Campi Flegrei, continua lo sciame sismico: nuove scosse a Napoli

Dopo il terremoto di magnitudo 4.7 registrato venerdì sera, proseguono le verifiche sui danni e l’assistenza alla popolazione nell’area flegrea.

Non si arresta l’attività sismica ai Campi Flegrei, nell’area occidentale di Napoli. Dopo la forte scossa di magnitudo 4.7 registrata nella serata di venerdì 31 luglio, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha rilevato una nuova sequenza di terremoti anche nella giornata di sabato 1 agosto.

Dopo una pausa durata più di tre ore, sono state registrate altre cinque scosse. La più significativa si è verificata alle 5.47 con magnitudo 3.1, un’intensità inferiore rispetto all’evento principale della sera precedente, che ha rappresentato la scossa più forte degli ultimi quarant’anni nell’area.

Paura e danni dopo il sisma di magnitudo 4.7

La scossa delle 19.46 di venerdì ha provocato momenti di forte apprensione tra i residenti dei comuni flegrei. A Pozzuoli sono stati segnalati crolli, lesioni agli edifici e diversi feriti, due dei quali in condizioni gravi.

Il terremoto è stato avvertito anche a Napoli, dove si sono registrate interruzioni temporanee dei collegamenti ferroviari e problemi alla fornitura elettrica in alcune zone.

La sequenza sismica è proseguita nella notte: tra le 19.46 di venerdì e le 2.07 di sabato, l’Ingv ha rilevato undici eventi con magnitudo superiore a 2.0. Tra questi anche una scossa di magnitudo 3.8 registrata alle 22, seguita da altri eventi di intensità compresa tra 2.7 e 3.1 prima della mezzanotte.

Residenti in strada e prime evacuazioni

Per molti abitanti di Pozzuoli quella appena trascorsa è stata una notte difficile. Numerose persone hanno preferito lasciare temporaneamente le proprie abitazioni per trascorrere le ore successive al terremoto all’aperto, nelle automobili o presso parenti e amici.

Crepe sui muri, oggetti caduti e danni agli interni delle abitazioni hanno aumentato la preoccupazione in una zona che da circa tre anni vive una fase intensa di bradisismo, con un progressivo aumento dell’attività vulcanica e sismica.

Il Comune di Napoli e quello di Pozzuoli hanno predisposto strutture di accoglienza per chi ha scelto di non rientrare nelle proprie case. Sono stati attivati un punto di assistenza in via Terracina e il Palatrincone di Pozzuoli.

Proseguono intanto le verifiche tecniche sugli edifici da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici incaricati. In via precauzionale sono stati disposti alcuni allontanamenti dalle abitazioni: complessivamente sarebbero 22 i nuclei familiari evacuati, 18 in via Sannino e 4 in via San Vitagliano.

Tra gli interventi effettuati anche quello in via Fasano, dove un anziano con necessità di cure è stato trasferito dalla propria abitazione con l’aiuto dell’autoscala dei vigili del fuoco e affidato al personale sanitario.

Esperti: “Possibili nuove scosse nei prossimi giorni”

La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, ha spiegato che l’attività sismica potrebbe proseguire nei prossimi giorni, inserendosi nel quadro della dinamica della caldera flegrea.

Secondo quanto riferito dalla dirigente, negli ultimi vent’anni l’area ha mostrato una crescente attività, con un’accelerazione particolarmente evidente negli ultimi tre anni. La scossa di magnitudo 4.7 sarebbe legata ai fenomeni di deformazione del suolo associati al bradisismo.

Treni ripristinati, resta alta l’attenzione sulla viabilità

La circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli è tornata regolare intorno all’1.30. Trenitalia ha comunicato che i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno subito rallentamenti, deviazioni e cancellazioni, con ritardi arrivati fino a 380 minuti.

Anche la rete ferroviaria gestita dall’Ente Autonomo Volturno ha registrato modifiche temporanee. La linea Cumana è stata sospesa sulla tratta Bagnoli-Torregaveta, con l’attivazione di un servizio sostitutivo tramite autobus, mentre la circolazione sulla linea Circumflegrea è successivamente ripresa.

Resta chiuso il Porto di Pozzuoli. L’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale sta predisponendo un provvedimento per interdire le aree demaniali marittime sottostanti ai costoni rocciosi, mentre la situazione continua a essere monitorata dalle istituzioni.

Una nuova riunione di coordinamento è stata convocata presso la Prefettura di Napoli per valutare l’evoluzione dell’emergenza e gli interventi necessari.

Redazione

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