Etna in eruzione, aeroporto di Catania limita gli arrivi: voli ridotti

La nuova fase esplosiva del vulcano ha provocato emissioni di cenere e il prolungamento delle restrizioni nello spazio aereo. Operatività ridotta fino al 18 agosto.

L’attività eruttiva dell’Etna torna a condizionare il traffico aereo siciliano. La società di gestione dell’aeroporto di Catania, SAC, ha comunicato la proroga della chiusura di una parte degli spazi aerei dello scalo a causa della presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera.

La limitazione riguarda il settore B1, con una riduzione degli arrivi: potranno essere gestiti fino a 10 voli in ingresso ogni ora fino alle 12 di martedì 18 agosto. Non sono invece previste restrizioni per gli aeromobili in partenza.

La SAC ha invitato i passeggeri a verificare preventivamente lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di raggiungere lo scalo, così da evitare disagi legati a eventuali modifiche operative.

L’Etna torna in fase eruttiva intensa

La decisione dell’aeroporto arriva dopo una nuova accelerazione dell’attività del vulcano siciliano. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), attraverso l’Osservatorio Etneo di Catania, ha diffuso un nuovo avviso VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), segnalando un incremento dell’attività esplosiva e un innalzamento del livello di attenzione per la sicurezza del traffico aereo.

Secondo il monitoraggio degli esperti, il vulcano ha mostrato una nuova fase intensa a partire dal 16 agosto, con un aumento dei fenomeni nei crateri sommitali.

Le osservazioni hanno evidenziato emissioni di cenere vulcanica e una nube sospinta verso il quadrante sud-est rispetto alla sommità dell’Etna. La dispersione delle particelle è stata costantemente controllata attraverso i sistemi di sorveglianza termica e visiva installati nell’area vulcanica.

Ripresa dell’attività stromboliana e aumento del tremore

Le rilevazioni dell’INGV hanno registrato anche la ripresa dell’attività stromboliana presso il cratere Voragine, accompagnata da una maggiore emissione di cenere dal cratere di Nord-Est.

Parallelamente è proseguito il fenomeno effusivo alimentato dalle bocche vulcaniche situate a circa 2.750 e 1.990 metri di quota. Il fronte lavico più avanzato ha raggiunto un’altitudine di circa 1.395 metri, nell’area compresa tra Rocca delle Palombe e Rocca Musarra.

Sul fronte sismico, i tecnici hanno rilevato una significativa crescita del tremore vulcanico, con valori aumentati rapidamente e sorgenti individuate tra i 2.800 e i 3.000 metri di quota, nella zona compresa tra il cratere Voragine e il cratere di Nord-Est.

Allerta per il traffico aereo e monitoraggio costante

L’emissione del nuovo bollettino VONA ha determinato un aumento del livello di attenzione per l’aviazione civile, con l’Etna nuovamente sotto osservazione per la possibile presenza di cenere nelle rotte utilizzate dagli aerei.

Gli esperti continuano a monitorare l’evoluzione dell’attività vulcanica per valutare eventuali ulteriori cambiamenti nelle prossime ore. Le autorità aeroportuali raccomandano ai viaggiatori di mantenersi aggiornati attraverso i canali ufficiali e le comunicazioni delle compagnie aeree.

Redazione

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