In Italia più di una famiglia su tre convive con almeno un animale domestico. Secondo i dati più recenti dell’Istat, circa 10 milioni di nuclei familiari (37,7% del totale) ospitano cani, gatti, pesci, uccelli o altri piccoli animali, per un totale di 53,6 milioni di animali. La diffusione dei pet è in aumento rispetto al 36,2% del 2015 e si accompagna a un mercato in forte espansione, con un valore di 5,3 miliardi di euro per alimenti e prodotti per animali da compagnia, in crescita del 2,5% solo nell’ultimo anno secondo Circana elaborato da Assalco.
I costi di mantenimento di un animale continuano a salire, con una spesa media annua per cane o gatto tra 760 e 1.200 euro, aumentata di circa 149 euro nell’ultimo anno. A pesare sui bilanci familiari non sono solo alimenti e cure veterinarie, ma anche una fiscalità che considera il cibo per animali di lusso.
Tra gli animali domestici, i pesci rimangono la categoria più numerosa, con oltre 25 milioni di esemplari distribuiti in circa 1,7 milioni di acquari. Tuttavia, sono cani e gatti a instaurare la relazione più stretta con le famiglie: 9,1 milioni di cani e 11 milioni di gatti, presenti rispettivamente nel 28,7% e nel 26,7% dei nuclei. Seguono uccelli (4,1 milioni), rettili e anfibi (2,7 milioni) e piccoli mammiferi come conigli, furetti e cincillà (1,4 milioni).
I dati Istat confermano che il mito secondo cui gli animali domestici siano prevalentemente compagni di persone sole non regge. La quota più alta di famiglie con pet riguarda coppie con figli adolescenti (51,2%), seguite da famiglie monogenitoriali con figli tra i 14 e i 65 anni (48,8%) e coppie senza figli con membri sotto i 65 anni (47,9%). Le persone sole con più di 65 anni rappresentano invece solo il 22,7%. Anche il dato di genere sfata stereotipi: tra i single, cani e gatti sono distribuiti in modo equilibrato, con una leggera prevalenza maschile tra i proprietari di cani.
Il settore degli alimenti e dei prodotti per animali da compagnia ha registrato una crescita costante, passando da 3,4 miliardi nel 2022 a 4,2 miliardi nel 2025 per alimenti di cani e gatti, con un incremento annuo medio del 6,9%, superiore alla crescita media del largo consumo confezionato (4,9%). Il restante miliardo deriva da accessori, lettiere, igiene e alimenti per altri animali.
Il quadro che emerge è chiaro: gli animali da compagnia sono sempre più presenti nella vita quotidiana degli italiani, mentre il mercato collegato cresce più rapidamente dell’inflazione, imponendo una pressione economica crescente sulle famiglie.
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