Il recente intervento dell’AgCom, l’Autorità garante per le comunicazioni, stabilisce nuovi standard e regolamenti per gli influencer attivi sui social media, segnando un cambiamento significativo nel panorama della comunicazione digitale. Il vademecum presentato da AgCom mira a chiarire e adattare le norme annunciate la settimana scorsa, con l’intento di regolare sia la comunicazione pubblicitaria che non, in seguito al noto caso-Ferragni.
Chi sono gli influencer coinvolti: Le nuove linee guida stabiliscono criteri precisi per identificare gli influencer soggetti a questo codice di condotta. Gli influencer devono:
- Avere almeno un milione di iscritti, calcolati sommando gli iscritti su tutte le piattaforme e social media dove sono attivi;
- Aver pubblicato almeno 24 contenuti nell’anno precedente che rientrano nelle caratteristiche definite dalle Linee guida;
- Avere un engagement rate medio negli ultimi 6 mesi su una delle piattaforme o social media pari o superiore al 2%.
Gli influencer con attività meno continue o strutturate, che non raggiungono queste soglie di follower e engagement, non saranno soggetti agli stessi oneri.
Sanzioni: In caso di mancata conformità alle norme, le sanzioni possono variare da 10.000 a 250.000 euro per violazioni relative alla trasparenza pubblicitaria. Le sanzioni possono salire da 30.000 a 600.000 euro per il mancato rispetto degli obblighi di tutela dei minori.
Divieti e limiti: Le nuove normative vietano nei post e nei video qualsiasi incitamento alla violenza, all’odio, alla discriminazione, nonché rappresentazioni inappropriate dell’immagine femminile o contenuti che possano danneggiare lo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori. Gli influencer sono inoltre tenuti a rispettare le norme relative al diritto d’autore e alla proprietà intellettuale, nonché a promuovere la presentazione veritiera dei fatti e a contrastare la disinformazione online.
Pubblicità : Gli influencer devono evitare l’uso di tecniche subliminali in qualsiasi tipo di contenuto, rispettare le norme relative alle comunicazioni commerciali, alle televendite, alle sponsorizzazioni, all’inserimento di prodotti, e al divieto di pubblicità occulta. È richiesto loro di rendere chiaramente riconoscibile la natura pubblicitaria dei contenuti, in conformità con i regolamenti dell’AgCom e dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria.
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