Bislett Games 2026: Tebogo risponde a Gout Gout, dos Santos batte ancora Warholm in casa

Il campione olimpico del Botswana vince i 200m al debutto del fenomeno australiano, il brasiliano allunga su Warholm in casa: Oslo non delude

Letsile Tebogo

Il Bislett Stadium di Oslo ha ospitato mercoledì 10 giugno la sesta tappa della Wanda Diamond League 2026, una delle serate più attese del circuito per qualità del campo gara e per il fascino storico di un impianto che ha già visto cadere record del mondo. Quattordici gare in programma, decine di campioni olimpici e mondiali in pedana: i Bislett Games hanno rispettato le attese, regalando risultati di alto livello in quasi ogni specialità.

Il confronto più atteso era quello dei 200 metri maschili, con il diciottenne australiano Gout Gout al suo primo appuntamento con il circuito diamante. Il prodigio di Sydney si presentava da leader mondiale stagionale con il 19,67 che aveva fatto girare la testa all’atletica globale ad aprile. La risposta di Letsile Tebogo è stata immediata e senza repliche: il campione olimpico del Botswana ha controllato la curva, ha allungato sul rettilineo e ha vinto in 19,84 (+0,2), nuovo primato stagionale personale. Sinesipho Dambile, sudafricano, ha chiuso secondo in 20,12. Gout Gout, frenato da una partenza difficile dalla quale non ha saputo recuperare, si è fermato al sesto posto in 20,60. «Non era quello che mi immaginavo, mi vedevo vincente», ha detto l’australiano dopo la gara. «Ma non posso essere deluso: è la mia prima Diamond League. Mi sono divertito e ora torno ad allenarmi.» Tebogo, dopo la vittoria, si è permesso di rallentare gli ultimi metri a gara già decisa: nona vittoria in carriera nel circuito.

La serata di casa di Karsten Warholm si è chiusa con una sconfitta, la quarta consecutiva per mano di Alison dos Santos. Il brasiliano ha vinto i 400 metri ostacoli in 46,89, ventesima vittoria in carriera nella Diamond League. La gara è rimasta aperta fino all’ottavo ostacolo, con i due praticamente appaiati, prima che dos Santos trovasse il margine decisivo nel finale. Per Warholm, detentore del record del mondo, si tratta di un risultato che alimenta una delle rivalità più interessanti della stagione: il norvegese non riesce ancora a fare la voce grossa in casa.

Nei 100 metri femminili Julien Alfred ha confermato lo stato di forma che l’aveva già vista vincere a Roma in stagione. La campionessa olimpica di Saint Lucia ha tagliato il traguardo in 10,76 con un vento di +3,2 m/s, oltre il limite per le omologazioni, precedendo Amy Hunt (10,99) e Zoe Hobbs (11,03). Zaynab Dosso, campionessa mondiale indoor dei 60 metri e unica italiana in gara nella sprint corta, ha affrontato uno dei campi più competitivi della stagione.

Gli 800 metri maschili hanno riproposto la sfida tra il diciassettenne Cooper Lutkenhaus, campione mondiale indoor, e il campione olimpico Emmanuel Wanyonyi. Lo statunitense si è imposto al photofinish in 1:42,08, miglior prestazione mondiale stagionale e record personale, con il keniano staccato di un solo centesimo (1:42,09). Una gara iniziata ai 400 in 49,81, con Wanyonyi davanti alla lepre e Lutkenhaus nel gruppo, si è risolta in volata: il ragazzo americano si conferma la rivelazione più interessante del mezzofondo globale in questa fase di stagione.

Nel salto triplo Andy Diaz ha eguagliato il primato stagionale firmato al Golden Gala di Roma sei giorni prima. L’azzurro, campione del mondo indoor e bronzo olimpico, ha saltato 17,59 con vento nullo, misura che non è bastata per vincere: Jordan Scott della Giamaica si è imposto con 17,66 con vento favorevole (+2,6 m/s). Diaz conquista comunque un secondo posto di sostanza in una gara condizionata da raffiche irregolari, mentre il portoghese Pedro Pichardo, campione olimpico e iridato, ha ottenuto il miglior risultato regolare del campo con 16,96.

I 5000 metri maschili hanno offerto una delle prestazioni tecniche più elevate della serata. L’etiope Yihune Addisu ha vinto in 12:47,62, nuovo primato personale migliorato di oltre un secondo e miglior prestazione mondiale stagionale. Alle sue spalle il bahreinita Birhanu Balew (12:47,73, record asiatico) e lo svedese Andreas Almgren (12:48,61). La profondità della gara è stata notevole: otto atleti hanno concluso sotto 12:51, dieci sotto 12:57. Per Addisu si tratta del secondo successo consecutivo in Diamond League dopo Xiamen.

Tra le gare di mezzofondo, la Dream Mile ha visto il keniano Reynold Cheruiyot interrompere una lunga astinenza dal vertice del circuito: primo successo in Diamond League dal 2021, con Cameron Myers terzo e una lista finale di dieci atleti sotto i 3:50. Nei 3000 metri femminili la connazionale Freweyni Hailu ha vinto in 8:24,22, a due soli centesimi dal record del meeting, con una doppietta etiope completata da Likina Amebaw seconda. Sui 400 ostacoli femminili la slovacca Emma Zapletalová, che si era presentata da leader mondiale stagionale dopo il 52,58 di Roma, ha vinto in 53,13 precedendo Rushell Clayton e Jasmine Jones.

Redazione

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