Gianluca Rocchi, attuale designatore degli arbitri di Serie A e B, è finito sotto inchiesta dalla procura di Milano con l’accusa di concorso in frode sportiva. Secondo le indagini, Rocchi avrebbe influenzato in modo illecito le decisioni della sala Var di Lissone e scelto arbitri “graditi” all’Inter durante le partite cruciali della stagione 2024-2025. Un caso che riporta alla memoria lo scandalo “Calciopoli” del 2006, che segnò la retrocessione della Juventus in Serie B.
Rocchi si autosospende
In un primo momento, Rocchi ha dichiarato di essere “sorpreso ma sereno”, ma poco dopo ha deciso, in accordo con l’AIA, di autosospendersi dal ruolo di responsabile della Commissione Arbitri Nazionale (CAN) con decorrenza immediata. L’inchiesta si concentra principalmente su tre episodi specifici: la semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan, una partita di campionato Bologna-Inter, e una gara di Serie A tra Udinese e Parma.
Il racconto dell’assistente arbitrale Domenico Rocca
L’indagine prende avvio il 23 luglio 2025, quando l’assistente arbitrale Domenico Rocca viene interrogato dalla procura di Milano. Rocca denuncia le presunte interferenze di Rocchi sulle designazioni arbitrali, comprese le presunte “bussate” alla finestra della sala Var per influenzare il lavoro degli arbitri. La denuncia di Rocca risale a maggio 2025, ma è stata archiviata dalla giustizia sportiva prima che l’inchiesta ordinaria prendesse piede.
Rocca, tuttavia, ha continuato la sua battaglia legale, insistendo nel voler seguire la strada della giustizia ordinaria. Le indagini, che potrebbero avere ripercussioni simili a quelle di “Calciopoli”, si concentrano su vari episodi dove Rocchi avrebbe agito per favorire l’Inter e manipolare le decisioni arbitrali, un tema che riporta alla luce le vecchie polemiche legate alla figura di Luciano Moggi, ex direttore sportivo della Juventus.
Le accuse specifiche
L’inchiesta si articola in tre capi d’imputazione principali. Il primo riguarda la semifinale di Coppa Italia del 2 aprile 2025, in cui, secondo gli inquirenti, Rocchi avrebbe “combinato” la designazione di Andrea Colombo come arbitro per la partita Bologna-Inter, un incontro di fondamentale importanza per la lotta scudetto. Un altro capo d’imputazione riguarda la presunta manovra per “schermare” l’arbitro Daniele Doveri durante la semifinale tra Inter e Milan. Infine, il terzo capo riguarda il caso di Udinese-Parma, dove Rocchi avrebbe tentato di influenzare la decisione del Var riguardo un calcio di rigore assegnato alla squadra friulana.
In un video allegato all’indagine, si vedono i tre uomini del Var che discutono l’episodio del rigore, mentre Rocchi, da fuori, tenta di richiamare l’attenzione degli addetti al Var. La scena è stata successivamente ripresa e analizzata come parte delle prove dell’inchiesta.
La posizione degli altri indagati
Anche Andrea Gervasoni, supervisore Var, è coinvolto nell’inchiesta, accusato di aver incoraggiato l’intervento del Var durante una partita di Serie B tra Salernitana e Modena, nel marzo 2025. Gervasoni si è autosospeso dal suo ruolo e, attraverso il suo avvocato, ha dichiarato di essere sereno e tranquillo, sebbene il caso riguardi una partita di Serie B, per la quale non avrebbe dovuto intervenire.
La reazione dell’Inter
Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha commentato con sorpresa le indagini, dichiarando che il club è stato completamente estraneo a questi eventi. “Abbiamo appreso tutto dalla stampa”, ha detto Marotta, aggiungendo che l’Inter non ha mai avuto arbitri graditi e che le decisioni arbitrali avverse, come il rigore non dato in Inter-Roma, dimostrano che non c’era alcuna influenza sulle partite.
Le prospettive future
L’inchiesta continua a suscitare discussioni e preoccupazioni nell’ambiente calcistico, con possibili sviluppi che potrebbero minare la credibilità dell’intero sistema arbitrale in Italia. La giustizia sportiva dovrà ora rispondere alle accuse, mentre la giustizia ordinaria potrebbe portare a nuove rivelazioni e decisioni significative. L’eventuale ritorno dell’Inter in un contesto simile a “Calciopoli” potrebbe avere gravi ripercussioni non solo sulla Serie A, ma sull’intero sistema calcistico italiano.
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