Quando un cliente apre il banco frigo al supermercato e trova tutto al proprio posto, non pensa a quante cose devono andare bene perché quella merce sia lì, integra e alla temperatura giusta. Eppure basta un anello che cede per mandare tutto all’aria.
In Calabria, dove il territorio è articolato e nei mesi estivi i consumi nelle località turistiche possono crescere rapidamente, questa pressione si sente ancora di più: tenere freschi e surgelati nelle condizioni giuste dalla piattaforma allo scaffale costa fatica e risorse, in un settore dove i margini si assottigliano e ogni voce di spesa pesa.
«Il costo del servizio è aumentato su tutti i fronti: il carburante, i mezzi, il personale. Per questo ogni viaggio deve essere organizzato al meglio, e lavorare su doppia temperatura, cioè trasportare freschi e surgelati sullo stesso mezzo, è diventato un modo concreto per tenere i costi sotto controllo senza rinunciare alla qualità», spiega Roberto Costa, alla guida di Itex Line con un’esperienza maturata in oltre trent’anni nel trasporto e nella logistica.
«Se la temperatura non viene mantenuta lungo tutto il percorso, il danno non è solo logistico: è economico».
Celle separate, controlli costanti
Uno degli aspetti più delicati è appunto la gestione della doppia temperatura: «Sullo stesso semirimorchio possono viaggiare prodotti diversi, ma non possono essere trattati allo stesso modo: il congelato ha bisogno di temperature molto basse, mentre il fresco deve restare in ambiente refrigerato – continua Costa -. Per questo si lavora con celle separate e controlli costanti. È una soluzione che permette di servire più punti vendita nello stesso giro, ma richiede mezzi adeguati, personale preparato e un monitoraggio continuo».
Il passaggio più critico arriva quando il mezzo è già in giro per le consegne: «È nell’ultimo miglio che la catena del freddo viene messa maggiormente alla prova. Il mezzo apre le celle in punti diversi, scarica merce destinata a negozi con caratteristiche operative differenti e ogni apertura deve essere gestita con attenzione per evitare sbalzi termici. Frigoriferi a doppia temperatura, monitoraggio in tempo reale, sponde idrauliche e transpallet non sono optional: sono quello che tiene in piedi il servizio fino alla consegna».
Quando la Calabria cambia passo
«Il mio consiglio per le aziende della DO e della GDO è guardare alla capacità reale dell’operatore di gestire l’intero ciclo, non soltanto alla disponibilità del mezzo. Bisogna sapere come si programma un giro, come si gestisce una cella, come si interviene quando i volumi cambiano. In Calabria questo aspetto pesa ancora di più, perché nei mesi estivi alcune località aumentano rapidamente la domanda e gli scaffali devono essere riforniti senza compromettere la qualità dei prodotti. La differenza sta nella continuità».
Questo è un equilibrio difficile da costruire in un contesto che non sempre aiuta. «Le marginalità si sono ridotte, il carburante è una variabile sempre più difficile da controllare e certi contratti non riflettono più i costi reali del servizio – conclude Costa -. Ci sarebbe bisogno di una maggiore regolamentazione, perché fare questo lavoro bene ha un costo che va riconosciuto. A volte è difficile anche solo fare il pieno ai mezzi».
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