Olio Carolea e tradizione calabrese: Olearia Lametina Vescio racconta qualità, territorio e prezzo sostenibile

Dal frantoio di Lamezia Terme alla tavola, l’azienda calabrese valorizza la cultivar Carolea con un extravergine pensato per l’uso quotidiano, mantenendo competitività di prezzo grazie al controllo diretto della filiera

Quando si parla di olio extravergine d’oliva, la qualità non dipende soltanto dalla lavorazione, ma nasce prima di tutto dalla relazione tra cultivar, clima e territorio. In Calabria, una delle varietà più rappresentative è la Carolea, cultivar storica legata in modo particolare all’area lametina, dove trova condizioni climatiche favorevoli e sviluppa un profilo organolettico riconoscibile.

Proprio nella piana di Sant’Eufemia, questa varietà è al centro del lavoro dell’Olearia Lametina Vescio, frantoio fondato nel 1934 da Antonio Vescio a Sambiase, oggi parte del comune di Lamezia Terme, e arrivato alla terza generazione. L’azienda, guidata da Natalino e Gregorio Vescio, coltiva circa cento ettari di uliveto, con oltre trentamila piante produttive, e dispone di un proprio frantoio, elemento che consente un controllo diretto delle diverse fasi della filiera.

Il legame tra Carolea la Calabria

La Carolea è una varietà di oliva profondamente radicata nel territorio calabrese e in particolare nell’istmo di Catanzaro, la parte più stretta della penisola italiana, dove la distanza tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno è di appena trentatré chilometri. In quest’area, e soprattutto nella piana di Sant’Eufemia, la cultivar esprime alcune delle sue caratteristiche più apprezzate: un olio dal colore giallo con riflessi verdi, dal gusto delicato e armonico, con un’acidità generalmente contenuta tra lo 0,2 e lo 0,3 per cento, dunque ben inferiore al limite dello 0,8 per cento previsto per la classificazione come olio extravergine.

«La Carolea cresce e produce in maniera proficua solo in questa parte d’Italia: nel microclima qui presente trova le condizioni perfette», spiega Gregorio Vescio, che segue la parte agricola e produttiva dell’azienda. «È una pianta robusta, che ha mostrato una buona resistenza anche alla xylella, il batterio che ha colpito molti uliveti del Sud, e presenta una resa tra le più alte in Italia. Lavoriamo le olive con spremitura a freddo, a temperatura controllata e in due fasi, perché solo così si conservano i polifenoli e il profilo organolettico dell’olio, che imbottigliamo entro poche ore dalla raccolta».

Il legame tra cultivar e territorio, in questo caso, non rappresenta soltanto un elemento identitario, ma incide direttamente sulla stabilità del prodotto, sulla sua resa e sulla possibilità di proporre un extravergine dal profilo equilibrato.

L’olio Carolea in cucina

Una delle ragioni della diffusione della Carolea è la sua versatilità. A differenza di oli molto intensi, pensati soprattutto per l’utilizzo a crudo o per valorizzare singole preparazioni, l’extravergine ottenuto da questa cultivar ha un gusto meno aggressivo e più trasversale. Per questo può essere impiegato con continuità nella cucina quotidiana, dalle preparazioni a freddo alla cottura, fino alla frittura e ad alcuni impieghi in pasticceria.

«È un olio non aggressivo, e questo lo rende adatto a tutti gli usi: in cottura, in frittura e perfino nei dolci», osserva Natalino Vescio, amministratore dell’azienda e responsabile della parte commerciale. «Per la sua delicatezza è una scelta sicura anche per l’alimentazione dei bambini e delle persone più anziane, che cercano un olio leggero da usare nella quotidianità. Un altro uso è quello in pasticceria: nei mesi più caldi, da maggio a settembre, in molte preparazioni il burro viene sostituito proprio dall’olio, e in quei casi una varietà troppo aromatica non si potrebbe usare».

Questa caratteristica rende la Carolea adatta anche all’equilibrio di oli più marcati. Non a caso, il territorio lametino è spesso ricercato anche da grandi realtà produttive italiane, interessate alla stabilità e alla regolarità dell’olio ottenuto in questa zona. La delicatezza, dunque, non coincide con una minore qualità, ma con un profilo capace di accompagnare i sapori senza coprirli.

Qualità dell’olio e prezzo accessibile: da cosa dipende l’equilibrio?

Accanto al profilo organolettico della Carolea, l’altro elemento centrale dell’identità dell’Olearia Lametina Vescio è il rapporto tra qualità e prezzo. L’azienda propone anche grandi formati pensati per il consumo familiare, con trasporto incluso e pagamento alla consegna, collocandosi in una fascia di mercato che cerca di distinguersi sia dagli oli di pregio venduti a prezzi elevati, sia dai prodotti di origine poco chiara o scarsamente controllata.

«Il nostro obiettivo non è fare l’olio prestigioso da vetrina, con un packaging costoso, ma un olio onesto, di qualità, per tutta la famiglia, a un prezzo che resti sostenibile per tutte le tasche», sottolinea Natalino Vescio.

La possibilità di mantenere un prezzo competitivo non deriva da una riduzione della qualità, ma dalla struttura produttiva dell’azienda. La resa elevata della Carolea consente di lavorare grandi quantità di olive, generando economie di scala. Il frantoio di proprietà riduce i passaggi esterni e permette un maggiore controllo sui tempi di lavorazione. L’impianto fotovoltaico contribuisce ad abbattere i costi energetici, mentre il consorzio agrario permette di contenere le spese per l’acquisto dei materiali necessari alla produzione e al confezionamento.

A questi fattori si aggiunge il coinvolgimento diretto della famiglia Vescio nelle diverse fasi dell’attività: Gregorio segue il lavoro agricolo e produttivo, mentre Natalino cura la parte commerciale e il confezionamento. L’investimento in sistemi di raccolta più efficienti rispetto ai metodi tradizionali completa un’organizzazione pensata per contenere i costi senza rinunciare alla cura del prodotto.

Contatti:

https://www.olearialametinavescio.it/

https://share.google/WDZRipp3uaI8VZs70

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi italiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Porter

Chiudicancello Porter®: «Il cancello aperto è il primo rischio di sicurezza di un condominio»

Il chiudicancello meccanico Porter® aiuta a richiudere il cancello pedonale dopo ogni passaggio, senza ricorrere...
Porter

Chiudicancello Porter®: meccanico, regolabile e più versatile “così il cancello chiude meglio”

Il chiudicancello Porter® mantiene una logica semplice: chiudere il cancello pedonale senza elettricità, con un...
Porter

Chiudicancello Porter®: «Per i cancelli pedonali, una soluzione c’è»

Dai cancelli pedonali mai predisposti per una chiusura automatica a quelli che, pur avendo un...