Malanni di stagione: come prevenirli e curarli secondo gli esperti del Bambino Gesù

Con l’autunno avanzato, malanni stagionali come raffreddore e influenza aumentano. Scopri i consigli del Bambino Gesù su prevenzione e cure.

Con l’autunno avanzato e il freddo in arrivo, aumentano i malanni stagionali. L’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma fornisce una guida completa per riconoscerne i sintomi, adottare misure preventive e comprendere quando rivolgersi al pediatra.

Dall’influenza alla bronchiolite, passando per raffreddore, tosse e febbre, la stagione fredda porta un aumento delle infezioni respiratorie, specialmente nei più piccoli. Gli esperti spiegano le regole per la prevenzione e i sintomi da monitorare.

Le principali infezioni respiratorie e i virus responsabili

Il Bambino Gesù ricorda che la maggior parte delle malattie respiratorie è causata da virus come rhinovirus, coronavirus, virus influenzali, parainfluenzali e respiratorio sinciziale. Questi agenti virali si diffondono soprattutto in autunno e inverno, e si trasmettono per via aerea o attraverso il contatto con superfici contaminate. I sintomi sono spesso simili: mal di gola, febbre, tosse, dolori articolari e talvolta manifestazioni gastrointestinali. Le infezioni respiratorie rappresentano ogni anno una sfida significativa per i sistemi sanitari di tutto il mondo, con picchi stagionali variabili: l’influenza tende a raggiungere il massimo da dicembre a febbraio, mentre il virus respiratorio sinciziale, che causa la bronchiolite, colpisce principalmente tra novembre e marzo.

Prevenzione: norme igieniche e stile di vita

Per ridurre il rischio di contagio, gli esperti raccomandano l’adozione di comportamenti igienici corretti: lavare le mani con frequenza, coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce, e ridurre il contatto delle mani con occhi e bocca. Evitare il contatto con persone sintomatiche è altrettanto importante, specialmente per i bambini, che durante i mesi freddi passano molto tempo in ambienti chiusi e affollati.

Un corretto stile di vita è essenziale per rinforzare le difese immunitarie. Gli specialisti suggeriscono un’alimentazione bilanciata e ricca di frutta e verdura, che aiutano l’organismo a mantenersi in salute.

Vaccinazioni: influenza e virus respiratorio sinciziale

Per proteggere i più vulnerabili, la campagna vaccinale antinfluenzale in Italia è iniziata il 1° ottobre. Il vaccino è consigliato per tutti i bambini dai 6 mesi fino ai 7 anni, per chi soffre di patologie croniche, le donne in gravidanza e le persone dai 60 anni in su. In aggiunta, per proteggere i neonati dal virus respiratorio sinciziale, causa frequente di bronchiolite, quest’anno è disponibile un nuovo farmaco: un anticorpo monoclonale che riduce del 80% i rischi di ricovero ospedaliero.

Gestione dei sintomi e quando rivolgersi al pediatra

I sintomi dei malanni stagionali possono essere simili: raffreddore, mal di gola, tosse, febbre e stanchezza. Nella maggior parte dei casi, si risolvono da soli con riposo e trattamenti sintomatici. Per abbassare la febbre, il farmaco consigliato è il paracetamolo, che non irrita la mucosa gastrica e ha proprietà antidolorifiche. Gli antibiotici, invece, sono utili solo in caso di infezioni batteriche e non devono essere somministrati senza la prescrizione del medico.

Tra i rimedi più utili, i pediatri consigliano lavaggi nasali per i bambini molto piccoli, specie prima di dormire o di fare l’aerosol. Questi lavaggi, effettuati con soluzione fisiologica, aiutano a liberare le vie respiratorie e a migliorare la respirazione, facilitando così il recupero.

Attenzione ai sintomi nei soggetti fragili

Nei bambini con patologie pregresse o fragilità, come la prematurità o immunodeficienze, i malanni stagionali possono diventare più gravi. In questi casi, è essenziale mantenere un contatto costante con il pediatra e, se necessario, consultare il pronto soccorso. I genitori dovrebbero anche prestare attenzione allo stato di salute generale del bambino: un cambiamento di abitudini, dell’umore o della mobilità può essere un segnale importante, più di un singolo sintomo come la febbre.

Redazione

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