Speleologo intrappolato in Sardegna: salvato dopo 27 ore nella grotta

Luca Olmetto, 31 anni, è stato estratto da una cavità tra Urzulei e Baunei dopo un complesso intervento di soccorso. Oltre 60 tecnici impegnati nelle operazioni, poi il trasferimento in ospedale.

Si è conclusa con un lungo applauso dei soccorritori la difficile operazione che ha permesso di riportare in superficie Luca Olmetto, lo speleologo di 31 anni rimasto intrappolato per oltre 27 ore in una grotta della Sardegna. Il giovane, originario di Codrongianos, in provincia di Sassari, è stato recuperato nella zona di Gorroppeddu, al confine tra i territori di Urzulei e Baunei, nel Nuorese.

Al momento dell’estrazione, il 31enne è apparso cosciente e reattivo, dopo aver trascorso più di un giorno sottoterra in condizioni particolarmente difficili. A rendere possibile il salvataggio è stato il lavoro coordinato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) e dei Vigili del Fuoco, impegnati in un intervento caratterizzato da numerose criticità operative.

Il cedimento nella grotta e la richiesta di aiuto

L’incidente si è verificato domenica 11 ottobre, durante l’esplorazione di una cavità individuata recentemente. Olmetto si trovava all’interno della grotta insieme alla compagna quando un improvviso distacco di terreno e rocce lo ha travolto, impedendogli di muoversi.

Lo speleologo è rimasto bloccato a circa dieci metri sotto la superficie, circondato dai detriti prodotti dal cedimento.

Determinante è stata la prontezza della donna che lo accompagnava. Riuscita a raggiungere l’esterno della cavità, ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 intorno alle 14.30, consentendo l’immediata attivazione della macchina dei soccorsi.

I primi operatori del Soccorso Alpino e Speleologico di Nuoro, arrivati sul posto, hanno effettuato una ricognizione per verificare le condizioni dell’ambiente sotterraneo e individuare le modalità più sicure per raggiungere l’uomo. Prima di procedere con la rimozione dei detriti, è stato necessario valutare la stabilità della zona interessata dal crollo.

Oltre 27 ore di soccorsi tra rocce e passaggi strettissimi

Le operazioni di recupero sono proseguite senza interruzioni durante la notte e per gran parte della giornata successiva. La principale difficoltà era rappresentata dalle dimensioni estremamente ridotte dell’area di intervento, uno spazio di appena un metro e mezzo per lato, nel quale i soccorritori dovevano muoversi con la massima cautela.

La presenza di terreno instabile ha imposto un lavoro lento e meticoloso. Terra e pietre sono state rimosse manualmente, procedendo per piccoli avanzamenti per evitare che ulteriori cedimenti potessero compromettere la sicurezza dello speleologo e delle squadre impegnate nel recupero.

Con il trascorrere delle ore, il dispositivo di emergenza è stato rafforzato attraverso l’arrivo di ulteriori specialisti. Particolarmente importante è risultato il contributo della commissione disostruzione del Cnsas, composta da personale formato per intervenire nei passaggi sotterranei ostruiti e nelle situazioni che richiedono tecniche specifiche di liberazione.

La mobilitazione ha coinvolto oltre 60 tecnici del soccorso speleologico, affiancati dagli specialisti della disostruzione, da due medici del Cnsas esperti negli interventi in ambienti difficili e dalle squadre dei Vigili del Fuoco.

Il recupero dello speleologo e il trasferimento in ospedale

Dopo aver raggiunto il punto in cui si trovava Olmetto, i soccorritori hanno iniziato la delicata fase di liberazione del corpo dal materiale che lo immobilizzava.

Durante l’intervento, le condizioni del 31enne sono state costantemente controllate dai sanitari, che hanno seguito tutte le fasi necessarie a consentire un’estrazione in sicurezza.

Una volta eliminati gli ostacoli e reso percorribile il passaggio, il personale medico ha provveduto a stabilizzare l’infortunato e a predisporne il trasporto verso l’uscita della cavità.

Il momento più atteso è arrivato quando lo speleologo è finalmente riemerso, accolto dagli applausi degli operatori che avevano lavorato per oltre un giorno al suo salvataggio.

All’esterno, Olmetto è stato preso in carico dal personale sanitario per le prime valutazioni. Successivamente è stato trasportato in elicottero in ospedale, dove è stato affidato ai medici per gli approfondimenti diagnostici e le cure necessarie.

Una vasta mobilitazione per il salvataggio nel Nuorese

L’intervento ha richiesto una collaborazione tra diversi organismi di emergenza, indispensabile per affrontare le difficoltà logistiche e operative dell’area.

Oltre al Soccorso Alpino e Speleologico e ai Vigili del Fuoco, alle attività di supporto ha partecipato l’Aeronautica Militare, contribuendo alla movimentazione di personale e attrezzature.

Il sistema sanitario regionale è intervenuto attraverso il 118 dell’Areus e l’elisoccorso, mentre la Protezione civile locale ha fornito assistenza alle operazioni.

Il recupero di Luca Olmetto rappresenta l’esito positivo di una complessa missione di soccorso sotterraneo, nella quale la preparazione tecnica degli operatori, il coordinamento tra le squadre e la prudenza nelle manovre hanno avuto un ruolo decisivo.

Dopo oltre 27 ore trascorse nella grotta, il 31enne è stato riportato all’aperto e affidato alle cure ospedaliere, ponendo fine a una lunga operazione di emergenza nel territorio dell’Ogliastra.

Redazione

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