincari. La premier Giorgia Meloni ha chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di approfondire le misure disponibili, con l’obiettivo di individuare una soluzione in tempi rapidi senza attendere necessariamente il prossimo Consiglio dei ministri previsto prima della pausa estiva.

Accise mobili tra le ipotesi sul tavolo

Tra gli strumenti presi in considerazione figura il meccanismo delle accise mobili, una misura che consentirebbe di intervenire sulla tassazione dei carburanti in presenza di forti aumenti dei prezzi.

L’ipotesi è stata esaminata dal governo, come confermato anche dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha indicato questo strumento come una delle possibilità da valutare insieme ad altre iniziative.

Il principale ostacolo riguarda però le risorse necessarie per finanziare un eventuale taglio delle accise. Il meccanismo dipende infatti dall’extragettito dell’Iva generato dall’aumento dei prezzi energetici: le entrate registrate a giugno potrebbero non essere sufficienti, mentre per conoscere l’effettivo impatto del mese di luglio sarà necessario attendere i primi giorni di agosto.

L’obiettivo dell’esecutivo sarebbe quello di offrire un sostegno alle famiglie proprio nella fase caratterizzata dai primi grandi spostamenti estivi, quando il traffico sulle principali arterie stradali e autostradali aumenta sensibilmente.

Prezzi in crescita sulla rete italiana

La pressione sui carburanti è tornata a crescere dopo la fine, il 3 luglio, delle precedenti riduzioni sulle accise e con il peggioramento dello scenario internazionale.

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il costo medio della benzina self sulla rete ordinaria ha raggiunto 1,979 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato a 2,180 euro al litro. Sulla rete autostradale i valori risultano ancora più elevati, con medie superiori ai due euro sia per la benzina sia per il diesel.

Le rilevazioni nazionali, tuttavia, non descrivono completamente la situazione sul territorio, dove alcuni impianti applicano prezzi molto più alti.

A Milano benzina oltre 2,6 euro al litro

Il caso più evidente arriva dal capoluogo lombardo. In un distributore della zona di via Correggio la benzina è arrivata a 2,635 euro al litro, mentre numerosi altri impianti cittadini hanno superato la soglia dei due euro.

Anche nella Capitale il monitoraggio dell’Osservaprezzi del Mimit evidenzia valori elevati: per la benzina servita sono stati registrati picchi intorno ai 2,3 euro al litro, mentre il self service ha raggiunto livelli vicini ai due euro.

L’effetto energia pesa su famiglie e imprese

Gli aumenti non riguardano soltanto i carburanti. Le tensioni internazionali stanno influenzando anche il mercato del gas, con quotazioni salite ai massimi dall’estate del 2022. Le riserve europee, tuttavia, restano su livelli considerati relativamente elevati rispetto agli anni precedenti.

Le associazioni dei consumatori lanciano comunque l’allarme sui costi aggiuntivi per gli italiani. Secondo il Codacons, tra luglio e agosto la spesa complessiva per i rifornimenti potrebbe raggiungere 10,8 miliardi di euro, con un incremento di circa due miliardi rispetto all’anno precedente.

Anche la Cgia di Mestre evidenzia il possibile impatto sui bilanci di famiglie e aziende, stimando per il 2026 un aumento dei costi legati a elettricità, gas e carburanti vicino ai 29 miliardi di euro.

A preoccupare sono soprattutto le imprese e il settore dell’autotrasporto, che guardano con attenzione alle decisioni del governo sulle possibili agevolazioni fiscali. La partita sui carburanti resta quindi aperta, con l’esecutivo chiamato a trovare un equilibrio tra sostegno ai cittadini e sostenibilità dei conti pubblici.

Redazione

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