Carburanti, prezzi in calo: il tetto si estende a metà dei distributori

Oltre 10mila stazioni applicano limiti ai listini seguendo la strada aperta da Eni. Benzina e diesel arretrano, mentre il ribasso delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati attenua i costi per le compagnie.

Il sistema del tetto ai prezzi dei carburanti si allarga rapidamente in Italia. Circa la metà delle 22mila stazioni di servizio presenti sul territorio nazionale applica ormai un limite ai listini, seguendo un meccanismo analogo a quello introdotto da Eni all’inizio della scorsa settimana.

Secondo i dati riportati da Staffetta Quotidiana, le stazioni interessate sono complessivamente 10.601 per la benzina e 10.712 per il gasolio. Una diffusione che coinvolge le principali compagnie petrolifere e una parte significativa degli operatori indipendenti.

Per quanto riguarda la benzina, il tetto interessa 3.796 impianti Eni sui 3.847 complessivi, 2.297 stazioni Q8 su circa 2.900 e 1.481 distributori IP sui 4.575 della rete. A questi si aggiungono 901 punti vendita Tamoil su circa 1.600, 453 Esso su circa 2.200 e 1.673 pompe bianche.

Benzina e diesel, quanto costa fare rifornimento

La discesa dei prezzi prosegue anche lunedì 5 ottobre. Nella mattinata, sulla rete stradale nazionale, la benzina in modalità self service registra un prezzo medio di 2,048 euro al litro, 15 millesimi in meno rispetto a venerdì.

Il gasolio scende invece a 2,242 euro al litro, con una riduzione di 18 millesimi. Dinamica opposta per gli altri carburanti: il Gpl sale di 8 millesimi raggiungendo 0,759 euro al litro, mentre il metano aumenta di 5 millesimi e arriva a 1,903 euro al chilogrammo.

Il confronto con il 27 settembre, giorno precedente all’introduzione del tetto da parte di Eni, evidenzia un arretramento decisamente più consistente. La benzina ha perso mediamente 11,1 centesimi al litro, mentre il diesel è sceso di 13,5 centesimi.

Il calo alla pompa non dipende tuttavia esclusivamente dalle iniziative delle compagnie. Nello stesso intervallo di tempo, infatti, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sono diminuite di circa 6 centesimi al litro per la benzina e 12 per il gasolio. Una dinamica che ha ridotto sensibilmente l’impatto economico del tetto sui conti degli operatori.

In autostrada ribassi ancora più marcati

La flessione interessa anche la rete autostradale. In modalità self service, la benzina presenta un prezzo medio di 2,062 euro al litro, con una diminuzione di 23 millesimi, mentre il diesel scende di 27 millesimi attestandosi a 2,266 euro.

Il Gpl raggiunge invece 0,887 euro al litro, con un incremento di un millesimo, mentre il metano sale della stessa misura arrivando a 1,828 euro al chilogrammo.

Considerando il calo accumulato da domenica, la benzina in autostrada è diminuita complessivamente di 15,2 centesimi al litro e il gasolio di 13,5 centesimi.

I prezzi tra compagnie e pompe bianche

I dati rilevati alle 8 di domenica consentono di osservare più nel dettaglio le differenze tra modalità di rifornimento e tipologia di distributore.

Nel self service, la benzina presenta una media nazionale di 2,040 euro al litro, due millesimi in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli impianti delle compagnie registrano una media di 2,012 euro, anch’essa in diminuzione di due millesimi, mentre le pompe bianche scendono di quattro millesimi a 2,109 euro.

Analogo l’andamento del diesel. Il prezzo medio nazionale in modalità self raggiunge 2,235 euro al litro, in calo di quattro millesimi. La media delle compagnie è pari a 2,213 euro, mentre negli impianti indipendenti si attesta a 2,280 euro.

Sul servito, la benzina scende a una media di 2,179 euro al litro. Il valore sale a 2,191 euro presso le compagnie, mentre le pompe bianche si attestano a 2,147 euro. Tutte e tre le rilevazioni segnano una diminuzione di tre millesimi.

Per il gasolio servito, invece, la media nazionale scende di quattro millesimi a 2,373 euro al litro. I distributori delle compagnie raggiungono 2,391 euro, mentre le pompe bianche si fermano a 2,324 euro.

Da Eni a Q8, i listini delle principali compagnie

L’analisi dei singoli marchi evidenzia differenze significative. Eni mantiene invariati i prezzi self, con la benzina a 1,991 euro al litro e il diesel a 2,191 euro.

IP porta la benzina a 2,031 euro al litro, con un ribasso di tre millesimi, e il gasolio a 2,233 euro, in diminuzione di due millesimi.

Tra le compagnie considerate, Esso registra il calo giornaliero più consistente sul diesel: la benzina scende di quattro millesimi a 2,066 euro al litro, mentre il gasolio perde 14 millesimi, portandosi a 2,265 euro.

Q8 raggiunge invece 1,996 euro al litro per la benzina e 2,196 euro per il diesel, rispettivamente tre e due millesimi in meno. Tamoil porta i propri prezzi a 2,026 euro per la benzina, con una diminuzione di quattro millesimi, e a 2,227 euro per il gasolio, in calo di un millesimo.

Gpl e metano restano sostanzialmente stabili

Movimenti decisamente più contenuti interessano Gpl e metano. Il prezzo medio del Gpl self sale di due millesimi a 0,755 euro al litro. L’aumento è della stessa entità presso le compagnie e si limita a un millesimo nelle pompe bianche. Sul servito la media raggiunge 0,754 euro, con un incremento di un millesimo.

Il metano self rimane invece fermo a 1,840 euro al chilogrammo, mentre in modalità servita registra un incremento di un millesimo, raggiungendo 1,907 euro.

Stabile anche il Gnl self, che resta a 1,859 euro al chilogrammo. Sul servito il prezzo raggiunge invece 1,860 euro, con un aumento di 15 millesimi. Quest’ultimo dato va però interpretato considerando la dimensione limitata del campione, composto da 163 punti vendita sull’intero territorio nazionale.

La fotografia complessiva mostra dunque un mercato in rapido assestamento: mentre il tetto ai listini si estende a una quota sempre più ampia della rete italiana, la contemporanea diminuzione delle quotazioni internazionali sta contribuendo in maniera rilevante alla discesa dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa.

Redazione

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