L’Italia affronta una grave crisi energetica, risultando tra i paesi europei più vulnerabili per la sua elevata dipendenza dalle fonti fossili e per il costo delle bollette, che sono tra i più alti del continente. Questi dati emergono dal nuovo report di Legambiente, intitolato “Il prezzo della dipendenza”, pubblicato oggi in coincidenza con l’inizio della Conferenza internazionale di Santa Marta in Colombia sulla transizione dai combustibili fossili. Inoltre, il report arriva a 40 anni dalla tragedia di Cernobyl, un evento che ha segnato la storia della gestione energetica globale.
Secondo il report, l’Italia importa il 95% del gas fossile e il 91% del petrolio che consuma. Tra i principali fornitori di gas fossile, l’Italia dipende da paesi come Algeria e Azerbaigian, che insieme coprono oltre la metà della domanda di gas della Penisola. Altri fornitori includono Qatar, Russia, e Libia, paesi che presentano problematiche in tema di rispetto dei diritti umani o che sono coinvolti in conflitti geopolitici. La dipendenza da queste fonti, molte delle quali instabili, espone ulteriormente il paese a rischi energetici e geopolitici.
L’Italia paga anche un prezzo alto per il suo sistema elettrico, che è fortemente incentrato sul gas, che costituisce quasi il 50% della produzione di energia elettrica. Nonostante un lieve aumento nella produzione da fonti rinnovabili negli ultimi cinque anni (+10%), la situazione è ben lontana da quella di altri paesi europei come la Spagna, che ha visto una crescita del 41,9% nella stessa area. A rendere ancora più grave la situazione sono i 1.700 progetti di rinnovabili in attesa di approvazione e che giacciono da tempo al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, come sottolineato da Legambiente.
Il costo dell’energia elettrica in Italia è tra i più alti in Europa. Nel primo quadrimestre del 2026, il paese ha registrato un costo medio di 130,5 euro/MWh, il più elevato tra i paesi europei presi in esame, seguito dalla Germania (99,8 euro/MWh), dall’Olanda (100,1 euro/MWh) e dalla Francia (70,4 euro/MWh). La Spagna, al contrario, ha il costo più basso, con 42,5 euro/MWh, segno di una gestione più efficiente e una maggiore adozione delle rinnovabili.
Alla luce di questi dati, Legambiente ha indirizzato al Governo Meloni un elenco di 15 proposte per accelerare la transizione energetica dell’Italia, mettendo al centro l’energia da fonti rinnovabili. Il report evidenzia la necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui il paese gestisce le proprie risorse energetiche, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e abbassare il costo dell’energia per i cittadini.
L’Italia si trova quindi di fronte a una scelta cruciale per il suo futuro energetico: o accelera il passaggio a un sistema basato su energie rinnovabili, riducendo la sua vulnerabilità e il costo delle bollette, oppure rischia di rimanere intrappolata in un modello inefficiente e costoso, dipendente da fonti fossili instabili e sempre più problematiche.
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