Il primo giorno in carcere dopo la sentenza definitiva
Mario Roggero ha trascorso la sua prima notte nel carcere milanese di Bollate dopo la conferma definitiva della condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per la morte di due rapinatori avvenuta nel 2021 davanti alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
Il gioielliere, 72 anni, si è presentato spontaneamente nella struttura penitenziaria per iniziare l’espiazione della pena. Al momento dell’ingresso, rispondendo alle domande dei giornalisti sul possibile pentimento per quanto accaduto, ha dichiarato: “Sì ma con il senno di poi, bisogna trovarsi in quelle situazioni”.
Secondo informazioni raccolte all’interno del carcere, Roggero sarebbe apparso particolarmente provato durante le prime ore della detenzione e avrebbe avuto un momento di forte commozione subito dopo l’arrivo. L’uomo è stato assegnato a una sezione a regime ordinario, senza particolari restrizioni aggiuntive.
Prima di entrare nella struttura, il gioielliere aveva espresso anche dure critiche nei confronti del sistema giudiziario e delle istituzioni, richiamando il tema delle decisioni di grazia concesse in passato. Davanti alle telecamere aveva affermato: “Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza”.
La visita di Salvini a Bollate: “Sarei orgoglioso di poterlo candidare”
A poche ore dall’ingresso in carcere, Mario Roggero ha ricevuto la visita del vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Il leader della Lega si è recato personalmente a Bollate accompagnato dai deputati Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti.
All’esterno della struttura penitenziaria era presente anche una delegazione della Lega Giovani, arrivata per manifestare sostegno al gioielliere attraverso cartelli e uno striscione con la richiesta di grazia.
Al termine dell’incontro, Salvini ha spiegato che la visita aveva avuto un carattere umano e personale, sottolineando che Roggero avrebbe mantenuto un atteggiamento sereno nonostante il momento difficile. Il ministro ha riferito che i due si sono abbracciati sia all’inizio sia alla fine del colloquio, durato oltre un’ora.
Salvini ha precisato che la Lega non intende esercitare pressioni sul presidente della Repubblica in merito alla domanda di grazia presentata dalla moglie del gioielliere. Secondo il vicepremier, la valutazione spetta esclusivamente al capo dello Stato nei tempi e nelle modalità previste dalla Costituzione.
Il ministro ha inoltre spiegato che il partito sta valutando tutti gli aspetti giuridici della vicenda, compresa l’eventualità di una candidatura politica di Roggero qualora fosse compatibile con la normativa vigente. Salvini ha dichiarato: “Come Lega, stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare. Stiamo approfondendo tutti i profili giuridici del caso”.
Durante il racconto dell’incontro, Salvini ha descritto anche le prime difficoltà vissute dal gioielliere in carcere, legate soprattutto al cambiamento radicale delle abitudini quotidiane dopo una vita trascorsa lavorando. Il ministro ha però evidenziato come Roggero sia stato inserito in una struttura considerata moderna e orientata al reinserimento.
La difesa punta alla grazia, ma i tempi potrebbero essere lunghi
Sul fronte giudiziario, l’avvocato Stefano Marcolini ha spiegato che la richiesta di grazia rappresenta una possibilità concreta da valutare, ma che non si tratta di una procedura immediata. Secondo il legale, l’eventuale istruttoria presidenziale richiede tempi necessariamente lunghi.
Marcolini ha chiarito inoltre che, almeno nella fase attuale, non sarebbe possibile ottenere la detenzione domiciliare. La normativa, infatti, non consente questa misura alternativa per condanne legate a determinati reati di omicidio con una pena ancora significativa da scontare.
L’avvocato ha riferito che Roggero starebbe lentamente prendendo coscienza delle regole e delle limitazioni imposte dalla vita carceraria. Pur definendo la situazione difficile, il legale ha precisato che il morale del suo assistito non sarebbe crollato.
Tra gli aspetti che avrebbero colpito maggiormente il gioielliere ci sarebbero gli orari rigidi della giornata all’interno della struttura, con pasti serviti molto presto rispetto alle abitudini della vita esterna.
Marcolini ha inoltre spiegato che la difesa attende una decisione del Tribunale di sorveglianza di Torino sull’istanza collegata alla sospensione dell’esecuzione della pena in relazione alla domanda di grazia presentata dalla moglie di Roggero.
Le parti civili chiedono il pagamento delle somme stabilite dal processo
Parallelamente al percorso della richiesta di grazia e alle iniziative della difesa, resta aperto anche il capitolo relativo ai risarcimenti riconosciuti alle parti civili nel procedimento giudiziario.
L’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, che nel processo ha rappresentato alcuni familiari di Giuseppe Mazzarino, uno dei due uomini morti durante la sparatoria, ha dichiarato che fino a questo momento Mario Roggero non avrebbe versato le somme previste a titolo di provvisionale dalla sentenza.
