Nel contesto del nuovo aggiornamento dei prezzi dei carburanti, la situazione torna a segnare un incremento lungo la rete stradale e, in particolare, su quella autostradale italiana. I dati diffusi nella giornata di domenica 5 luglio 2026 confermano un secondo giorno consecutivo di rialzi, successivo alla conclusione della misura di riduzione delle accise.
Secondo quanto comunicato dall’Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il mercato dei carburanti mostra un incremento sia per la benzina sia per il gasolio, con quest’ultimo che supera nuovamente la soglia psicologica dei 2 euro al litro in autostrada.
In una nota ufficiale viene riportato che:
“Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto infatti che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi, oggi, domenica 5 luglio 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,841 euro per la benzina (ieri 1,820) e1,922 euro per il gasolio (ieri 1,899). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,932 euro per la benzina (ieri 1,907) e 2,004 per il gasolio (1,978 ieri).”
Il trend di crescita viene confermato anche dal confronto con la giornata precedente. Il giorno 4 luglio 2026, infatti, i valori risultavano ancora leggermente inferiori, come precisato nei dati ministeriali:
“Dopo lo stop al taglio delle accise, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base ai dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, nella data di sabato 4 luglio 2026 il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale era pari a 1,820 euro al litro per la benzina (rispetto a 1,803 del giorno prima) e 1,899 euro al litro per il gasolio (in confronto a 1,882 del giorno precedente). Sulla rete autostradale, il prezzo medio self era di 1,907 euro al litro per la benzina (1,894 il giorno prima) e 1,978 euro al litro per il gasolio (1,968 il giorno prima).”
Il contesto normativo alla base delle variazioni di prezzo è legato alla fine dello sconto sulle accise. La misura, infatti, prevedeva una riduzione temporanea dei tributi sui carburanti, come indicato nei provvedimenti governativi:
“a decorrere dal 7 giugno 2026 e fino al 3 luglio 2026, le aliquote di accisa” fossero “rideterminate nelle seguenti misure: benzina, 622,90 euro per mille litri; oli da gas o gasolio usato come carburante: 622,90 euro per mille litri”.
Secondo le ricostruzioni economiche, il taglio delle accise – comprensivo dell’impatto sull’Iva – aveva un valore medio di circa 6,1 centesimi al litro. La misura era stata introdotta in risposta alle tensioni sui mercati energetici internazionali, in particolare durante la fase di instabilità geopolitica in Medio Oriente.
Nel corso dei mesi precedenti, il governo aveva adottato diversi interventi di contenimento dei prezzi, con proroghe e modulazioni della riduzione fiscale. Il costo complessivo di tali interventi è stato stimato intorno ai 2 miliardi di euro.
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