Italia sospende Schengen con la Spagna: tornano i controlli alle frontiere

Dopo la crisi migratoria di Ceuta Roma introduce verifiche temporanee nei porti e negli aeroporti per i cittadini extra Ue provenienti dalla Spagna.

L’Italia reintroduce temporaneamente i controlli alle frontiere marittime e aeree con la Spagna sospendendo il regime di libera circolazione previsto dagli accordi di Schengen. La decisione arriva dopo la grave crisi migratoria che ha interessato Ceuta, enclave spagnola situata sulla costa nordafricana, dove migliaia di migranti hanno tentato di entrare dal Marocco.

Il provvedimento, in vigore dal 1° agosto, avrà inizialmente una durata di un mese, con la possibilità di una proroga qualora le condizioni di sicurezza lo rendessero necessario. L’obiettivo dichiarato dal governo italiano è effettuare controlli mirati sugli ingressi irregolari e prevenire eventuali ripercussioni sul territorio nazionale.

Cosa cambia per chi viaggia tra Italia e Spagna

La sospensione riguarda esclusivamente i collegamenti in ingresso dalla Spagna per i cittadini di Paesi terzi, cioè non appartenenti all’Unione europea. Nei porti e negli aeroporti italiani saranno quindi effettuate verifiche sulla regolarità dei documenti e delle condizioni di ingresso.

Per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Stati europei non sono previste modifiche sostanziali: chi viaggia tra Italia e Spagna potrà continuare a spostarsi senza nuove procedure burocratiche.

Resta comunque obbligatorio avere con sé un documento valido per l’espatrio, come carta d’identità valida per l’estero o passaporto. In caso di smarrimento o furto del documento, le rappresentanze diplomatiche italiane possono rilasciare un documento provvisorio di viaggio valido per il rientro.

La decisione dopo la crisi di Ceuta

La scelta italiana arriva dopo gli eventi che hanno coinvolto Ceuta, dove circa 50mila migranti provenienti dal Marocco hanno fatto ingresso nel territorio spagnolo. Secondo Madrid, la quasi totalità delle persone coinvolte è stata successivamente riportata in Marocco, consentendo il superamento della fase più critica dell’emergenza.

Il governo italiano ha però deciso di adottare una misura preventiva, analogamente a quanto valutato anche da altri Paesi europei, per rafforzare il controllo degli ingressi.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che il ripristino temporaneo dei controlli è una misura straordinaria finalizzata alla tutela della sicurezza nazionale e alla prevenzione dei rischi legati all’immigrazione irregolare.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che il provvedimento non rappresenta una limitazione alla libera circolazione dei cittadini europei, ma riguarda esclusivamente controlli selettivi nei confronti di cittadini extra Ue.

Secondo Piantedosi, si tratta di una misura prevista dalle regole europee in determinate situazioni e adottata con carattere cautelativo. Il ministro ha inoltre sottolineato che non esiste alcuna tensione diplomatica con il governo spagnolo e che l’Italia resta disponibile a collaborare con Madrid e con le istituzioni europee.

La posizione della Spagna

Da Madrid sono arrivate rassicurazioni sulla gestione della crisi. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha richiamato l’importanza della cooperazione europea e ha invitato gli Stati membri a evitare divisioni nella gestione dei fenomeni migratori.

Il governo spagnolo ha evidenziato che la situazione a Ceuta è sotto controllo e che i movimenti verso il resto dello spazio Schengen sono impediti dai controlli previsti alle frontiere dell’enclave.

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha ribadito che la quasi totalità delle persone entrate a Ceuta è già rientrata in Marocco e che l’integrità dell’area Schengen è garantita.

Francia e Portogallo rafforzano i controlli

Anche altri Paesi europei hanno deciso di aumentare l’attenzione lungo i confini con la Spagna.

La Francia non ha sospeso Schengen, ma ha annunciato un rafforzamento dei controlli alla frontiera attraverso maggiori risorse operative, comprese unità mobili, mezzi aerei e droni.

Una linea simile è stata adottata dal Portogallo, che ha escluso la sospensione degli accordi di libera circolazione ma ha disposto un incremento della presenza delle forze dell’ordine nelle aree più vicine al confine spagnolo.

La posizione dell’Unione europea

La Commissione europea ha ricordato che Ceuta e Melilla presentano una situazione particolare all’interno dello spazio Schengen, essendo gli unici territori dell’Unione europea situati sulla costa nordafricana.

Secondo Bruxelles, i controlli già previsti impediscono spostamenti irregolari verso la Spagna continentale o altri Stati membri. L’Unione europea ha inoltre spiegato che i singoli Paesi possono reintrodurre temporaneamente controlli alle frontiere interne quando ritengono necessario adottare misure eccezionali per motivi di sicurezza.

La sospensione totale della Spagna dall’area Schengen non è invece considerata uno scenario praticabile. Le decisioni nazionali, come quella adottata dall’Italia, devono essere temporanee, motivate e comunicate alla Commissione europea.

Redazione

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