La terza ondata di calore dell’estate entra nella fase più critica, con un progressivo aumento dei livelli di rischio in numerose città italiane. Il sistema di monitoraggio registra un incremento dei bollini rossi, passati dai due segnalati all’inizio della settimana fino ai sette previsti per mercoledì, accompagnati da nove situazioni di allerta arancione.
Le previsioni indicano un ulteriore aggravamento nei prossimi giorni, con valori estremi che potrebbero raggiungere 45 gradi nelle aree interne della Sardegna entro venerdì. L’ondata di caldo conferma una tendenza sempre più frequente legata all’intensificarsi degli eventi climatici estremi.
Città sotto osservazione: Firenze e Perugia ai massimi livelli di rischio
Tra i centri maggiormente interessati dall’emergenza figura Firenze, dove il bollino rosso è attivo senza interruzioni dall’8 luglio. Il livello massimo di attenzione resterà in vigore almeno fino a mercoledì 15, con temperature percepite comprese tra 37 e 39 gradi.
Anche Perugia mantiene il livello più elevato di rischio dal 10 luglio. A queste città si aggiungono Brescia e Torino, mentre da mercoledì entreranno nella fascia rossa anche Bologna, Frosinone e Roma.
Per quanto riguarda il livello arancione, dedicato soprattutto alla protezione delle persone più vulnerabili, il monitoraggio coinvolge diverse località tra cui Ancona, Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Rieti, Verona e Viterbo. Nei prossimi giorni resteranno sotto attenzione anche Milano, Pescara e Trieste.
A Catanzaro arriva il servizio Sos caldo per le persone fragili
Di fronte alle temperature eccezionali, alcune amministrazioni locali stanno predisponendo interventi specifici per sostenere anziani e cittadini in condizioni di maggiore vulnerabilità.
A Catanzaro l’assessore alle Politiche Sociali Nunzio Belcaro ha annunciato l’attivazione del servizio Sos caldo dal 15 luglio. “Anche quest’anno a partire dal 15 luglio sarà attivo il servizio Sos caldo”.
L’iniziativa resterà operativa per tutta la stagione estiva e prevede un supporto dedicato attraverso un numero verde e il coinvolgimento di associazioni incaricate di assistere chi potrebbe avere difficoltà anche nelle attività quotidiane più semplici.
Belcaro ha spiegato che l’obiettivo dell’amministrazione è rendere il servizio una misura stabile nel tempo. Per le persone senza dimora, il Comune ricorda inoltre la presenza di strutture dedicate all’accoglienza, come la mensa del Vescovo e il Conventino, luoghi in cui è possibile trovare ristoro e protezione durante le giornate più calde.
L’amministrazione comunale si prepara inoltre a introdurre un provvedimento dedicato alla tutela degli animali domestici, con indicazioni specifiche sulla loro protezione durante il periodo di forte caldo.
Rider in sciopero a Bologna contro condizioni di lavoro e temperature estreme
L’emergenza caldo coinvolge anche il mondo del lavoro. A Bologna, il 15 luglio, i rider di Glovo e Deliveroo hanno programmato uno sciopero con la sospensione delle attività attraverso le applicazioni digitali.
La protesta nasce dalle richieste di aumento dei compensi e dalle preoccupazioni per la sicurezza dei lavoratori costretti a operare all’aperto durante le giornate caratterizzate da temperature eccezionali. La mobilitazione partirà da piazza Nettuno alle 16.30 e attraverserà diverse vie del centro cittadino.
L’iniziativa precede il confronto nazionale previsto al ministero del Lavoro il 16 luglio. La Nidil-Cgil ha ribadito la necessità di un confronto con le piattaforme e ha dichiarato: “Le nostre rivendicazioni sono un attacco diretto al modello aziendale delle piattaforme”.
Il sindacato ha inoltre sottolineato il legame tra cambiamento climatico e condizioni professionali, affermando: “La crisi climatica non è più un evento eccezionale. Chi pedala in città non può pagare di tasca propria il prezzo del climate change”.
La richiesta principale riguarda l’introduzione di strumenti capaci di garantire sicurezza economica anche nei periodi in cui le consegne devono essere sospese per tutelare la salute dei lavoratori. “La sospensione delle consegne non può tradursi in una perdita economica per i lavoratori”, ha concluso la Nidil.
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