Con 401 voti a favore, Ursula von der Leyen è stata riconfermata presidente della Commissione europea. Questo risultato è stato possibile grazie al sostegno decisivo dei Verdi, che hanno contribuito a superare ampiamente la soglia minima di 360 voti.
Il contesto del voto e le reazioni politiche
Durante il voto al Parlamento europeo, 707 eurodeputati hanno partecipato, con 284 voti contrari, 15 astensioni e sette schede nulle. Il capodelegazione di Fratelli d’Italia (FdI) all’Eurocamera, Carlo Fidanza, ha dichiarato che il loro gruppo ha votato contro von der Leyen a causa delle scelte politiche recenti, sottolineando che il risultato “non pregiudica il nostro rapporto di lavoro istituzionale”.
Il supporto dei Verdi è stato determinante per il successo della candidata tedesca. In una dichiarazione, von der Leyen ha espresso gratitudine ai Verdi e agli altri gruppi pro-UE, come Popolari, Socialisti e Liberali, per il loro sostegno.
Le reazioni internazionali
Dopo l’annuncio della rielezione, diverse figure politiche hanno espresso il loro appoggio. Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha scritto su X che Forza Italia sosterrà la presidente per costruire un’Europa più competitiva e sicura. Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno manifestato il loro entusiasmo per la rielezione, vedendola come un segno di stabilità e capacità di azione dell’UE.
Posizioni critiche e prospettive future
Nonostante il successo, alcune voci critiche, come quelle di Fratelli d’Italia e della Lega, hanno espresso preoccupazioni. Nicola Procaccini, eurodeputato di FdI, ha sottolineato che alcune tematiche hanno reso impossibile votare a favore di von der Leyen, pur mantenendo la volontà di un rapporto costruttivo. La Lega ha descritto la rielezione come una brutta notizia, denunciando il sostegno dei “sinistri ed eco-fanatici”.
Le nuove linee guida politiche
Von der Leyen ha delineato le sue priorità per i prossimi cinque anni, tra cui un forte impegno per il Green Deal europeo, la riduzione delle emissioni di gas serra del 90% entro il 2040 e un piano per l’industria pulita. Ha inoltre annunciato la nomina di un vicepresidente per l’implementazione, la semplificazione e le relazioni interistituzionali, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza delle imprese europee.
Durante il discorso di candidatura, ha citato Jacques Delors, ribadendo che l’unità e la volontà collettiva sono fondamentali per il successo dell’Europa. Ha concluso il suo intervento ricordando le parole di David Sassoli, ex presidente del Parlamento europeo, sottolineando l’importanza della speranza e della leadership democratica.
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