Decreto sicurezza, ecco le nuove norme dopo gli scontri di Milano

Il Governo approva nuove misure dopo gli scontri nelle città italiane: stretta sui reati commessi durante i cortei, fermo preventivo fino a 12 ore e responsabilità dei genitori. Rafforzata l'operazione Strade Sicure nel capoluogo lombardo.

Il Governo approva nuove misure dopo gli scontri nelle città italiane: stretta sui reati commessi durante i cortei, fermo preventivo fino a 12 ore e responsabilità dei genitori. Rafforzata l’operazione Strade Sicure nel capoluogo lombardo.

Nuove disposizioni contro la violenza nelle manifestazioni pubbliche, maggiori responsabilità per i genitori dei minorenni coinvolti in determinati reati e un rafforzamento dei controlli sul territorio. Sono questi alcuni dei principali interventi contenuti nel decreto-legge sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla criminalità minorile approvato dal Consiglio dei ministri.

Il provvedimento, varato nella giornata di martedì 20 ottobre su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei ministri Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Guido Crosetto, arriva dopo i gravi disordini registrati durante le manifestazioni contro il carovita, in particolare a Milano.

L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo è rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione delle condotte violente, introducendo nuove fattispecie di reato e modificando alcune disposizioni che riguardano i minorenni.

Il testo prevede inoltre un potenziamento della presenza militare a Milano, con l’impiego di altri 500 uomini e donne delle Forze armate nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.

Responsabilità penale dei minori: cosa cambia dai 14 anni

Una delle novità più rilevanti riguarda la presunzione di imputabilità per i ragazzi che hanno compiuto 14 anni.

Secondo il testo approvato dal Governo, per questa fascia di età la capacità di intendere e di volere viene presunta, salvo che emergano elementi capaci di dimostrare il contrario.

La modifica interviene quindi sul modo in cui viene valutata la responsabilità penale dei minorenni, mantenendo comunque la possibilità di accertare l’eventuale assenza della capacità necessaria per rispondere penalmente delle proprie azioni.

Resta confermata la riduzione della pena prevista per i minorenni riconosciuti imputabili, mentre le disposizioni del processo penale minorile vengono adeguate al nuovo quadro normativo, anche per quanto riguarda le misure cautelari.

Il decreto estende inoltre ai minorenni l’applicazione dell’arresto in flagranza differita, nei casi previsti dalla legge.

Sanzioni ai genitori e risarcimenti più rapidi per i danni

Il provvedimento introduce anche conseguenze amministrative per chi esercita la responsabilità genitoriale quando un minorenne, compresi i soggetti non imputabili, prende parte a determinati reati.

Le sanzioni non sono tuttavia automatiche in ogni circostanza. I genitori, o gli altri soggetti responsabili, possono evitarle dimostrando di non aver avuto la possibilità di impedire il comportamento illecito.

Un altro intervento riguarda il risarcimento dei danni provocati durante gli episodi di violenza.

Per i danneggiamenti ai beni pubblici, il decreto attribuisce al prefetto la possibilità di disporre direttamente il risarcimento, secondo le procedure previste dal provvedimento.

Per i soggetti privati che subiscono danni viene invece introdotta una procedura semplificata, finalizzata a ottenere più rapidamente un decreto ingiuntivo.

Le nuove disposizioni puntano così a rendere più tempestivo il recupero delle somme necessarie a compensare le conseguenze economiche degli atti vandalici.

Nuovo reato per le violenze organizzate durante i cortei

Tra le misure centrali del decreto figura l’introduzione del delitto di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.

La nuova fattispecie riguarda chi partecipa, durante una manifestazione, a un gruppo composto da almeno cinque persone che agisce in maniera organizzata, anche senza una struttura permanente.

Perché si configuri il reato, il gruppo deve utilizzare o lanciare oggetti idonei a offendere oppure dispositivi pericolosi, creando un rischio concreto per l’incolumità delle persone.

La norma intende quindi colpire specifiche condotte violente realizzate collettivamente, distinguendole dalla semplice partecipazione a una manifestazione.

Un trattamento sanzionatorio più severo è previsto per gli organizzatori, i promotori e coloro che istigano alla violenza, anche quando l’incitamento avviene attraverso piattaforme digitali, social network o altri strumenti telematici.

Pene più severe per devastazioni, saccheggi e danneggiamenti

Il decreto interviene anche sul sistema delle aggravanti e delle sanzioni applicabili ad alcuni reati commessi durante le manifestazioni.

In particolare, viene prevista un’aggravante specifica per i danneggiamenti compiuti da gruppi organizzati di almeno cinque persone.

