La criminalità in Italia registra un’inversione di tendenza nel 2025, con una diminuzione complessiva dei delitti denunciati dopo quattro anni consecutivi di aumenti. Il quadro nazionale presenta però importanti criticità: mentre si riducono furti, rapine e omicidi, continuano a crescere le truffe informatiche e il coinvolgimento dei minorenni in episodi di criminalità.
È quanto emerge dall’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, elaborato attraverso i dati del Ministero dell’Interno relativi al 2025. L’analisi prende in esame 106 province italiane e permette di osservare sia l’evoluzione dei reati a livello nazionale sia le differenze territoriali.
Il risultato è quello di un Paese nel quale diminuiscono diverse forme di criminalità tradizionale, mentre acquistano maggiore rilevanza le frodi digitali e alcuni fenomeni che coinvolgono le fasce più giovani della popolazione.
Criminalità in Italia, nel 2025 i delitti diminuiscono dell’1,8%
Nel corso del 2025 sono stati denunciati circa 2,36 milioni di delitti, con una riduzione dell’1,8% rispetto al 2024. In termini assoluti, il calo corrisponde a 42.242 episodi in meno.
Si tratta della prima diminuzione registrata dopo un quadriennio caratterizzato da incrementi consecutivi, un cambiamento che interrompe la crescita osservata negli anni precedenti.
Nonostante questa flessione, il numero complessivo dei reati denunciati rimane superiore del 2,4% rispetto al 2019, ultimo anno prima dell’emergenza pandemica.
Le prime indicazioni relative al 2026 sembrano confermare la tendenza alla diminuzione. Secondo i dati ancora provvisori, nel primo semestre dell’anno i delitti denunciati sarebbero scesi del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Milano prima per denunce, seguita da Firenze e Roma
La distribuzione geografica della criminalità continua a mostrare differenze significative tra i territori italiani.
Milano si conferma al primo posto nella graduatoria nazionale per numero di delitti denunciati in rapporto alla popolazione residente. Alle sue spalle si collocano Firenze e Roma, mentre Oristano risulta la provincia con l’incidenza più contenuta.
La classifica, realizzata dal Sole 24 Ore, utilizza le statistiche della banca dati interforze del Dipartimento della Pubblica sicurezza e considera il numero di denunce ogni 100mila abitanti.
Questo criterio consente di confrontare territori con popolazioni differenti, ma richiede alcune precisazioni. Il dato relativo alle denunce non rappresenta necessariamente la totalità dei reati commessi e può essere influenzato anche dalla presenza di turisti, pendolari e persone non residenti.
Le grandi aree urbane, inoltre, concentrano attività economiche, infrastrutture e flussi di popolazione che incidono sulle caratteristiche della criminalità registrata.
Furti in forte diminuzione: quasi 62mila casi in meno
A contribuire maggiormente alla riduzione dei delitti è il calo dei furti, che nel 2025 si attestano a 992.660 episodi, quasi 62mila in meno rispetto all’anno precedente.
La diminuzione è del 5,9% e riporta il numero dei furti denunciati sotto la soglia del milione per la prima volta dal 2022.
Nonostante il miglioramento, questa categoria continua a rappresentare una parte consistente della criminalità nazionale, con un’incidenza del 42,1% sul totale dei delitti denunciati.
La flessione interessa diverse tipologie di furto. Le riduzioni più importanti riguardano:
- Furti su auto in sosta: -16,2%.
- Furti nelle abitazioni: -8,7%.
- Furti con destrezza: -6%.
Diminuiscono anche le rapine, in calo del 3,6%, con una contrazione particolarmente evidente per quelle commesse in strada, che registrano una riduzione del 7,7%.
I dati indicano quindi un arretramento di alcune delle forme di criminalità che incidono maggiormente sulla percezione della sicurezza quotidiana.
Truffe e frodi informatiche in crescita: quasi 300mila casi
In controtendenza rispetto alla diminuzione generale dei delitti si collocano le truffe e le frodi informatiche, che continuano a rappresentare una delle principali criticità.
Nel 2025 gli episodi denunciati hanno raggiunto quota 298.651, segnando un aumento del 4,4% rispetto al 2024.
Ancora più significativo è il confronto con il periodo precedente alla pandemia: rispetto al 2019, la crescita arriva al 40,8%.
L’espansione delle attività digitali e l’utilizzo sempre più diffuso dei servizi online costituiscono un contesto nel quale le frodi possono raggiungere un numero elevato di potenziali vittime.
Accanto ai reati informatici, aumentano anche altre categorie di illeciti. I danneggiamenti raggiungono quota 288.938, con un incremento del 3,9%, mentre le percosse crescono del 3,4% e le estorsioni dell’1,4%.
Allarme criminalità minorile: arresti e denunce aumentano del 34%
Uno degli elementi più preoccupanti emersi dall’analisi riguarda il coinvolgimento dei giovani in attività illecite.
Nel 2025 si registra infatti un aumento del 34% dei minorenni arrestati o denunciati, un incremento particolarmente marcato rispetto all’andamento complessivo della criminalità.
Il dato evidenzia una criticità che richiede attenzione sul piano sociale, educativo e della prevenzione.
È importante precisare che l’aumento delle segnalazioni a carico di minorenni non equivale automaticamente a una crescita della stessa entità dei reati effettivamente commessi dai giovani. Il numero di persone arrestate o denunciate può infatti risentire anche dell’intensità dei controlli e delle attività investigative.
Resta comunque un indicatore rilevante per comprendere l’evoluzione del fenomeno e individuare possibili interventi di prevenzione.
Omicidi volontari in calo dell’11,3%: minimo storico dal 1950
Tra i dati più significativi figura la diminuzione degli omicidi volontari, passati dai 326 del 2024 ai 289 del 2025, con una riduzione dell’11,3%.
Secondo l’analisi, si tratta del valore più basso della serie storica disponibile dal 1950, eguagliato soltanto nel 2020, durante il periodo della pandemia.
In diminuzione anche i tentati omicidi, che scendono a 993 casi, registrando una flessione del 13,1%.
Un ulteriore segnale riguarda le denunce per violenza sessuale, diminuite del 2,8% dopo un periodo caratterizzato da una progressiva emersione del fenomeno.
Quest’ultimo dato deve tuttavia essere interpretato con particolare cautela: la riduzione delle denunce non consente, da sola, di stabilire se sia diminuito anche il numero effettivo delle violenze, considerando la presenza di episodi che non vengono segnalati alle autorità.
Sicurezza in Italia, tra miglioramenti e nuove emergenze
Il bilancio della criminalità italiana nel 2025 restituisce un quadro articolato.
Da un lato, la diminuzione di furti, rapine e omicidi contribuisce al miglioramento delle statistiche complessive. Dall’altro, l’aumento delle frodi informatiche e dei minorenni coinvolti in procedimenti penali evidenzia la necessità di affrontare fenomeni differenti rispetto alle forme tradizionali di illegalità.
Le statistiche territoriali mostrano inoltre come la distribuzione dei reati rimanga disomogenea, con le grandi province metropolitane ai vertici della graduatoria delle denunce rapportate agli abitanti.
La riduzione complessiva dei delitti rappresenta un segnale positivo, ma non esaurisce le sfide legate alla sicurezza. I dati indicano infatti l’importanza di affiancare alle attività di contrasto della criminalità tradizionale una maggiore attenzione alla prevenzione delle frodi digitali e ai percorsi educativi rivolti ai giovani.
L’evoluzione registrata nei primi sei mesi del 2026 potrà offrire ulteriori elementi per valutare se la flessione dei reati denunciati sia destinata a consolidarsi nel tempo.
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