Scattano ufficialmente sabato i saldi estivi in gran parte d’Italia, con l’esclusione delle province autonome di Bolzano e Trento. La stagione degli sconti arriva in un contesto economico caratterizzato da un timido miglioramento dei consumi e del reddito disponibile delle famiglie, secondo le rilevazioni di Istat, che indicano un aumento rispettivamente del +1,6% e +1,4% nel primo trimestre.
Resta però incerto se questa dinamica si tradurrà in una reale crescita della spesa durante il periodo dei saldi o in una maggiore propensione al risparmio.
Acquisti anticipati già diffusi
Le promozioni, di fatto, risultano già avviate da settimane. Un’indagine Ipsos per Federazione Moda Italia Confesercenti evidenzia che il 36% degli italiani ha già acquistato prodotti scontati prima dell’apertura ufficiale dei saldi.
Il fenomeno è più marcato nel Mezzogiorno, dove la percentuale sale al 42%, mentre si attesta al 33% nel Nord e al 32% nel Centro. Tra le fasce d’età, quasi un under 35 su due ha già approfittato delle promozioni anticipate.
Un settore in difficoltà strutturale
Dietro la stagione dei ribassi si conferma però la fragilità del comparto moda. Tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso oltre 18mila negozi di abbigliamento e calzature, con una contrazione del 13,5% e circa 17mila posti di lavoro persi.
La spesa delle famiglie per abbigliamento e calzature è scesa dal 7% al 3,7% del totale dei consumi, mentre i negozi indipendenti hanno progressivamente perso peso di mercato, oggi stimato tra il 20 e il 25%.
Calendario e differenze territoriali
I saldi dureranno fino ai primi giorni di settembre nella maggior parte delle regioni. In Alto Adige, invece, le date variano: nel distretto di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina si va dal 16 luglio al 13 agosto, mentre in alcuni comuni come Ortisei il periodo è spostato tra fine agosto e metà settembre. In Trentino non esiste una data unica di avvio.
Attese e previsioni dei consumi
Secondo Confcommercio, oltre l’80% dei cittadini romani approfitterà degli sconti. Tuttavia, le stime indicano un quadro prudente per le famiglie, influenzato dall’aumento dei costi energetici e dall’inflazione.
Anche Federconsumatori segnala una contrazione della propensione all’acquisto: il 36,6% delle famiglie sarebbe intenzionato a partecipare ai saldi, in calo rispetto allo scorso anno.
Il nodo del commercio e le nuove regole
La stagione degli sconti si inserisce inoltre in un contesto di cambiamenti normativi, tra cui l’introduzione di una tassa sui piccoli pacchi extra UE, interpretata dagli esercenti come misura per riequilibrare il mercato rispetto all’“ultra fast fashion”.
Il presidente di Federmoda Confcommercio, Giulio Felloni, ha sottolineato:
“I saldi estivi sono uno degli appuntamenti più attesi da famiglie, turisti e imprese con l’obiettivo di sostenere i consumi, valorizzare il commercio di prossimità e rafforzare un pilastro fondamentale della filiera della moda”
Un sistema da ripensare
Secondo le associazioni dei consumatori, la diffusione di promozioni anticipate e vendite private sta riducendo l’efficacia dei saldi tradizionali, rendendo necessario un ripensamento complessivo delle modalità e delle tempistiche.
Il settore, tra difficoltà strutturali e nuove abitudini di acquisto, si trova quindi a fronteggiare una trasformazione profonda che coinvolge consumatori, imprese e canali di vendita.
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