L’azienda dei trasporti ATM Milano ha avviato un’indagine interna dopo la segnalazione di una passeggera che ha denunciato un presunto uso improprio delle immagini registrate dalle telecamere installate sui mezzi pubblici.
Al centro del caso ci sarebbe lo scambio, all’interno di una chat privata, di fotogrammi che ritrarrebbero parti del corpo di donne riprese sui tram, accompagnati – secondo le accuse – da commenti sessisti tra alcuni dipendenti.
La posizione dell’azienda
Di fronte alla vicenda, l’azienda ha annunciato: “Faremo luce sul caso”.
In una nota più articolata, ATM ha dichiarato:
“Abbiamo preso questa segnalazione molto sul serio e ci siamo prontamente attivati con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio. Per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città. Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa”.
L’azienda ha inoltre ribadito la volontà di verificare eventuali violazioni interne e di intervenire a tutela sia degli utenti sia del personale che opera correttamente.
La segnalazione e il racconto
La vicenda è emersa pubblicamente grazie all’attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli, che nella sua newsletter “Rassegna Stanca” ha riportato il racconto di una passeggera.
Nel testo si descrive la presenza di un dipendente in divisa a bordo del tram 15 intento a interagire in una chat denominata “Staff Ticinese”, dove sarebbero circolate immagini estratte dal sistema di videosorveglianza dei mezzi.
Secondo la ricostruzione riportata nella newsletter, i contenuti non riguarderebbero situazioni di emergenza o problematiche tecniche, ma immagini di donne inconsapevoli riprese durante il viaggio, accompagnate da commenti offensivi.
Il passaggio chiave della denuncia
Nel testo diffuso da Vagnoli si legge:
“stava scambiando dei messaggi in una chat denominata ‘Staff Ticinese’ con quelli che, per la giovane, erano senza dubbio colleghi di lavoro” che non riguardavano “foto di situazioni di pericolo o problemi tecnici, bensì fotogrammi su gambe, volti, seni e cosce di donne ignare di essere diventate carne da macello per un gruppo di uomini con la divisa dell’azienda”.
E ancora: la passeggera avrebbe compreso che si trattava di immagini provenienti dal sistema di videosorveglianza dei tram, utilizzato per la sicurezza a bordo.
La diffusione del caso e le reazioni
La segnalazione è stata successivamente rilanciata anche sui social da diverse figure pubbliche, tra cui l’influencer Carly Tommasini, contribuendo a rendere il caso oggetto di ampia attenzione mediatica.
ATM, da parte sua, ha assicurato di aver attivato immediatamente verifiche interne per accertare eventuali abusi nell’utilizzo degli strumenti aziendali e garantire il rispetto delle regole.
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