Distanza dai grandi snodi, costi elevati e tempi difficili da garantire: per le imprese calabresi la logistica su lunghe tratte è una sfida concreta. Il trasporto su pallet aiuta a ridurre i rischi, ma funziona solo se dietro c’è un operatore che conosce il territorio.
La Calabria è lontana dai grandi snodi logistici, ma non deve esserlo dai mercati. Spedire da qui non dovrebbe essere più difficile che spedire da Milano, eppure per molte imprese del territorio è ancora così: costi alti, tempi incerti e vettori che non conoscono le specificità del Sud. Per chi ha l’esigenza di portare la propria merce fuori regione o all’estero, la differenza la fa affidarsi a chi quella strada la percorre ogni giorno e sa già come costruire una spedizione che regga fino in fondo.
Quando i volumi crescono e i colli isolati non bastano più, la risposta del settore è il trasporto su pallet: più colli trattati come un’unica unità di carico, meno manipolazioni, movimentazione più rapida e una tracciabilità che accompagna la merce per tutta la tratta. Un metodo che funziona, però, solo se dietro c’è una rete strutturata e qualcuno che sappia come usarla.
Partire dal territorio
Ma come si costruisce una spedizione affidabile quando tra il punto di partenza e il mercato ci sono mille o più chilometri?
«Il lavoro comincia dalla merce del cliente: si ritira in Calabria, presso il produttore o il magazzino, e da lì viene costruita la spedizione», spiega Roberto Costa, amministratore di Itex Line, azienda di Lamezia Terme che lavora su tratte nazionali ed europee.
«Nella nostra esperienza, se il carico è già pallettizzato si procede al ritiro, altrimenti lo si prepara prima della partenza. Il vantaggio per l’azienda è avere un solo interlocutore per spedire ovunque, senza dover dividere il carico tra più vettori. Il punto è evitare improvvisazioni, perché sulle tratte lunghe ogni dettaglio è importante».
Affidarsi a un operatore che conosce il territorio dall’interno significa partire già con la spedizione impostata nel modo giusto, senza perdere tempo a spiegare distanze, tempi e dinamiche locali. Chi lavora in Calabria ogni giorno sa già come muoversi e questo si traduce in meno errori, meno ritardi e soprattutto meno costi imprevisti.
Il carico parte, ma quando arriva?
Conoscere il territorio è solo una parte del lavoro. L’altra è garantire che la spedizione, una volta partita, arrivi dove deve arrivare nei tempi stabiliti. C’è un aspetto che spesso sfugge a chi organizza spedizioni dal Sud per la prima volta: senza una rete consolidata, i tempi diventano difficili da garantire e i costi imprevedibili.
«Prima del ritiro vengono definiti peso, volume, tempi di servizio e finestra di consegna – aggiunge Costa -. La spedizione viene poi monitorata lungo tutto il percorso, così da ridurre le incertezze per chi deve ricevere la merce e programmare la propria attività».
Per un’impresa che lavora su commessa o che deve rispettare le finestre di consegna dei propri clienti, un ritardo non è mai solo un problema di trasporto: si ripercuote sulla produzione, sulle vendite e sulla reputazione. La prevedibilità, in questo senso, conta quanto la velocità.
«Per un’impresa calabrese che spedisce in Italia o all’estero – conclude Costa -, il trasporto non è un passaggio finale: è una parte della relazione con il mercato».
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