Roma, aggredito mentre era in monopattino: grave l’attore Davide Iacopini

L'attore 42enne è ricoverato in terapia intensiva al San Camillo dopo essere caduto dal monopattino a Monteverde. La Procura indaga per tentato omicidio e verifica possibili collegamenti con altri episodi nella stessa zona.

Davide Iacopini è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Camillo di Roma dopo un episodio avvenuto mentre percorreva in monopattino una strada del quartiere Monteverde. L’attore genovese, 42 anni, è in terapia intensiva e la prognosi resta riservata.

Quello che inizialmente poteva apparire come un incidente stradale è diventato oggetto di un’indagine per tentato omicidio. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo e gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nella serata di lunedì 5 ottobre.

Al centro degli accertamenti c’è una minicar che avrebbe affiancato Iacopini mentre viaggiava in monopattino. Secondo una delle prime ricostruzioni, uno degli occupanti lo avrebbe colpito facendolo cadere violentemente.

Si tratta, tuttavia, di una dinamica ancora da verificare attraverso testimonianze e immagini delle telecamere presenti nella zona.

Iacopini trovato a terra privo di conoscenza

L’episodio è avvenuto in via Anton Giulio Barrili, nel quartiere Monteverde.

Quando sono arrivati i soccorsi e gli agenti della Polizia Locale, Iacopini era a terra e incosciente. È stato quindi trasportato d’urgenza al San Camillo, dove è stato ricoverato in terapia intensiva.

Le sue condizioni sono considerate gravi e la prognosi resta riservata.

Secondo le informazioni emerse nelle ore successive, l’attore avrebbe riportato un grave trauma cranico nella caduta.

L’ipotesi del calcio dalla minicar

È proprio sulle cause della caduta che si concentra l’inchiesta.

Secondo una ricostruzione riportata da più fonti, una minicar con due persone a bordo avrebbe raggiunto Iacopini mentre si trovava sul monopattino e il passeggero gli avrebbe sferrato un calcio, provocandone la caduta.

Adnkronos riferisce inoltre che, secondo una testimonianza raccolta dagli investigatori, le persone a bordo della vettura sarebbero tornate indietro per recuperare una scarpa persa durante l’episodio. Gli occupanti potrebbero essere minorenni, circostanza che resta da accertare.

La prudenza resta necessaria: la ricostruzione definitiva non è ancora stata completata e le forze dell’ordine stanno lavorando sulle immagini delle telecamere e sulle testimonianze disponibili.

La Procura procede per tentato omicidio

La gravità dell’accaduto ha portato la Procura di Roma ad aprire un fascicolo per tentato omicidio.

Il procedimento è seguito dal pm Ambrogio Cassiani, mentre gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri e alla Polizia Locale.

L’obiettivo è innanzitutto identificare con certezza le persone che si trovavano sulla minicar e stabilire quale sia stata la sequenza degli eventi.

Ma c’è un secondo fronte investigativo: verificare se quanto accaduto a Iacopini possa essere collegato ad altri episodi avvenuti nello stesso quartiere nelle ore precedenti.

Una donna aggredita la sera prima

La sera di domenica 4 ottobre, circa ventiquattro ore prima del ferimento dell’attore, una donna sarebbe stata vittima di un episodio dalle caratteristiche simili.

La donna ha raccontato ai carabinieri di essere stata avvicinata da una minicar mentre stava tornando a casa e di essere stata colpita alla nuca dal passeggero della vettura.

Secondo la sua testimonianza, dopo l’aggressione l’auto avrebbe effettuato un’inversione di marcia, finendo per urtare un’altra persona che viaggiava su un monopattino.

Quest’ultimo sarebbe riuscito a rialzarsi autonomamente e a ripartire.

La donna è stata invece refertata al San Camillo con una prognosi di cinque giorni.

Gli investigatori cercano la stessa minicar

La somiglianza tra gli episodi ha spinto gli investigatori a verificare un possibile collegamento.

In entrambi i casi compare infatti una piccola vettura e gli episodi sono avvenuti nello stesso quadrante della Capitale a breve distanza temporale.

Al momento, però, non è stato accertato che si tratti della stessa automobile o delle stesse persone.

Proprio per questo le immagini delle telecamere presenti a Monteverde potrebbero assumere un ruolo decisivo: oltre a chiarire cosa sia successo a Iacopini, potrebbero permettere di ricostruire gli spostamenti della vettura e verificare eventuali coincidenze con gli altri episodi.

Chi è Davide Iacopini

Nato a Genova il 9 febbraio 1984, Davide Iacopini ha costruito la propria carriera tra teatro, cinema e televisione.

Si è formato alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, frequentata tra il 2004 e il 2007, e ha debuttato sul palcoscenico con I demoni di Dostoevskij.

Il grande schermo arriva nel 2012 con “Diaz – Don’t Clean Up This Blood”, diretto da Daniele Vicari e dedicato all’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001.

Successivamente Iacopini ha lavorato in produzioni cinematografiche di primo piano.

Ha recitato in “Mia madre” di Nanni Moretti e in “Suburra” di Stefano Sollima, costruendo parallelamente una presenza sempre più frequente sul piccolo schermo.

Da “Non uccidere” a “Studio Battaglia”

La televisione ha contribuito a rendere il volto dell’attore familiare al grande pubblico.

Nel corso della carriera Iacopini ha partecipato a produzioni come “Non uccidere”, “Squadra Antimafia”, “Che Dio ci aiuti”, “Leonardo”, “Masantonio” e “Studio Battaglia”.

Nel film televisivo “Fabrizio De André – Principe libero” ha inoltre interpretato Mauro De André, fratello del cantautore genovese.

Una carriera sviluppata quindi attraverso generi differenti, dal cinema d’autore alle fiction televisive, passando per il teatro.

Le telecamere possono chiarire la dinamica

L’attenzione resta ora concentrata soprattutto sulle condizioni dell’attore e sull’indagine.

Iacopini rimane ricoverato in terapia intensiva e in prognosi riservata, mentre Procura e investigatori cercano di ricostruire cosa sia accaduto realmente in via Barrili.

L’ipotesi investigativa è grave: il fascicolo è stato aperto per tentato omicidio. Ma sarà necessario stabilire attraverso gli accertamenti se l’attore sia stato intenzionalmente colpito, chi si trovasse sulla minicar e se gli occupanti possano essere coinvolti negli altri episodi segnalati a Monteverde.

Le immagini delle telecamere, insieme alle testimonianze raccolte, saranno quindi determinanti per dare un volto ai responsabili e chiarire una sequenza che, allo stato attuale, conserva ancora diversi punti da definire.

Redazione

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