Il rialzo del prezzo del petrolio continua a riflettersi sui carburanti italiani. Con il Brent oltre quota 100 dollari al barile, le quotazioni di benzina e gasolio registrano nuovi aumenti, portandosi sui livelli più elevati degli ultimi anni.
La benzina ha raggiunto il valore più alto dal 22 marzo 2022, mentre il gasolio si trova a pochi millesimi dal massimo registrato nel 2026, raggiunto lo scorso 27 luglio.
L’effetto sui consumatori è aggravato dal venir meno del taglio delle accise, che avrebbe evitato un ulteriore incremento dei prezzi alla pompa. Secondo le stime, senza la riduzione fiscale il prezzo della benzina avrebbe raggiunto circa 2,354 euro al litro, oltre dodici centesimi sopra il precedente record storico del marzo 2022.
I prezzi medi dei carburanti continuano a salire
Secondo le rilevazioni aggiornate sulla rete nazionale, il prezzo medio in modalità self service sulle strade italiane si attesta su:
- benzina: 2,077 euro al litro, in aumento di 10 millesimi rispetto al giorno precedente;
- gasolio: 2,184 euro al litro, con un incremento di 8 millesimi;
- Gpl: 0,747 euro al litro, stabile;
- metano: 1,784 euro al chilogrammo, in crescita di 15 millesimi.
Anche sulla rete autostradale si registrano valori più elevati. Il prezzo medio self raggiunge:
- benzina: 2,163 euro al litro;
- gasolio: 2,258 euro al litro;
- Gpl: 0,883 euro al litro;
- metano: 1,753 euro al chilogrammo.
Le variazioni registrate indicano un nuovo aumento dei listini consigliati dalle compagnie. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha incrementato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel, mentre per IP si registra un aumento analogo sulla benzina.
L’Unc denuncia: “Pieni sempre più costosi”
L’aumento dei carburanti preoccupa le associazioni dei consumatori. Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha evidenziato l’impatto immediato dei rincari sui cittadini, soprattutto per chi utilizza frequentemente l’auto.
Dona ha dichiarato: “Prezzi impazziti. Se ieri, in un solo giorno, un pieno da 50 litri di gasolio era rincarato di 40 cent, oggi in autostrada costa 50 cent più di ieri. Va ancora peggio per la benzina: in appena 24 ore un rifornimento si paga 55 cent in più, contro i 45 cent di ieri”.
Secondo l’associazione, in soli due giorni il costo di un pieno avrebbe registrato aumenti significativi: circa 90 centesimi in più per il gasolio e circa un euro per la benzina sulla rete autostradale.
Per la rete ordinaria, considerando anche le rilevazioni delle province autonome di Bolzano e Trento, l’incremento complessivo indicato dall’Unc sarebbe vicino a un euro per la benzina e a quasi 80 centesimi per il diesel.
La richiesta al Governo: aumentare lo sconto sulle accise
Di fronte alla nuova crescita dei prezzi, l’Unione Nazionale Consumatori chiede un intervento più deciso sulla fiscalità dei carburanti.
Secondo Dona, la proroga dello sconto sul gasolio rappresenta un passo nella direzione corretta, ma sarebbe insufficiente rispetto alla portata degli aumenti registrati.
L’associazione propone un incremento della riduzione fiscale, portando lo sconto da circa 14 a 30 centesimi per il gasolio e a 15 centesimi per la benzina.
Il fattore geopolitico pesa sui mercati energetici
Alla base della nuova fase rialzista c’è soprattutto l’andamento internazionale del petrolio, influenzato dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sullo scenario in Medio Oriente.
Secondo i consumatori, se la situazione dovesse peggiorare e il prezzo del greggio continuasse a crescere ai ritmi attuali, il gasolio potrebbe avvicinarsi rapidamente alla soglia dei 2,30 euro al litro in autostrada.
Il mercato energetico resta quindi sotto pressione, con possibili ripercussioni non soltanto sui costi di rifornimento degli automobilisti, ma anche sul prezzo finale di beni e servizi, considerando il ruolo dei carburanti nel trasporto delle merci.
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