Sono inoltre stabiliti aumenti di pena per determinate ipotesi di devastazione e saccheggio, oltre che per gli attentati contro impianti di pubblica utilità realizzati nel corso delle proteste.

Per queste fattispecie viene consentito il ricorso all’arresto in flagranza differita, uno strumento che permette di intervenire anche dopo la conclusione immediata dell’episodio, nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla legge.

Un’ulteriore modifica riguarda le lesioni personali provocate a ufficiali o agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza durante lo svolgimento delle loro funzioni, oppure a causa di esse.

In queste circostanze viene prevista la procedibilità d’ufficio, senza la necessità che l’azione penale dipenda dalla presentazione di una querela.

Fermo preventivo fino a 12 ore anche per i minorenni

Un altro capitolo del provvedimento riguarda gli strumenti di prevenzione a disposizione delle forze dell’ordine.

L’accompagnamento e il trattenimento negli uffici di polizia per un massimo di 12 ore vengono estesi a particolari operazioni svolte in luoghi caratterizzati da una forte presenza di persone.

La misura, già prevista in relazione alle manifestazioni pubbliche, potrà essere applicata anche in altri contesti individuati dal decreto.

Non si tratta di un potere esercitabile indistintamente nei confronti di chiunque: il testo richiede la presenza di elementi concreti che facciano ritenere fondato il rischio di comportamenti capaci di creare un pericolo effettivo per la sicurezza.

Il trattenimento preventivo potrà riguardare anche i minorenni, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e delle specifiche tutele riconosciute ai ragazzi.

L’estensione di questo strumento rappresenta uno degli interventi più significativi sul piano della prevenzione dei disordini.

Divieto di raduno fino a un anno: chi può essere interessato

Il decreto attribuisce inoltre al questore la possibilità di vietare a determinati soggetti di riunirsi con persone specificamente individuate in luoghi prestabiliti.

Il provvedimento può avere una durata massima di un anno e può riguardare anche ragazzi che abbiano compiuto 14 anni.

L’applicazione è prevista nei confronti di persone che abbiano già tenuto comportamenti intimidatori o violenti in gruppo e che risultino destinatarie di precedenti misure di prevenzione oppure condannate per reati contro la persona o il patrimonio.

La disposizione punta a limitare la possibilità che gruppi già coinvolti in episodi violenti tornino a riunirsi in determinati contesti.

Arresti numerosi, procedure accelerate negli uffici giudiziari

Per affrontare le difficoltà operative che possono verificarsi quando una manifestazione si conclude con un elevato numero di arresti, il Governo ha previsto anche una modifica organizzativa.

Il decreto introduce una procedura accelerata per assegnare temporaneamente magistrati agli uffici giudiziari interessati, in modo da consentire lo svolgimento delle udienze di convalida entro i termini stabiliti dalla legge.

La misura riguarda quindi il funzionamento della giustizia nelle situazioni in cui numerosi procedimenti devono essere esaminati in tempi particolarmente ristretti.

L’obiettivo è garantire la tempestività delle decisioni giudiziarie senza modificare i termini previsti per il controllo di legittimità degli arresti.

Milano, 500 militari in più con l’operazione Strade Sicure

Un intervento specifico è riservato a Milano, città al centro dei recenti episodi di violenza durante le manifestazioni contro il carovita.

Il decreto dispone un incremento di 500 unità del contingente delle Forze armate impiegato nell’operazione Strade Sicure per il controllo del territorio cittadino.

Il rafforzamento è previsto fino al 31 dicembre 2026 e conferma l’intenzione del Governo di aumentare la presenza militare nel capoluogo lombardo.

La misura si inserisce nel quadro delle iniziative adottate dopo i disordini che hanno interessato il centro della città, provocando danneggiamenti alle attività commerciali e scontri con le forze dell’ordine.

Decreto sicurezza, cosa succede dopo l’approvazione del Governo

Il nuovo decreto rappresenta una risposta normativa agli episodi di violenza che hanno accompagnato le recenti mobilitazioni in diverse città italiane.

Le disposizioni intervengono su tre ambiti principali: responsabilità penale minorile, prevenzione delle condotte pericolose e contrasto alle violenze collettive.

Accanto alle nuove misure penali, il Governo punta a rendere più efficaci gli strumenti amministrativi e a rafforzare il controllo del territorio.

Dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri, il testo dovrà seguire l’iter previsto per i decreti-legge, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e il successivo esame parlamentare per la conversione in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione.

Sarà quindi il percorso parlamentare a stabilire se le disposizioni approvate dall’esecutivo resteranno invariate o subiranno modifiche, mentre il confronto politico e giuridico sulle nuove misure di sicurezza è destinato a proseguire.

Redazione

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