Il legale ha annunciato la possibilità di procedere con azioni esecutive, spiegando che il gioielliere disporrebbe di diversi beni aggredibili attraverso procedure di pignoramento.
Le parti civili coinvolte nel processo comprendono i familiari delle vittime e delle persone coinvolte nella rapina del 2021. Tra queste figurano la compagna e le figlie di Giuseppe Mazzarino, la madre e i fratelli dello stesso uomo, oltre ai parenti di Andrea Spinelli, il secondo rapinatore deceduto.
Si era costituito parte civile anche Alessandro Modica, l’autista del gruppo criminale rimasto ferito durante l’episodio e considerato l’unico superstite della banda.
La moglie presenta la domanda di grazia al presidente della Repubblica
Nel frattempo è stata formalmente depositata la richiesta di grazia destinata al presidente della Repubblica. A presentarla è stata Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, che ha avviato la procedura attraverso il collegio difensivo.
Secondo quanto comunicato dall’analista processuale Sergio Novani, che coordina la strategia legale insieme all’avvocato Marcolini, l’istanza sarebbe stata trasmessa tramite posta elettronica certificata nella mattinata successiva all’ingresso in carcere del gioielliere.
Contestualmente alla richiesta di grazia è stata presentata anche un’istanza per chiedere il differimento dell’esecuzione della pena, facendo leva sulla possibilità prevista dall’ordinamento di sospendere temporaneamente l’ingresso definitivo in carcere in attesa della valutazione della domanda.
La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione nazionale, trasformandosi da caso giudiziario in un tema di confronto politico e istituzionale. L’attenzione si è concentrata anche sul ruolo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo alcune indiscrezioni relative a un possibile coinvolgimento del ministero della Giustizia nell’istruttoria.
Il Quirinale ha successivamente chiarito che la valutazione della grazia rientra nelle prerogative costituzionali del capo dello Stato, mentre il ministero della Giustizia aveva smentito l’avvio di un procedimento autonomo sulla questione.
La difesa valuta il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo
Dopo la conferma della condanna definitiva, gli avvocati di Roggero hanno annunciato la possibilità di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.
La difesa ha manifestato forte insoddisfazione per l’esito del procedimento, sostenendo di aver sperato in una decisione diversa. I legali hanno spiegato che, una volta analizzate le motivazioni della sentenza, potrebbe essere valutato un ricorso davanti alla giurisdizione europea.
Gli avvocati hanno riferito che Roggero avrebbe chiesto di proseguire la battaglia giudiziaria, considerando la condanna come un passaggio negativo ma non conclusivo del percorso legale.
La vicenda era già entrata nel dibattito pubblico nei giorni precedenti all’arresto, anche attraverso un video diffuso dallo stesso gioielliere dopo la pronuncia definitiva. In quel filmato aveva detto: “È finita, sto passando gli ultimi minuti coi miei familiari”.
Quelle parole avevano contribuito ad alimentare l’attenzione mediatica intorno al caso, che in pochi giorni è diventato uno dei temi più discussi nel confronto politico italiano.
La condanna confermata dalla Cassazione
La Suprema Corte ha confermato la condanna nei confronti di Mario Roggero per i fatti avvenuti nel 2021 davanti alla sua gioielleria di Grinzane Cavour.
Il procedimento riguardava la morte di due rapinatori, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, e il ferimento di un terzo uomo durante la fuga dopo l’assalto al negozio.
La sentenza definitiva ha stabilito una pena di 14 anni e 9 mesi di carcere, chiudendo il percorso principale della giustizia ordinaria dopo i precedenti giudizi di merito.
La Procura aveva contestato inizialmente i reati di omicidio volontario plurimo e tentato omicidio, sostenendo che gli spari fossero stati esplosi quando il pericolo non era più attuale e quindi fuori dai limiti della legittima difesa.
Il sostegno politico del centrodestra
La condanna di Roggero ha generato reazioni molto diverse nel mondo politico. Diversi esponenti del centrodestra hanno espresso solidarietà al gioielliere e sostenuto l’opportunità di valutare un intervento di clemenza.
Matteo Salvini ha ribadito la propria contrarietà alla decisione giudiziaria, descrivendo Roggero come un lavoratore arrivato alla fine della sua vita professionale e coinvolto in una situazione drammatica all’interno della propria attività.
A favore della possibilità della grazia si sono espressi anche altri rappresentanti della maggioranza, tra cui il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Parallelamente è stata promossa una raccolta firme sostenuta da esponenti politici e una petizione online che ha registrato un’ampia adesione da parte dei cittadini favorevoli alla richiesta di clemenza.
Sul tema è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha commentato il dibattito richiamando il principio secondo cui chi commette reati non può essere destinatario di risarcimenti pubblici, in riferimento alle modifiche introdotte dal disegno di legge Sicurezza.
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