La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta avanzata dalla Procura di Roma per ottenere le conversazioni digitali intercorse tra Andrea Delmastro delle Vedove e il ristoratore Mauro Caroccia. La decisione ha provocato una forte reazione delle opposizioni, che hanno contestato il voto della maggioranza definendolo un ostacolo all’attività investigativa.
La vicenda riguarda l’inchiesta legata alla cosiddetta “bisteccheria d’Italia”, nell’ambito della quale i magistrati romani ritengono necessario esaminare le comunicazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e Caroccia per approfondire alcuni aspetti dell’indagine. La richiesta della Procura è stata però giudicata non accoglibile dalla Giunta parlamentare.
La protesta del Movimento 5 Stelle
La decisione ha immediatamente innescato la protesta del Movimento 5 Stelle al Senato. I parlamentari pentastellati hanno occupato i banchi riservati al governo nell’Aula di Palazzo Madama, mostrando cartelli con la scritta “Fuori le chat”. La presidente di turno Mariolina Castellone ha quindi deciso di sospendere temporaneamente la seduta.
Secondo il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle nella Giunta delle autorizzazioni della Camera, il voto rappresenterebbe un ulteriore episodio in cui la maggioranza impedirebbe ai magistrati di acquisire elementi ritenuti utili alle indagini. Le esponenti pentastellate hanno sostenuto che la richiesta della Procura fosse finalizzata a verificare eventuali collegamenti tra le attività imprenditoriali coinvolte e presunte dinamiche legate alla criminalità organizzata.
Le parlamentari del M5S hanno inoltre criticato la posizione assunta da Delmastro, sostenendo che, vista la sua precedente responsabilità istituzionale al ministero della Giustizia, avrebbe dovuto favorire la massima trasparenza sulla vicenda.
Le accuse del Partito Democratico alla maggioranza
Anche il Partito Democratico ha espresso contrarietà alla decisione della Giunta. Il deputato Federico Gianassi ha accusato il centrodestra di adottare un atteggiamento contraddittorio rispetto alle dichiarazioni sulla necessità di garantire piena collaborazione con la magistratura.
Per il parlamentare dem, il mancato via libera all’utilizzo delle chat rischierebbe di rallentare gli accertamenti giudiziari, anche considerando la gravità dei reati ipotizzati nell’ambito dell’indagine. Gianassi ha inoltre affermato che il comportamento della maggioranza sarebbe in contrasto con gli impegni annunciati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla volontà di evitare protezioni nei confronti degli esponenti della propria area politica.
Lo scontro politico dopo il voto
Il caso Delmastro si inserisce così in un clima di crescente tensione tra governo e opposizioni sul rapporto tra politica e magistratura. Da una parte la maggioranza difende la decisione della Giunta come una valutazione sulle prerogative parlamentari; dall’altra le forze di opposizione interpretano il voto come un tentativo di limitare gli strumenti a disposizione degli inquirenti.
La questione potrebbe ora alimentare un nuovo confronto parlamentare, con il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico intenzionati a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e sulle conseguenze della scelta adottata dalla Camera.
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