Caso Garlasco, chiuse le indagini su Sempio: nuovi elementi dalla Procura

L’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi entra in una nuova fase: contestate impronta, traccia della scarpa e ulteriori approfondimenti medico-legali.

Garlasco, la Procura chiude nuovamente le indagini su Andrea Sempio

La Procura di Pavia ha notificato alla difesa di Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Sempio è indagato per omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.

Il provvedimento, un nuovo 415 bis, arriva dopo ulteriori approfondimenti investigativi svolti dai magistrati pavesi e riapre una fase delicata della vicenda giudiziaria, che vede già una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, condannato a 16 anni di carcere.

L’impronta sul muro e la traccia della scarpa al centro degli accertamenti

Tra gli elementi analizzati dalla Procura figura nuovamente la cosiddetta impronta 33, individuata sul muro della scala dove fu trovato il corpo di Chiara Poggi.

Secondo gli ultimi accertamenti dei consulenti, la traccia sarebbe attribuibile ad Andrea Sempio, confermando quanto già sostenuto nelle precedenti valutazioni. Gli approfondimenti aggiungono inoltre che non sarebbe possibile escludere che la persona che lasciò l’impronta avesse le mani sporche di sangue.

Le nuove consulenze hanno riguardato anche la compatibilità tra la traccia della scarpa rinvenuta sulla scena del delitto e il piede dell’indagato. Gli esperti hanno rilevato che gli accertamenti sulle calzature non permetterebbero di sostenere un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Sempio e la traccia attribuita all’autore dell’omicidio.

La scarpa analizzata, un modello Frau numero 42, risulterebbe compatibile con le misure del piede dell’indagato.

Le analisi sulla bicicletta e il Dna sui pedali

Nel fascicolo della Procura è confluita anche una consulenza presentata dalla difesa di Alberto Stasi relativa alle analisi genetiche effettuate nel 2007 sulla bicicletta.

Secondo quanto riportato dai legali di Stasi, due contro-analisi eseguite il 20 settembre 2007 sul campione che aveva evidenziato la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali sarebbero risultate “totalmente negative”.

La difesa dell’ex fidanzato della vittima sostiene che tali risultati avrebbero potuto incidere sull’esito del procedimento già all’epoca. La Procura, tuttavia, precisa che di queste verifiche non sarebbe stata trovata traccia negli atti del processo celebrato nei confronti di Stasi.

La ricostruzione medico-legale: possibile sopravvivenza dopo l’aggressione

Gli ulteriori approfondimenti medico-legali affidati ai consulenti della Procura, tra cui Cristina Cattaneo e l’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone, hanno analizzato la dinamica delle lesioni subite da Chiara Poggi.

Secondo le conclusioni riportate dagli inquirenti, il decesso non sarebbe stato necessariamente immediatamente successivo alle ferite riportate.

Le analisi indicano una possibile dinamica caratterizzata da una fase di aggressione prolungata, durante la quale la vittima avrebbe potuto compiere movimenti difensivi.

Gli esperti hanno evidenziato che una parte delle lesioni alla testa e al volto potrebbe essere collegata a una colluttazione o comunque a un’azione violenta protratta nel tempo.

Per quanto riguarda l’intervallo tra le ferite e la morte, le valutazioni indicano un periodo minimo stimato tra 15 e 30 minuti, senza escludere una sopravvivenza complessiva più lunga, fino a circa un’ora.

La Procura: nessuna richiesta di revisione per Stasi

Nel comunicare la chiusura delle indagini, la Procura di Pavia ha precisato che non è mai stata avanzata una richiesta alla Procura generale di Milano per una revisione della sentenza definitiva di condanna nei confronti di Alberto Stasi.

I magistrati hanno spiegato che la Procura generale è stata informata degli aspetti ritenuti rilevanti della nuova attività investigativa.

La difesa di Stasi, intanto, ha già annunciato l’intenzione di valutare iniziative sul fronte della revisione del processo.

La consulenza psichiatrica su Sempio resta sospesa

Un altro aspetto dell’inchiesta riguarda la valutazione della capacità di intendere e di volere di Andrea Sempio al momento dell’omicidio.

Il consulente psichiatrico incaricato dalla Procura, il professor Roberto Catanesi, ha spiegato che gli elementi raccolti dagli investigatori presentano aspetti di interesse, ma che per una valutazione completa sarebbe necessario un esame clinico diretto della persona.

Poiché Sempio avrebbe rifiutato di sottoporsi alla visita, il consulente ha dichiarato di non avere elementi sufficienti per fornire una risposta definitiva ai quesiti posti dalla Procura.

Gli accertamenti sulla capacità dell’indagato risultano quindi sospesi.

Cosa accade dopo la chiusura delle indagini

La conclusione delle indagini consente ora alla difesa di Andrea Sempio di prendere visione dell’intero materiale raccolto dalla Procura. I legali potranno presentare memorie, depositare documentazione e chiedere eventuali ulteriori approfondimenti.

La chiusura del fascicolo investigativo non equivale automaticamente a una richiesta di rinvio a giudizio. I magistrati dovranno prima valutare le osservazioni delle parti e successivamente decidere se procedere con una richiesta di processo.

Nel frattempo, gli investigatori hanno ascoltato anche figure già coinvolte nelle precedenti fasi investigative, tra cui l’ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano, sentito nei giorni scorsi sugli aspetti scientifici delle indagini del 2007.

La famiglia Poggi: “Nessun elemento nuovo su Stasi”

I legali della famiglia di Chiara Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, hanno commentato la chiusura delle indagini sostenendo che gli elementi richiamati dalla Procura non rappresenterebbero novità sostanziali rispetto alle prove già valutate nel processo a carico di Alberto Stasi.

Gli avvocati hanno dichiarato: “Per il resto, i dati apparentemente evocati in relazione alle prove che furono acquisite in contraddittorio nei confronti di Alberto Stasi non fanno che riproporre dei temi di prova già noti ed ampiamente approfonditi nel relativo processo, sia sotto il profilo genetico che sotto quello medico-legale”.

Secondo i difensori della famiglia Poggi, il prossimo passaggio potrebbe essere quello davanti alla Corte d’Appello nell’ambito dell’eventuale richiesta di revisione, ritenendo che tale sede potrà valutare la presenza o meno di elementi realmente nuovi.

La vicenda giudiziaria di Garlasco entra così in una nuova fase, con l’esito delle prossime decisioni della Procura destinato a incidere sui possibili sviluppi futuri del procedimento.

Redazione

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