Sciopero generale: oggi stop a trasporti, scuola e servizi pubblici in tutta Italia

La mobilitazione proclamata dalle sigle sindacali di base coinvolge tutti i settori, con disagi previsti su treni, aerei, sanità e istruzione.

Si concluderà questa sera, venerdì 29 maggio alle 24, lo sciopero generale proclamato dalla Confederazione Unitaria di Base insieme a Sgb, Adl Varese, Si Cobas e Usi Cit. L’agitazione interessa tutti i settori pubblici e privati, e le sigle sindacali hanno spiegato che la protesta nasce dalla necessità di denunciare “salari erosi, cantieri che uccidono, welfare smantellato e miliardi pubblici dirottati verso il riarmo e la complicità nel genocidio a Gaza”.

Settori coinvolti e servizi minimi

Lo sciopero potrebbe generare interruzioni in una vasta gamma di servizi, tra cui scuole, trasporti e sanità. Il Ministero dell’Istruzione ha confermato che la mobilitazione potrebbe causare disagi nel settore scolastico, mentre i Vigili del Fuoco osservano uno stop di 4 ore, dalle 9 alle 13, per il personale turnista. Nonostante la protesta, i servizi minimi saranno sempre garantiti, inclusi quelli essenziali nelle strutture sanitarie.

Trasporti: treni, aerei e collegamenti marittimi

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, i servizi essenziali saranno operativi venerdì 29 maggio dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Trenitalia invita i passeggeri a consultare app, sito, canali social, numero verde e biglietterie per informazioni aggiornate sui collegamenti.

Il settore aereo potrebbe essere fermo fino alle 23.59 di oggi, mentre i collegamenti marittimi verso le isole minori saranno sospesi fino a mezzanotte, e verso le isole maggiori un’ora prima delle partenze. Anche le autostrade potrebbero registrare disagi fino alle 23.59.

Cause della mobilitazione

Il report pubblicato da Cub indica diverse ragioni alla base della protesta. Tra queste, si evidenzia che “mentre i prezzi dei beni essenziali sono esplosi, l’Italia vanta un primato negativo tra le economie avanzate: a inizio 2025 i salari reali risultavano inferiori del 7,5% rispetto al 2021”. Viene anche denunciato il diffuso part-time involontario, che colpisce soprattutto donne e giovani, e un incremento degli infortuni mortali sul lavoro, con 1.093 denunce nel 2025, di cui 8 riguardanti giovani studenti.

Secondo le sigle sindacali, inoltre, il welfare pubblico arretra, spingendo milioni di cittadini a rinunciare a visite o esami medici, mentre crescono le spese legate al riarmo e alla complicità internazionale in conflitti come quello a Gaza.

Redazione

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