Mps punta su Banco Bpm e Banca Generali con un piano da 34 miliardi

Il Monte dei Paschi di Siena propone due offerte pubbliche di scambio in azioni per creare un nuovo polo bancario italiano con forti sinergie e maggiore competitività europea.

Monte dei Paschi di Siena accelera sul progetto di consolidamento del settore bancario italiano con due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, rivolte agli azionisti di Banco Bpm e Banca Generali. L’operazione complessiva ha un valore stimato di circa 34 miliardi di euro e prevede esclusivamente lo scambio di azioni.

Nel dettaglio, l’offerta su Banco Bpm raggiunge un controvalore di circa 25,3 miliardi di euro, con un rapporto di concambio pari a 1,567 azioni Mps per ogni titolo Banco Bpm. Per Banca Generali, invece, il valore dell’operazione si attesta intorno agli 8,72 miliardi di euro, con un’offerta di 6,958 azioni Mps per ciascuna azione della società coinvolta.

L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, ha presentato il progetto agli analisti spiegando che le due operazioni, pur essendo formalmente distinte, rappresentano un unico disegno industriale. Secondo il manager, l’obiettivo è realizzare una crescita basata sull’integrazione delle attività e non sulla frammentazione degli asset.

Nasce un possibile gruppo da 80 miliardi di capitalizzazione

Secondo le stime illustrate da Mps, l’aggregazione con Banco Bpm e Banca Generali potrebbe portare alla nascita di un gruppo con una capitalizzazione di mercato vicina agli 80 miliardi di euro. La nuova realtà si posizionerebbe tra le prime dieci banche europee e diventerebbe il secondo operatore italiano per crediti alla clientela e numero di sportelli.

Lovaglio ha sottolineato che il progetto punta alla creazione di un istituto in grado di rafforzare la concorrenza nel comparto bancario nazionale e sostenere il finanziamento dell’economia reale. Parallelamente, l’integrazione di Mediobanca prosegue secondo il programma previsto.

Mps evidenzia inoltre che le operazioni consentirebbero un incremento significativo della redditività, con benefici attesi sia per gli azionisti sia per gli altri stakeholder del gruppo.

Sinergie previste per 2,6 miliardi di euro

Il piano industriale elaborato dal consiglio di amministrazione di Mps prevede sinergie annue per circa 2,6 miliardi di euro a regime. Di questa cifra, circa 800 milioni sarebbero collegati al processo di integrazione di Mediobanca.

L’istituto senese descrive l’iniziativa come un progetto strategico destinato a costruire un nuovo protagonista del mercato finanziario italiano, con competenze complementari nei settori del banking, dell’advisory e della gestione del patrimonio.

Il gruppo risultante avrebbe oltre 810 miliardi di euro di attività finanziarie complessive, con l’ambizione di rafforzare il sistema bancario nazionale, sostenere il credito alle imprese e valorizzare il risparmio di lungo periodo.

Maxi distribuzione agli azionisti Mps da 4 miliardi

Tra gli elementi centrali del progetto figura anche una distribuzione straordinaria agli azionisti Mps pari a circa 4 miliardi di euro lordi. La remunerazione prevista corrisponde a 1,208 euro lordi per azione Mps.

La maxi cedola sarebbe composta da una quota in contanti di circa 1 miliardo di euro e da una componente in azioni di Assicurazioni Generali per un valore stimato vicino ai 3 miliardi di euro. I titoli deriverebbero dalla partecipazione detenuta da Mps attraverso Mediobanca.

Oltre alla distribuzione straordinaria, il gruppo prevede ulteriori remunerazioni agli azionisti per oltre 15 miliardi di euro nel periodo 2026-2030, sulla base di un pay-out ratio ipotizzato al 100%.

Miglioramento della redditività e degli indicatori finanziari

Mps stima che il gruppo combinato potrebbe raggiungere un cost-income ratio intorno al 36% nel 2025 su base pro forma, rispetto al 46% registrato dalla banca senese in autonomia. Il ritorno sul patrimonio netto tangibile medio dovrebbe invece crescere da circa il 13% previsto nel 2025 a oltre il 19% nel 2029.

Le offerte sono attese generare anche una crescita dell’utile per azione del gruppo combinato: l’incremento stimato dell’EPS nel 2028 è pari a circa l’11%, grazie al pieno raggiungimento delle sinergie previste.

Sul fronte patrimoniale, il CET1 ratio pro forma dovrebbe mantenersi sopra il 13% tra il 2026 e il 2030, con la possibilità di superare il 15% nel 2028 nel caso venga riconosciuto il trattamento regolamentare del Danish Compromise.

Assemblea straordinaria il 29 ottobre: operazioni al via nel 2027

Per procedere con le due offerte, Mps ha convocato l’assemblea degli azionisti per il 29 ottobre. La banca prevede la conclusione delle operazioni entro la metà di febbraio 2027, subordinatamente al rilascio delle autorizzazioni necessarie e al raggiungimento della soglia minima di adesione fissata al 50% del capitale più un’azione.

Il progetto viene presentato da Mps come un’opportunità di crescita per tutti gli istituti coinvolti, in linea con le strategie già delineate da Banco Bpm e rafforzata dall’operazione parallela su Banca Generali.

L’obiettivo dichiarato è preservare il valore del marchio storico di Mps, consolidare il percorso di sviluppo avviato negli ultimi anni e creare un gruppo finanziario italiano più solido e competitivo.

Redazione

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