Eurovision 2026, il turquoise carpet e le interviste agli artisti (VIDEO)

Il turquoise carpet che ha aperto l'Eurovision 2026, colorando la Rathaus Platz, la piazza del Municipio di Vienna non ha come al solito deluso. Le nostre videointerviste

Look stravaganti, che non passano inosservati. Potremmo quasi definirlo una sorta di “Met Gala” dell’Eurovision 2026, ma senza il lato benefiico. Il Turquoise Carpet – chiamato così per motivi di sponsor – che ha aperto l’Eurovision 2026, colorando la Rathaus Platz, la piazza del Municipio di Vienna non ha come al solito deluso.

Grandi problemi organizzativi, con oltre  600 giornalisti stipati come sardine attorno al cordone e indicazioni poco chiare su cosa si potesse portare e cosa no, oltre 30 minuti di ritardo sul via ufficiale, ma alla fine non è mancato lo spettacolo. Gli artisti hanno sfilato in ordine alfabetico secondo l’iniziale del Paese che rappresentavano, con eccezione di Cosmò, il padrone di casa austriaco che ha chiuso la passerella.

Sal Da Vinci in nero classico è stato sicuramente il più sobrio insieme ai portoghesi Bandidos do Cante, con completi color sabbia nel mood del loro dolce e malinconico brano. Abito grigio con profonda scollatura per Senhit, completo nero con dettagli bianchi per Boy George, che regala la bandiera sammarinese al pubblico.

Il bianco domina la scena

Numerose delegazioni hanno scelto il total white come filo conduttore della propria presenza sul palco. Tra queste spiccano Alis (Albania), la cui giacca presentava voluminose spalline decorate; Essyla (Belgio); Daniel Zizka (Cechia); Alicja SzempliÅ„ska (Polonia) e Leleka (Ucraina), che ha arricchito il proprio look con l’aggiunta di un lungo velo.

Il bianco si fa largo anche nella proposta delle Vanilla Ninja (Estonia), dove però convive con il nero in una dialettica cromatica ben calibrata.

Il gioco tra bianco e nero

Il confine tra i due colori assoluti è uno dei leitmotiv estetici della serata. Le Lelek (Croazia) interpretano questa dualità attraverso eleganti abiti caratterizzati da intrecci e spaccature, mescolando le due tinte con equilibrio formale. Atvara (Lettonia) vira invece verso una palette argentata, pur mantenendo un elemento di contrasto con un lungo guanto nero.

Il nero conquista la scena

La transizione verso il total black porta con sé una serie di proposte di alto profilo. Il danese Søren Torpegaard Lund non rinuncia alla sua caratteristica maglia di rete scintillante, abbinandola però a un completo nero di taglio formale. Il finlandese Pete Parkonnen segue la stessa linea elegante, affiancato da Linda Lampenius, che indossa un tubino amaranto dal lungo strascico.

Restano nell’orbita del nero, con varianti personalizzate, anche i Bzikebi (Georgia), che aggiungono dettagli dorati sulle spalle; Satoshi (Moldavia); Alexandra Capitanescu (Romania), con un insolito velo da sposa nero; i Lavina (Serbia);e Veronica Fusaro (Svizzera), con un abito in pizzo impreziosito da decorazioni argentate disegnato da uno stilista italiano, mentre hanno scelto il bianco che fa risaltare il biondo dei capelli le estoni Vanilla Ninja. Bianco e rosso, come i colori di Malta per Aidan, con cappello e croce maltese al petto e in mano una rosa rossa che richiama quelle sui pantaloni

I colori vivaci: oro, rosso e turchese

Non mancano le incursioni nel colore pieno. Divine Delta Goodrem (Australia) sceglie un abito dorato brillante, mentre Sarah Engels (Germania) opta per un voluminoso abito rosso con strascico impegnativo, entrambe in netta contrapposizione con le palette monocromatiche dominanti. Più contenuta nell’impostazione, l’azerbaigiana Jiva si presenta con un abito in due pezzi turchese glitterato, completato da una doppia cintura nera sul torace e sulla vita.

Le scelte più stravaganti: il pelo sintetico

Sul fronte dell’originalità assoluta si collocano la bulgara Dara e la montenegrina Tamara Živković, entrambe accomunate da abiti in finto pelo che rappresentano le proposte più eccentriche e visivamente dirompenti dell’intera serata. Ma non è passata inosservatoa nemmeno la gabbia di cui si è vestita la svedese Felicia, ornata di una mascherina in crinolina nera come il suo abito.

L’oro domina: Antigoni e Monroe le più luminose

Tra le presenze più fotografate sul carpet, Antigoni (Cipro) sceglie una combinazione oro e bianco, arrivando accompagnata dalla madre in un momento di forte carica emotiva. Anche la francese Monroe punta sull’oro con un abito dalle maniche a sbuffo e una cintura nera che definisce la silhouette, uno dei look più strutturati e riconoscibili dell’intera serata.

Lion Ceccah: una statua moderna in Rathausplatz

L’immagine più scenografica è quella offerta dal lituano Lion Ceccah, che si presenta sul carpet come una statua moderna in movimento: il facepaint argentato copre il viso in armonia con il busto dello stesso colore, creando un effetto monocromatico di forte impatto visivo che non lascia spazio all’improvvisazione.

Il colore azzurro tra salopette e seta

Il colore azzurro attraversa più look della serata in chiave molto diversa. Il norvegese Jonas Lovv opta per una salopette azzurra, scelta casual e controcorrente rispetto ai toni generalmente formali del carpet. L’armeno Simon, invece, si presenta con pantalone extra-large e camicia di seta in tonalità azzurre, scegliendo consapevolmente un registro più sobrio rispetto all’outfit indossato sul palco della Wiener Stadthalle.

Ispirazione letteraria per Akylas: omaggio al Piccolo Principe

Il greco Akylas porta sul carpet un look che racconta una storia: il completo color panna ricco di pieghe e drappi di tessuto svolazzanti è dichiaratamente ispirato al Piccolo Principe. L’artista non si limita all’abito e anima il tappeto turchese ballando a ritmo di sirtaki, trasformando il carpet in un momento di spettacolo autentico.

scelgono il marrone, ma con approcci opposti. L’israeliano Noam Bettan si presenta senza camicia in completo marrone, privilegiando un’estetica informale e moderna. Al contrario, Eva Marija (Lussemburgo) interpreta lo stesso colore con piena eleganza formale, sfilando sul carpet con il suo violino in mano, accessorio che diventa estensione della sua identità artistica.

A proposito dell’israeliano, la delegazione è sfilata normalmente, visto l’ambiente protetto da estranei, ma l’artista è stato concesso nelle interviste solo ai canali ufficiali e ai media israeliani, per motivi di sicurezza. Verso di lui forte contestazione con fischi una volta conclusa la passerella. In alto le nostre interviste.

Redazione

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