Accade più spesso di quanto si pensi: un debito che nasce contenuto si trasforma nel tempo in una spirale impossibile da interrompere, alimentata da interessi, pignoramenti ripetuti e spese legali che si moltiplicano ad ogni tentativo fallito di risolverlo. Chi si trova in questa situazione spesso ha già consultato più professionisti senza trovare una risposta, non perché le soluzioni non esistano, ma perché la normativa che le prevede rimane largamente sconosciuta, anche tra gli addetti ai lavori.
La legge sul sovraindebitamento, oggi disciplinata dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, è una procedura concorsuale pensata per i privati e per le imprese sotto soglia, ovvero quelle che non rientrano nella legge fallimentare ordinaria. Il suo funzionamento segue una logica analoga a quella del fallimento: il debitore non è tenuto ad estinguere integralmente il proprio debito, ma propone al tribunale un piano calibrato sulle proprie reali disponibilità economiche. Se il giudice lo ritiene credibile e sostenibile, lo omologa, e al termine del percorso il debitore viene liberato dai debiti residui.
“È una disciplina che richiede conoscenza approfondita della normativa e capacità di costruire piani credibili per il tribunale”, spiega Maria Grazia Piccinini, avvocata specializzata in procedure di sovraindebitamento e crisi debitorie, con studio a Lanciano, in provincia di Chieti. “Chi si trova in difficoltà spesso ha già interpellato diversi professionisti senza trovare una risposta, semplicemente perché non trattano questa materia specifica, che si impara solo lavorando su un numero significativo di pratiche.”
Meritevolezza e responsabilità dei creditori
Un requisito imprescindibile è la meritevolezza del debitore: per accedere alla procedura occorre trovarsi in stato di sovraindebitamento senza dolo, colpa grave o malafede: chi si è indebitato conducendo una vita al di sopra delle proprie possibilità o dichiarando il falso per ottenere finanziamenti, non può accedervi. Esistono anche situazioni in cui la responsabilità è distribuita, quando una banca o una finanziaria ha erogato credito senza rispettare l’obbligo di valutare il merito creditizio del richiedente, la giurisprudenza riconosce che questa negligenza può far degradare la colpa grave del debitore a colpa lieve, rendendolo meritevole e limitando la capacità del creditore di opporsi al piano.
Come si costruisce il piano di rientro
Il piano si elabora a partire da un’analisi della situazione patrimoniale e reddituale: quanto il debitore può mettere a disposizione ogni mese, per quanti anni, e quale patrimonio eventualmente liquidare. La procedura dura generalmente tre anni, ma può estendersi fino a cinque o sette se la rata mensile è contenuta. Chi si trova in una condizione di difficoltà debitoria seria, non derivante da comportamenti fraudolenti, dovrebbe verificare con un professionista specializzato se esistono i presupposti per accedere a questa procedura, senza attendere che la situazione si aggravi ulteriormente.
Contatti:
https://www.avvocatomariagraziapiccinini.com
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