Un acceso scontro tra i piloti di un volo FlyDubai ha fatto scattare un allarme di sicurezza internazionale, ma non si è trattato di un tentativo di dirottamento. L’aereo, partito dagli Emirati Arabi Uniti e diretto a Tel Aviv, è stato deviato verso l’aeroporto saudita di Tabuk dopo una situazione di emergenza verificatasi all’interno della cabina di pilotaggio.
Dopo l’atterraggio, le autorità hanno chiarito che l’episodio era legato a una colluttazione tra i due membri dell’equipaggio. La compagnia aerea FlyDubai ha confermato che durante il volo si è verificato uno scontro tra i piloti, precisando che non vi sarebbe stato alcun problema legato alla sicurezza del volo.
“i piloti hanno avuto una colluttazione in cabina di pilotaggio durante il volo, fino a quando uno di loro ha perso conoscenza. Non si è trattato di un incidente di sicurezza”, ha comunicato la compagnia.
Secondo le prime ricostruzioni, il comandante sarebbe di origine russa mentre il copilota avrebbe origini ucraine.
La paura a bordo: i racconti dei passeggeri
Nelle ore successive all’emergenza sono emersi alcuni racconti dei passeggeri, che hanno descritto momenti di forte tensione durante il volo.
Una viaggiatrice intervistata da Channel 12 ha riferito di aver sentito urla provenire dalla cabina e di aver visto tracce di sangue quando la porta della cabina di pilotaggio è stata aperta. Secondo il suo racconto, alcuni passeggeri israeliani e membri dell’equipaggio sarebbero intervenuti per bloccare la persona coinvolta nella colluttazione.
“Abbiamo pregato, ‘Shema Yisrael'”, ha raccontato la passeggera, spiegando che in quei momenti alcuni viaggiatori hanno temuto per la propria vita.
Un’altra passeggera, identificata come Noam, ha descritto una situazione di crescente paura tra i presenti, affermando che i passeggeri si sarebbero accorti della gravità dell’accaduto dopo aver sentito le urla e aver compreso che uno dei piloti era rimasto ferito.
L’allarme in volo e l’intervento delle autorità
Il volo FlyDubai FZ1073 era decollato da Dubai alle 7:05 ora locale con destinazione aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. A bordo si trovavano 174 passeggeri, tra cui 27 bambini.
Durante il tragitto l’aereo avrebbe trasmesso il codice internazionale 7700, utilizzato dagli equipaggi per segnalare una situazione di emergenza generale. Successivamente sarebbe comparso anche il codice 7500, associato a un possibile atto di interferenza illecita o tentativo di dirottamento.
L’allarme è scattato mentre il velivolo si trovava nello spazio aereo giordano. In seguito alla segnalazione, le autorità israeliane hanno attivato i protocolli di sicurezza previsti, disponendo anche il decollo dei caccia militari.
Secondo le informazioni disponibili, il velivolo avrebbe poi modificato la rotta, tornando verso lo spazio aereo saudita e procedendo a quota ridotta fino all’atterraggio a Tabuk. La temporanea scomparsa dell’aereo dai sistemi pubblici di monitoraggio dei voli aveva contribuito ad aumentare i timori.
Attivate le strutture di sicurezza israeliane
La segnalazione iniziale aveva provocato una rapida risposta da parte delle autorità israeliane. Il governo aveva seguito da vicino l’evoluzione della situazione, con il coinvolgimento degli apparati di sicurezza nazionali.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ricevuto aggiornamenti sull’accaduto, mentre sono stati coinvolti gli organismi preposti alla sicurezza, comprese le Forze di Difesa Israeliane (IDF), lo Shin Bet, il Mossad e la polizia.
Le verifiche successive hanno però escluso l’ipotesi di un attacco o di un dirottamento, ricondicendo l’episodio a un conflitto fisico tra i due piloti durante il volo.
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