Italiani e shopping sostenibile: second hand, riparazioni e meno acquisti

Lo shopping non alimentare si orienta verso la sostenibilità: più riparazioni e acquisti di seconda mano, meno consumi. Scopri le preferenze degli italiani e i servizi green più richiesti.

Gli italiani preferiscono riparare, comprare di seconda mano e ridurre gli acquisti per applicare la sostenibilità al settore non alimentare. Tuttavia, cresce la richiesta di servizi “green” nei negozi.

Shopping non alimentare: come la sostenibilità cambia le abitudini degli italiani

La sostenibilità ha raggiunto anche lo shopping non alimentare degli italiani, con un focus crescente su riduzione degli acquisti, riparazione e riutilizzo dei prodotti. Questa tendenza è stata rilevata dall’edizione 2024 dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, uno studio che analizza l’evoluzione delle abitudini di consumo sostenibile su tredici comparti non alimentari. Baby Boomer, Millennial e Generazione Z stanno interpretando la sostenibilità in modo diverso: i più anziani si concentrano sulla manutenzione, mentre i giovani optano maggiormente per il mercato dell’usato. Il report sottolinea l’importanza che la sostenibilità ha assunto anche per le aziende, che investono in processi e materiali ecologici per migliorare la propria reputazione e soddisfare le crescenti richieste dei consumatori.

Riparare, rivendere, ridurre: le nuove tendenze sostenibili

Tra le pratiche più diffuse, la manutenzione e la riparazione dei prodotti acquistati risultano le azioni sostenibili preferite: il 48% degli intervistati si dedica alla cura dei propri acquisti, soprattutto nel settore dell’elettronica e della moda. Al secondo posto, gli italiani prediligono beni di lunga durata, anche se più costosi. La rivendita di articoli usati, con una media di gradimento di 7,5 su 10, è considerata un comportamento green efficace, specialmente nell’ambito dell’abbigliamento. Tuttavia, il noleggio di prodotti rimane poco diffuso (apprezzato solo dal 6,2%), ed è considerato particolarmente interessante nell’elettronica.

Le differenze generazionali emergono chiaramente: i Baby Boomer sono più inclini a riparare e conservare i propri acquisti e a scegliere prodotti di qualità durevole. I Millennial, invece, riducono l’acquisto di beni non necessari, mentre la Generazione Z è la più attiva nel mercato second hand (43,3%).

Retailer e sostenibilità: le strategie green dei negozi

L’Osservatorio evidenzia come la sostenibilità sia ormai una priorità anche per i grandi retailer, che promuovono l’utilizzo di materiali ecologici e pratiche di comunicazione trasparente. Il settore moda è particolarmente attento a questo trend, con iniziative per incentivare la qualità dei capi, il second hand e la riparazione, supportate dagli stessi negozi. L’elettronica di consumo, sebbene in calo nelle vendite, ha visto un incremento del mercato dei prodotti rigenerati, mentre il comparto delle attrezzature sportive abbraccia il riciclo e la rivendita come strategie per il futuro. Anche il mondo della cartoleria sta virando verso una direzione eco-sostenibile, con prodotti biodegradabili e carta riciclata per quaderni e agende.

I servizi green più richiesti nei negozi

I consumatori italiani richiedono servizi “green” nei negozi per agevolare uno shopping più consapevole. Il 32,6% degli intervistati vorrebbe la possibilità di rivendere nei negozi gli articoli inutilizzati. La riparazione post-acquisto, richiesta dal 18,3% degli intervistati e apprezzata soprattutto dai Baby Boomer, è il secondo servizio più desiderato. Seguono a distanza altre opzioni, come consigli su come riutilizzare le confezioni (12,8%) e la garanzia di smaltibilità (5,5%), a riprova che esiste un margine per ampliare i servizi pro-sostenibilità.

Conclusioni e sfide future per la sostenibilità

In sintesi, lo shopping non alimentare in Italia si evolve in direzione della sostenibilità, con pratiche di consumo responsabile che differiscono per generazione, ma che hanno in comune l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale. Tuttavia, la sfida per il futuro resta quella di ampliare i servizi sostenibili nei punti vendita per rispondere alla domanda dei consumatori, confermando che la sostenibilità può diventare un valore aggiunto per i brand.

Redazione

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