Trump attacca il Congresso dopo il voto del Senato sui poteri di guerra con l’Iran

La risoluzione bipartisan riaccende lo scontro istituzionale a Washington mentre cresce la tensione politica sul dossier iraniano e cala il consenso del presidente

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato duramente il Congresso dopo l’approvazione da parte del Senato di una risoluzione che chiede lo stop alle operazioni militari contro l’Iran senza un’autorizzazione preventiva del Parlamento. Il voto, passato con 50 sì e 48 no grazie anche al sostegno di quattro senatori repubblicani, rappresenta un segnale politico rilevante nel rapporto tra legislativo ed esecutivo.

Secondo Trump, la decisione della Camera alta sarebbe stata priva di opportunità politica. Il presidente ha infatti definito la scelta del Senato come “inopportuno e privo di significato”, sottolineando il proprio disappunto per un’iniziativa che interviene in un momento delicato della strategia americana verso Teheran.

Attraverso il social Truth, Trump ha inoltre rivendicato la propria linea sull’Iran, affermando: “Ho l’Iran alle corde, pronto a crollare, e il Senato degli Stati Uniti decide di votare in un momento inopportuno e senza senso sulla legge sui poteri di guerra”. Nello stesso messaggio, il presidente ha accusato i legislatori di ostacolare la sua azione: “Questi senatori mi hanno appena reso il lavoro più difficile, ma lo farò, in un modo o nell’altro, perché lo faccio sempre”.

La risoluzione approvata rappresenta una rara convergenza bipartisan contro l’espansione dei poteri presidenziali in ambito militare. Pur avendo un valore soprattutto simbolico e non necessitando della firma del presidente, il provvedimento evidenzia un crescente malcontento al Congresso riguardo alla gestione del conflitto e all’uso estensivo dell’autorità esecutiva nelle decisioni di carattere bellico.

Sul piano politico interno, lo scontro si inserisce in un contesto già complesso per la Casa Bianca. Le ultime rilevazioni demoscopiche indicano infatti un calo del consenso: secondo il Pew Research Center, l’indice di approvazione del presidente è sceso al 34%, il livello più basso del suo secondo mandato. In parallelo, diminuisce anche la fiducia degli americani nella sua gestione dell’uso della forza militare.

Il dibattito sulla politica verso l’Iran continua inoltre a polarizzare Washington. Negli ultimi giorni, diversi parlamentari — inclusi esponenti repubblicani — hanno chiesto un maggiore coinvolgimento del Congresso nelle decisioni strategiche, evidenziando preoccupazioni sulla direzione dell’attuale linea amministrativa e sull’eventuale evoluzione del confronto con Teheran.

Redazione

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