“Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”. È il drammatico racconto della 22enne marocchina vittima dell’aggressione avvenuta alla fermata della metropolitana Duomo di Milano, dove un uomo l’ha colpita al volto con un coltello provocandole una profonda ferita.
La giovane ha presentato denuncia contro Mohamed Saidi, 27enne di origine algerina arrestato con l’accusa di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, reato introdotto nel 2019.
Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima agli investigatori, il pomeriggio era iniziato in modo tranquillo. La ragazza si trovava in centro a Milano insieme ad alcune persone e aveva incontrato casualmente una connazionale in piazza Duomo. Dopo una passeggiata tra i negozi, il gruppo si era diretto verso la stazione della metropolitana per prendere il treno verso Comasina.
L’aggressione sarebbe iniziata mentre la giovane era seduta su una panchina in attesa della metro. La 22enne ha raccontato che un uomo mai visto prima si sarebbe rivolto a lei in arabo con tono minaccioso, accusandola di guardarlo. La ragazza avrebbe spiegato che il suo sguardo era rivolto all’amica e non a lui, ma la risposta non avrebbe fermato l’uomo, che avrebbe iniziato a insultarla.
La vittima avrebbe quindi chiesto all’aggressore di allontanarsi, avvertendolo che avrebbe chiamato la polizia se non avesse smesso. Secondo il suo racconto, però, il comportamento dell’uomo sarebbe diventato ancora più aggressivo.
La giovane ha riferito che il 27enne si sarebbe avvicinato improvvisamente, sputandole sul volto e spingendola con forza. Dopo un primo tentativo di difendersi con l’aiuto dell’amica, l’uomo avrebbe reagito colpendola con un pugno al labbro superiore.
La situazione è poi degenerata quando la ragazza ha tentato di chiamare il numero di emergenza 112. Stando alla denuncia, l’uomo, dopo averle chiesto se stesse realmente chiamando la polizia, avrebbe estratto un coltello e l’avrebbe colpita al viso con un fendente.
La ferita, localizzata tra il naso e l’occhio, avrebbe provocato una forte perdita di sangue. La giovane si sarebbe accorta della gravità dell’accaduto osservando le mani dell’aggressore sporche di sangue e, poco dopo, avrebbe accusato un malore, fino a sedersi a terra mentre alcuni passeggeri presenti sulla banchina prestavano soccorso.
Trasportata in ospedale, la 22enne è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni. La polizia sta ricostruendo con precisione tutte le fasi dell’aggressione e raccogliendo ulteriori elementi dalle testimonianze e dalle immagini disponibili.
Chiesta la custodia cautelare in carcere
Nel frattempo, la Procura di Milano ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la custodia cautelare in carcere per Mohamed Saidi. La richiesta della pm Simona Ferraiuolo si basa sul rischio di fuga e sulla possibilità di reiterazione del reato.
Il 27enne deve rispondere anche dell’ipotesi di deformazione permanente dell’aspetto della persona mediante lesioni al volto, una contestazione prevista per episodi di particolare gravità.
Accertamenti su possibili contatti con ambienti radicalizzati
Parallelamente, il nucleo Antiterrorismo dei Ros di Milano ha avviato verifiche attraverso i canali internazionali dell’Interpol per accertare un eventuale coinvolgimento dell’indagato in ambienti radicalizzati.
Dagli atti dell’arresto emerge che Saidi era stato scarcerato poche ore prima dell’aggressione dopo un processo per direttissima relativo a un furto su auto in sosta avvenuto in piazza Argentina. In quella circostanza gli era stato imposto il divieto di dimora a Milano.
Secondo quanto emerso finora, il 27enne, senza fissa dimora e fino a quel momento non risultante con precedenti penali in Italia, era stato identificato per la prima volta nel Paese proprio in occasione dell’arresto per il furto.
Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire il quadro giudiziario dell’accaduto.
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