L‘Italia sta affrontando una significativa carenza di medici di base, con una mancanza stimata attorno al 30% dei professionisti richiesti per garantire un’adeguata assistenza sanitaria territoriale.
Questa situazione sta mettendo a dura prova i medici attualmente in servizio, i quali si vedono costretti ad accollarsi un numero maggiore di pazienti. In particolare, ci sono zone, soprattutto nel Nord del Paese, dove la situazione è più critica e alcuni cittadini si trovano privi di un medico di riferimento.
“Si calcola che ci siano circa 4 milioni di persone in questa condizione,” ha dichiarato Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), commentando l’iniziativa di un’organizzazione privata in Veneto che ha proposto servizi medici di base a pagamento come soluzione alla scarsità di medici convenzionati.
Paolo Misericordia, responsabile del centro studi Fimmg, ha evidenziato che il deficit del 30% di medici rispetto alle necessità dell’assistenza territoriale viene attualmente compensato incrementando il carico di pazienti sui medici in attività , causando disagi sia per i pazienti che per i professionisti stessi.
Esempi come quello delle Marche, dove nonostante la perdita di 300 medici su 1.200 nessun assistito è stato lasciato senza cure, dimostrano come i medici siano costretti a gestire un numero di assistiti ben superiore alla norma per colmare le lacune.
Le stime indicano che tra 3 e 4 milioni di italiani sono privi di un medico di base, con il rischio che questa cifra cresca esponenzialmente nei prossimi anni. Scotti avverte che, considerando i medici che andranno in pensione rispetto a quelli che si specializzeranno, nel giro di tre anni un quarto della popolazione potrebbe trovarsi senza assistenza primaria.
Il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente nei prossimi cinque anni, con oltre 15 milioni di italiani potenzialmente senza medico di base a causa del pensionamento di 15.000 medici e l’entrata nel sistema di soli 5.000 nuovi professionisti.
Scotti conclude sottolineando l’importanza di un intervento deciso per affrontare questa crisi, evidenziando che soluzioni come la riorganizzazione dei servizi e la telemedicina, pur utili, non possono sostituire il valore dell’interazione diretta e della relazione di fiducia tra medico e paziente, elementi fondamentali dell’assistenza medica primaria.
Seguici su
Aggiungi italiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.