Dalla gestione delle ferie alle sostituzioni in caso di malattia, fino alla continuità dell’assistenza: affidarsi a una struttura organizzata può alleggerire il carico sulle famiglie e garantire maggiore stabilità alla persona assistita.
Quando si presenta la necessità di assistere un anziano non autosufficiente, molte famiglie optano per l’assunzione diretta di una badante. Una scelta che appare immediata e spesso percepita come più economica, ma che nella pratica può rivelarsi più complessa del previsto.
Alessandra Escarbot, fondatrice di M.A.I. Più Soli, servizio di assistenza domiciliare e ospedaliera con sede a Pinerolo, evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: la gestione dell’assistenza non riguarda solo la presenza di una figura dedicata, ma implica un vero e proprio rapporto di lavoro, con tutte le responsabilità organizzative che ne derivano.
“Molte famiglie pensano che assumere direttamente una persona sia la soluzione più semplice – osserva Escarbot – ma si trovano poi a dover gestire ferie, riposi, malattie e tutte le dinamiche tipiche di qualsiasi rapporto lavorativo”.
È proprio su questi aspetti che emergono le principali criticità. Quando l’assistenza dipende da una sola persona, anche un’assenza improvvisa può trasformarsi in un problema urgente: trovare una sostituzione in tempi rapidi, riorganizzare la presenza dei familiari, gestire situazioni impreviste.
In questo contesto, il valore di un servizio strutturato si misura soprattutto nella continuità dell’assistenza. “Il nostro modello – spiega Escarbot – non si basa su una singola figura, ma su un’organizzazione che segue la famiglia nel tempo. In caso di necessità, siamo noi a gestire le sostituzioni, garantendo che l’assistenza non venga mai interrotta”.
Oltre alla gestione operativa, un altro elemento cruciale riguarda la relazione tra assistente e persona anziana. Un equilibrio che non sempre si crea immediatamente e che può incidere profondamente sulla qualità della vita quotidiana.
Escarbot sottolinea come il monitoraggio nel tempo sia fondamentale: il servizio non si esaurisce con l’inserimento della badante, ma prosegue con un accompagnamento costante. Se emergono difficoltà relazionali o caratteriali, è possibile intervenire e individuare una soluzione più adatta.
“Non sempre si crea subito la giusta sintonia – spiega – e quando la gestione è diretta questo può diventare difficile da affrontare. Una struttura organizzata, invece, permette di valutare alternative e trovare nel tempo la persona più compatibile”.
Questa flessibilità rappresenta un ulteriore vantaggio per le famiglie, che possono contare su un supporto continuo senza dover gestire in prima persona ogni criticità.
Accanto agli aspetti pratici e relazionali, c’è infine il tema della serenità complessiva. Delegare l’organizzazione dell’assistenza consente spesso di ridurre lo stress e affrontare una fase delicata con maggiore equilibrio.
“Il nostro lavoro – conclude Escarbot – non è semplicemente fornire una persona, ma costruire un servizio che permetta alla famiglia di vivere questa esperienza con più tranquillità. Quando l’assistenza è organizzata in modo professionale, migliora la qualità della vita di tutti”.
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