I viaggi di istruzione, tradizionali momenti di aggregazione e apprendimento fuori dalle aule, sono sempre più al centro di discussioni tra famiglie, docenti e istituzioni. Secondo l’Osservatorio Gite scolastiche di Skuola.net, che ha intervistato un campione di 1.500 studenti delle scuole secondarie, quasi la metà degli studenti (44%) ha scelto di non partecipare a questi viaggi. Tra i principali fattori di rinuncia figurano il costo elevato, l’indisciplina degli studenti, la difficoltà nel reperire docenti disponibili e una crescente ansia sociale.
Nel dettaglio, il 38% degli studenti che non parteciperanno ai viaggi ha dichiarato di dover rinunciare contro la propria volontà , mentre un sorprendente 6% ha deciso volontariamente di non partecipare. Tra coloro che rinunciano spontaneamente, il 52% ha scelto di non unirsi ai compagni per motivi di socializzazione, un dato che riflette l’aumento delle problematiche legate all’ansia sociale, sempre più diffusa tra i giovani.
Nonostante queste sfide, l’Osservatorio segnala che i numeri relativi ai viaggi scolastici stanno tornando a livelli pre-pandemia. La pratica, interrotta dal Covid-19, sta riprendendo quota, anche se il settore ha dovuto adattarsi a nuove normative burocratiche più stringenti. Il 14% degli studenti ha riferito che l’impossibilità di organizzare il viaggio tramite piattaforme certificate ha impedito la realizzazione del viaggio.
Tra le motivazioni più rilevanti, la difficoltà nell’organizzazione di gite con pernottamento è legata anche alla carenza di docenti disposti a partecipare. Il 34% degli insegnanti non è disponibile a condurre viaggi a causa di motivi disciplinari, mentre il 12% ha rifiutato di accompagnare i ragazzi per motivi legati alla gestione della classe. Inoltre, l’aumento dei costi delle gite ha inciso sul numero di partecipanti. Il 29% degli studenti ha segnalato che la scuola non ha potuto organizzare viaggi a causa di budget insufficienti o della difficoltà nel raggiungere il numero minimo di partecipanti.
Per chi parte, però, si evidenzia una tendenza a viaggi più lunghi e più costosi. Il costo medio di una gita è infatti aumentato, passando da 424 a 440 euro. La durata media dei viaggi è leggermente cresciuta, arrivando a 4,06 giorni, con un incremento del numero di studenti che trascorrono almeno cinque giorni fuori casa, passando dal 36% al 38%.
Le destinazioni più gettonate sono ancora prevalentemente italiane, con il 60% degli studenti che sceglie di rimanere nel nostro Paese. Le città d’arte come Firenze, Roma e Napoli continuano a dominare la classifica. Tuttavia, cresce l’interesse per le capitali europee, in particolare Vienna, Berlino e Atene. La scelta della destinazione è principalmente dettata dall’interesse culturale, mentre l’aspetto economico influenza una quota significativa di studenti.
Sul fronte dei trasporti, il pullman rimane il mezzo preferito per spostamenti a corto raggio (46%), ma l’uso di treni, aerei e navi è in crescita, con il 28% degli studenti che opterà per l’aereo. Quest’anno, le scuole sono obbligate a utilizzare autobus di ultima generazione, dotati di sistemi di frenata autonoma per garantire maggiore sicurezza, una misura adottata a seguito di un tragico incidente.
Per gli studenti che non parteciperanno ai viaggi di più giorni, le uscite didattiche giornaliere rimangono l’unica alternativa, anche se i numeri di partecipazione a queste attività restano più bassi rispetto ai viaggi residenziali.
La sicurezza, infatti, è diventata uno degli aspetti più rilevanti nella gestione dei viaggi scolastici, come sottolinea Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, che commenta: “Purtroppo nei viaggi di istruzione si può anche morire… Questo restituisce la delicatezza di uno strumento didattico tanto utile quanto complesso da gestire.”
Infine, il Ministero dell’Istruzione sta cercando di rispondere a queste problematiche, migliorando le normative di sicurezza e consentendo alle scuole di affidarsi a fornitori qualificati per ridurre i rischi legati all’organizzazione. Tuttavia, queste nuove misure comportano costi aggiuntivi per le famiglie, che limitano ulteriormente la portata di questi viaggi. In particolare, i docenti si trovano a gestire studenti spesso indisciplinati e le responsabilità civili e penali, con indennità che non sono proporzionate ai rischi che affrontano.
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