Il mondo dello sport, e non solo, piange la scomparsa di Alex Zanardi, campione di automobilismo e medaglia d’oro alle Paralimpiadi, che ci ha lasciato il 1° maggio 2026. Una data che si lega in modo indissolubile alla memoria di un altro grande campione, Ayrton Senna, simbolo di una passione e di un coraggio che hanno segnato la storia dello sport.
Zanardi se n’è andato a Padova, dove, da anni ormai, era stato costretto a vivere dopo il tragico incidente del 2020 in Senese, che non gli ha permesso di recuperare appieno. Tuttavia, il suo ricordo rimarrà indelebile non solo per i trionfi che ha conquistato, ma per la sua straordinaria forza di volontà che gli ha permesso di tornare alla vita dopo aver rischiato di perderla nel 2001, quando, a seguito di un incidente in Formula 1, aveva perso entrambe le gambe.
La sua immagine resterà legata a quella storica vittoria alle Olimpiadi di Londra 2012, quando, vestito con un attillato body da cronometro, Alex mostrò al mondo una nuova idea di resilienza. Il campione, gonfiando i muscoli delle braccia mentre impugnava la sua handbike, esibiva con orgoglio la mancanza degli arti inferiori. Non era solo una vittoria sportiva, ma una rivoluzione che sovvertiva il concetto di disabilità, dimostrando che un uomo, pur privo di gambe, può essere un vero trionfatore.
“È disabile chi ha poca stima di sé,” aveva detto Alex Zanardi in una delle sue frasi che lo hanno reso simbolo di coraggio e forza. Non solo un atleta, ma un uomo che aveva imparato a reinventarsi ogni volta che la vita lo metteva alla prova. In Formula 1 non aveva avuto fortuna, ma si era rifatto in America, dove il suo talento nel Cart lo aveva portato a vincere consecutivamente nel 1997 e 1998, entrando nelle case degli americani, diventando una vera icona anche grazie a ospitate in televisioni e addirittura sulle scatole dei cornflakes.
L’incidente che lo cambiò per sempre avvenne il 15 settembre 2001. Durante una gara in Germania, Zanardi rischiò di morire, ma sopravvisse a ben 7 arresti cardiaci e a numerosi interventi. Il ritorno alla vita non fu solo fisico, ma anche psicologico: la sua handbike divenne la sua nuova compagna, e con essa iniziò una nuova carriera da campione. I suoi successi nelle Paralimpiadi furono straordinari: 6 medaglie, di cui 4 ori e 2 argenti, e 10 titoli mondiali (8 ori e 2 argenti). Oltre a questo, era diventato simbolo di inclusività per tutte le persone con disabilità, rompendo barriere e mostrando a tutti che nulla è impossibile.
Oltre ai trionfi sportivi, Zanardi fu anche un volto noto in TV, ospite del programma Sfide, dove Simona Ercolani lo descrisse come un uomo con una “velocità di pensiero rara” e una “capacità immediata di cogliere il senso delle cose”. Zanardi non amava solo lo sport, ma la vita stessa, e con il suo esempio ha insegnato a milioni di persone che la vita è da vivere sempre al massimo, senza mai cedere alle difficoltà.
A rendere omaggio ad Alex Zanardi sono in tantissimi, dalle istituzioni italiane, a partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che lo ha definito “un punto di riferimento per tutti lo sport, amato e ammirato per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo”. Parole che si aggiungono a quelle di Bebe Vio, che lo ha definito il suo “tutor sportivo e di vita”, ringraziandolo per averle dato la forza di non arrendersi mai, convinzione che con o senza gambe si può fare qualsiasi cosa.
Il ricordo di Zanardi non finisce con la sua morte, ma continua in chi lo ha conosciuto e lo ha amato. I suoi funerali saranno celebrati martedì 5 maggio alle 11:00 presso la Basilica di Santa Giustina a Padova. La famiglia di Zanardi ha ringraziato tutti coloro che in queste ore hanno mostrato vicinanza e affetto, confermando come il messaggio di vita che Alex ha saputo trasmettere sia stato profondamente radicato nei cuori di tutti.
Anche il sindaco di Noventa Padovana, Marcello Bano, ha voluto ricordare Zanardi come un uomo che ha insegnato al mondo cosa significa non arrendersi mai, anche di fronte alle tragedie, e che con il suo sorriso ha sempre mostrato che la vita può essere amara, ma va vissuta con gioia.
Le ultime parole di Alex Zanardi
Poco prima dell’incidente che gli ha cambiato la vita, Zanardi aveva dichiarato in un’intervista: “Una gara in handbike aiuta le persone a non rassegnarsi. Si può provare a vedere che cosa si può fare con quello che è rimasto, piuttosto che dire: ‘E’ finita, non ho più quello che avevo prima’“. Parole che risuonano come un inno alla speranza e alla forza di non arrendersi mai, che hanno segnato per sempre la sua vita e la sua carriera, ma che sono diventate anche il suo testamento spirituale.
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