Italia e Spagna prolungano la sospensione temporanea degli accordi di Schengen introducendo nuovi controlli alle frontiere interne. Roma ha deciso di estendere per altri 15 giorni le verifiche sui viaggiatori provenienti dalla Spagna, mentre Madrid ha annunciato una misura speculare per chi arriva dall’Italia.
La decisione italiana è stata comunicata dal Viminale all’Unione europea e arriva dopo la valutazione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, che ha ritenuto ancora presenti le condizioni che avevano portato alla reintroduzione dei controlli lo scorso 1° agosto.
Il governo italiano ha comunque sottolineato che la proroga tiene conto delle iniziative avviate dalla Spagna insieme alle istituzioni europee per favorire un progressivo ritorno alla normalità.
Roma conferma la proroga, Piantedosi: “Misura necessaria”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che l’estensione dei controlli si è resa necessaria sulla base delle valutazioni degli esperti sulla sicurezza delle frontiere.
Secondo il titolare del Viminale, la scelta di limitare il provvedimento a 15 giorni rappresenta un equilibrio tra la necessità di mantenere alta l’attenzione e l’obiettivo di superare rapidamente la situazione che ha portato alla sospensione temporanea della libera circolazione.
Piantedosi ha inoltre evidenziato la disponibilità dell’Italia a collaborare con la Spagna e con l’Unione europea per arrivare a una soluzione condivisa.
Il ministro ha auspicato che questa possa essere l’ultima proroga, perché la fine dei controlli rappresenterebbe un segnale di stabilizzazione del quadro generale.
Madrid risponde con controlli sui viaggiatori italiani
La Spagna ha reagito alla decisione italiana annunciando a sua volta un’estensione di 15 giorni dei controlli per i passeggeri che arrivano dall’Italia attraverso collegamenti aerei o marittimi.
Il ministero dell’Interno spagnolo ha ricordato che le verifiche erano state introdotte l’8 agosto e inizialmente previste per un mese.
Durante la prima fase dei controlli, le autorità spagnole hanno identificato migliaia di viaggiatori provenienti dall’Italia. Secondo i dati diffusi dal governo di Madrid, tra l’8 e il 22 agosto sono state controllate 7.696 persone, attraverso 696 voli, con l’impiego di oltre mille operatori delle forze dell’ordine.
La questione migratoria al centro della tensione europea
La sospensione temporanea di Schengen si inserisce in un contesto più ampio legato alla gestione dei flussi migratori e alla sicurezza delle frontiere europee.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha richiamato la necessità di una maggiore solidarietà tra gli Stati membri dell’Unione europea, facendo riferimento alle difficoltà affrontate dalla Spagna in particolare nell’enclave di Ceuta e nelle Isole Canarie.
In un’intervista, Sánchez ha sostenuto che il sostegno europeo debba riguardare tutte le aree maggiormente coinvolte dai fenomeni migratori, citando anche Lampedusa come esempio di frontiera sottoposta a forti pressioni.
Secondo il presidente del governo spagnolo, Madrid ha bisogno della collaborazione dei Paesi dell’Europa centrale e settentrionale per affrontare una situazione che considera una responsabilità comune dell’intera Unione.
Ceuta, migliaia di migranti ancora presenti nell’enclave spagnola
Sánchez ha riferito che nella città autonoma di Ceuta restano circa 5.000 migranti, tra cui 1.200 minori. Il governo spagnolo ha annunciato di essere al lavoro per aumentare la capacità di accoglienza e gestire la situazione.
Il premier ha inoltre spiegato che, secondo le informazioni disponibili, non sono emersi collegamenti tra le autorità marocchine e la crisi migratoria registrata nell’enclave.
Sánchez ha definito positiva la cooperazione con il Marocco e ha aggiunto che le cause dell’emergenza sono ancora oggetto di approfondimento.
Bruxelles chiamata a trovare una soluzione comune
La proroga dei controlli alle frontiere interne rappresenta una nuova sfida per il sistema Schengen, nato per garantire la libera circolazione delle persone all’interno dell’area europea.
Italia e Spagna hanno ribadito la volontà di collaborare con l’Unione europea per superare la fase temporanea dei controlli, ma la questione migratoria continua a mettere sotto pressione il coordinamento tra gli Stati membri.
Il ritorno alla piena applicazione di Schengen resta quindi legato all’evoluzione della situazione e alla capacità europea di individuare strumenti comuni per la gestione delle frontiere.
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